300

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300
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Titolo originale: 300
Paese: USA
Anno: 2007
Genere: azione, avventura, drammatico, storico, guerra
Regia: Zack Snyder
Soggetto: {{{soggetto}}}
Sceneggiatura: Zack Snyder, Kurt Johnstad e Michael Gordon
Attori:
Doppiatori originali:

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Doppiatori italiani:

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Note:

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300, film statunitense del 2007 diretto da Zack Snyder, adattamento cinematografico della graphic-novel 300 di Frank Miller.

[modifica] Frasi

  • Una potente armata si è raccolta, tanto massiccia da poter scuotere la terra col suo passo: il suo numero tanto grande da prosciugare i fiumi con la sua sete. (Messaggero di Serse)
  • Una nuova era è cominciata. Un'era di libertà. E tutti sapranno che 300 spartani hanno dato la vita per difenderla! (Re Leonida)
  • Prima che questa battaglia sia finita, il mondo saprà che pochi tennero testa a molti. (Re Leonida)
  • Non sono le sferzate che temono i miei uomini, ma il mio divino potere. (Serse)
  • Spartani! Preparate la colazione e mangiate tanto, perché stasera ceneremo nell'Ade! (Re Leonida)
  • Qui è dove li bloccheremo! Qui è dove combatteremo! Qui è dove moriranno! (Re Leonida)
  • Ricordate questo giorno, uomini, perché questo giorno è vostro e lo sarà per sempre! (Re Leonida)
  • E così il mio re è morto, e i miei fratelli sono morti, appena un anno fa. A lungo ho pensato alle parole del mio re, criptiche parole di vittoria. Il tempo gli ha dato ragione, perché da greco libero a greco libero, si è tramandata la notizia che il prode Leonida e i suoi 300 soldati, così lontani da casa, hanno dato la vita, non solo per Sparta, ma per tutta la Grecia e per la speranza difesa da questa nazione. Ora, qui su questo aspro frammento di terra chiamato Platea, le orde di Serse affrontano la loro disfatta! [Urlo dei soldati] Lì davanti i barbari si raccolgono, è nero il terrore che afferra saldo i loro cuori, con dita di ghiaccio; conoscono molto bene gli impietosi orrori che hanno sofferto per le lance e le spade dei 300 spartani. E ora fissano lo sguardo su questa pianura dove ci sono 10,000 Spartani alla testa di 30,000 liberi Greci! [Urlo dei soldati] Le forze del nemico ci superano di sole 3 volte! Buon segno per tutti i Greci. Quest'oggi noi riscattiamo il mondo dal misticismo e dalla tirannia e lo accompagniamo in un futuro più radioso di quanto si possa immaginare. Dite grazie soldati, a Re Leonida e ai prodi 300! Alla vittoria! (Dilios)
  • Sappi che non finirà tanto presto, e che non sentirai piacere. Io non sono il tuo re. (Consigliere Theron alla moglie di Leonida)
  • Sappi che non finirà tanto presto, e che non sentirai piacere. Io non sono la tua regina. (Moglie di Leonida al consigliere Theron)
  • Efialte, dico a te. Possa tu vivere in eterno. (Re Leonida)
  • Per difendere la nostra terra, marciamo. Per l'onore e per la gloria, marciamo. Nella bocca dell'Inferno, marciamo. (Dilios)
  • L'elmo lo soffocava, gli limitava la visuale e lui deve vedere lontano. Lo scudo era pesante, gli sottraeva equilibrio e il suo bersaglio è molto lontano. (Dilios)
  • Non cedete loro niente! Ma prendete da loro tutto! (Re Leonida)
  • Immortali... mettiamo alla prova il loro nome. (Re Leonida)
  • "Addio amore mio". Non lo dice. Non c'è spazio per la tenerezza, non a Sparta. Non c'è posto per la debolezza. Solo i duri e i forti possono definirsi Spartani. Solo i duri. Solo i forti. (Dilios)
  • Non ci ritiriamo. Non ci arrendiamo. Questa è la legge di Sparta. Noi obbediamo alla legge di Sparta e quindi restiamo, ci battiamo e moriamo. (Re Leonida)
  • Non è la paura a governarlo, ma solo una cresciuta percezione delle cose. (Dilios)
  • [ parlando con il figlio] Ricorda sempre: la vera forza di uno spartano è il guerriero che sta a suo fianco. Perciò dagli rispetto e onore, e li riceverai a tua volta. (Re Leonida)
  • Gli Efori, sacerdoti degli antichi dei; porci incestuosi, più animali che uomini. Animali che perfino Leonida deve corrompere e supplicare, perché nessun re spartano è mai andato in guerra senza la benedizione degli Efori. (Dilios)
  • Guardiamo questi bastardi senza madre, accolti tra le braccia amorevoli della nostra Grecia. (Dilios)
  • Zