Π - Il teorema del delirio

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Π – Il teorema del delirio
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Titolo originale: Π (Pi)
Paese: Stati Uniti
Anno: 1998
Genere: thriller, fantascienza
Regia: Darren Aronofsky
Soggetto: Darren Aronofsky (romanzo)
Sceneggiatura: Darren Aronofsky
Attori:
Doppiatori originali:

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Doppiatori italiani:

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Note:

Π – Il teorema del delirio, film statunitense del 1998 diretto da Darren Aronofsky, con Sean Gullette.

Indice

[modifica] Frasi

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • 9 e 13, nota personale: quando ero piccolo mia madre mi diceva che non bisogna mai guardare fisso il sole, ma una volta, a sei anni, l'ho fatto. I dottori non sapevano se i miei occhi sarebbero guariti, io ero terrorizzato, ero solo in mezzo a tutto quel buio. A poco a poco la luce cominciò a farsi strada fra le bende e io riacquistai la vista, ma qualcosa era cambiato dentro di me, e cominciarono le emicranie. (Maximilian)
  • 12 e 45, enuncio di nuovo le mie teorie. Primo: la natura parla attraverso la matematica; secondo: tutto ciò che ci circonda si può rappresentare e comprendere attraverso i numeri; terzo: tracciando il grafico di qualunque sistema numerico ne consegue uno schema. Quindi ovunque, in natura, esistono degli schemi. Ecco le prove. La ciclicità delle epidemie, la crescita e la riduzione delle mandrie di caribù, la ciclicità delle macchie solari, le piene e le secche del Nilo. E allora parliamo della Borsa, di quell'universo composto da numeri che rappresenta l'economia globale, milioni di mani che lavorano, miliardi di cervelli, un'immensa rete umana che grida alla vita: un organismo, un organismo vivente. La mia ipotesi: anche nella borsa esiste uno schema, ed è proprio davanti a me, nascosto fra i numeri: è sempre stato lì.
    12 e 50: premo invio. (Maximilian)
  • Ferma il cervello Max, affidati all'istinto, usa l'intuito. (Sol)
  • 11 e 22, nota personale: Sol è come morto quando ha interrotto le ricerche sul pi greco, non è stata solo colpa dell'infarto, è come se si fosse spento. Perché si è fermato quando era arrivato così vicino all'essenza del pi greco? Come si può smettere di credere che esiste uno schema, un ordine preciso dietro ai numeri quando si sta per toccare la verità. Noi vediamo la semplicità del cerchio, vediamo la complessità di quella sfilza di numeri, tre virgola uno verso l'infinito. (Maximilian)
  • 94143243431512659321054872390486828512913474876027
    67195923460238582958304725016523252592969257276553
    64363462727184012012643147546329450127847264841075
    62234789626728592858295347502772262646456217613984
    829519475412398501 (Euclide[1]) [Le cifre sono 218 e non 216]
  • 4 e 42, nuove prove: ricordate Pitagora? Matematico di tendenza. Atene 500 a.C., anno più anno meno, il suo credo principale? Che l'universo è composto di numeri. Il suo contributo principale? La sezione aurea. Rappresentata geometricamente dal rettangolo aureo. La proporzione tra base e altezza è assolutamente perfetta, usando l'altezza possiamo costruire all'interno un quadrato, la porzione residua forma un altro rettangolo aureo più piccolo, lo stesso procedimento si può ripetere all'infinito. (Maximilian)
  • 11 e 18, ancora prove: ricordate Leonardo da Vinci? Pittore, inventore, scultore, naturalista. Italia XV secolo. Riscoprì la perfezione assoluta del rettangolo pitagorico, e lo utilizzò nelle sue opere. Tracciando una curva all'interno dei rettangoli si genera la mitica spirale. Pitagora amava questa forma che secondo lui era ovunque in natura: la conchiglia del nautilo, le corna dell'ariete, i vortici, le trombe d'aria, le impronte digitali, il DNA e perfino la Via Lattea. (Maximilian)
  • 9 e 22 nota personale: quando ero piccolo mia madre mi diceva di non guardare fisso il sole, ma una volta, a sei anni, lo feci. Da principio quella luce accecante era insopportabile, ma io non distolsi gli occhi neanche per un momento. A poco a poco la luce iniziò a dissolversi, le mie pupille si ridussero a capocchie di spillo, e riuscì a mettere tutto a fuoco. Per un momento vidi e capii.
    Ecco la mia nuova teoria: se noi siamo delle spirali e viviamo in una gigantesca spirale, allora tutto ciò che ci circonda si fonda in quella spirale. (Maximilian)
  • 10 e 15, nota personale: la definizione giusta di questo momento è che sono sull'orlo di un precipizio, ed è lì che succede tutto. (Maximilian)
  • È soltanto un numero. Sono sicuro che non avete fatto altro che scrivere tutti i numeri di 216 cifre, tentando di decifrarli, di intonarli, non è vero? E dove vi ha portato? Quel numero non è niente! È tutto fra le righe, è la sintassi, è quello che esiste tra le cifre, e se voi non l'avete capito è perché non siete voi i prescelti! L'ho trovato io! L'ho trovato io! E io solo l'ho capito, sarò io a vedere Dio! Rabbino il tuo Dio ha scelto me! (Maximilian)
  • 5 e 13, nota personale: si muove tutto più in fretta e io solo... 7 e 10, se fissi il vuoto puoi diventare cieco. Cosa possono fare gli occhi senza il cervello? Niente? Se non c'è un cervello che trasmette le immagini che vediamo, non vediamo niente... il mio cervello è rimasto indietro, i miei occhi lo sanno, bisogna cercare, cercare e sperare.. oliare il cervello per farlo correre. Sono fermi con i miei occhi in mano, stavano correndo troppo, dicono che non c'è più tempo... Come facciamo a stringere l'essenza di Dio? Le mani mi fanno male, gli occhi si stanno chiudendo, il mio cervello è in ritardo, in ritardo, ma io sto cominciando a vedere. (Maximilian)

[modifica] Dialoghi

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Sol: Allora dimmi, ti è poi piaciuto l'Amleto?
    Maximilian: Non ci sono andato.
    Sol: Sarà più di un mese che non ti prendi un momento di pausa.
    Maximilian: Perché ci sono vicino.
    Sol: Hai visto il nuovo pesce che mi regalato mia nipote? L'ho chiamato Icaro pensando a te, mio ribelle discepolo. Tu vuoi volare troppo in alto e finirai col bruciarti. Ti guardo rivedo me trentanni fa, sei stato il mio allievo migliore, pubblicato a sedici anni, laureato a venti, ma la vita non è fatta solo di matematica. Io ho passato più di quarantanni alla ricerca di schemi risolutivi e non ho trovato un bel niente.
    Maximilian: No qualcosa ha trovato.
    Sol: Ho trovato qualcosa? [...] Ma non quello schema!
  • [Riferendosi al goban, scacchiera del gioco da tavolo go]
    Sol: Gli antichi giapponesi dicevano che questa tavola è il microcosmo dell'universo. Vedi, quando è vuota appare semplice ed ordinata, ma il numero delle mosse possibili in questo gioco è infinito. Secondo loro non posso esistere due partite uguali, sono come i fiocchi di neve, perciò secondo la cultura giapponese questa tavola rappresenta un universo estremamente caotico e complesso. Ed è questa la realtà del nostro mondo, mio caro e giovane Max. Non puoi riferire e ricondurre tutto alla matematica, non esiste uno schema di base.
    Maximilian: Però man mano che il gioco procede, le probabilità diminuiscono e la tavola acquista un suo ordine, le mosse diventano prevedibili.
    Sol: E allora?
    Maximilian: E allora forse, anche se non siamo abbastanza evoluti per rendercene conto, esiste uno schema, un ordine che si nasconde anche dietro questo gioco e magari questo schema è lo stesso che regola l'andamento della borsa, è quello della Torah! Il numero di 216 cifre...
    Sol: No senti, questa è pura follia Max!
    Maximilian: Potrebbe essere genialità!
    Sol: Aspetta un momento...
    Maximilian: Devo arrivare a quel numero!
    Sol: Vai troppo in fretta, devi rallentare, stai perdendo di vista il punto. Prova a fare un bel respiro. Ma ti rendi conto, tu metti in relazione il virus che ha infettato il mio computer e quello che potrebbe aver infettato il tuo con il delirio di quattro fanatici religiosi. Fissati su un qualunque numero e ti assicuro che lo troverai continuamente sulla tua strada. Conterai 216 dalla tua porta di casa all'angolo del palazzo, passerai 216 secondi in ascensore per arrivare al piano terra, [...] quando il tuo cervello diventa ossessionato da qualcosa tende a non registrare nient'altro e a concentrarsi esclusivamente su quel pensiero: 320, 450, 160, quello che ti pare. Il numero che hai scelto ora è 216, bene, non farai altro che ritrovartelo d'avanti mio caro. Ma ricorda, nel momento stesso in cui decidi di ignorare ogni forma di rigore scientifico, tu non sei più un vero matematico, sei solamente un numerologo!
  • Maximilian: Mi hai mentito.
    Sol: L'hai trovato. E va bene, siediti. Io ho smesso prima di capire fino in fondo, ma la mia teoria è che alcuni procedimenti fanno entrare il computer in una specie di spirale da cui non può uscire. Questa spirale lo porta al blocco totale ma prima che smetta di funzionare, diventa, diciamo che diventa consapevole della propria struttura. Il computer prende finalmente atto della sua natura silicea e perciò ne stampa immediatamente la formula.
    Maximilian: Quindi diventa consapevole?
    Sol: In un certo senso, credo di sì.
    Maximilian: Il mio studio di quello schema ha reso Euclide[1] consapevole, e prima di bloccarsi mi ha dato quel numero, è la sua essenza, non è vero?
    Sol: No Max, quello è soltanto un comunissimo virus.
    Maximilian: È molto più di questo!
    Sol: No non è vero! Sei finito in un vicolo cieco, non c'è nient'altro lì dentro!
    Maximilian: Quella è una porta! È una porta!
    Sol: È una porta che si affaccia su un precipizio, stai rischiando la ragione. Devi assolutamente smettere!
    Maximilian: Hai avuto paura e ti sei fermato.
    Sol: Lo vedi come mi sono ridotto.
    Maximilian: Avanti Sol.
    Sol: Ha provocato il mio infarto!
    Maximilian: Stronzate, qui parliamo di matematica! Di numeri! Di procedimenti! Noi matematici abbiamo il dovere di arrivare a quel precipizio.
    Sol: Nella vita non esiste solo la matematica!
    Maximilian: Me l'hai insegnato tu!
    Sol: È la morte Max!
    Maximilian: Tu non puoi dirmi che cos'è! Ti sei ritirato in questa specie di buco tra i tuoi libri e i pesci rossi!
    Sol: Vattene a casa.
    Maximilian: Ma questa non è vita!
    Sol: Fuori di qui. Sparisci!
    Maximilian: Io scoprirò che cosa è! Io la vedrò!
    Sol: Vattene fuori di qui!
    Maximilian: Io riuscirò a capire!

[modifica] Note

  1. a b Euclide è il mainframe di Maximilian

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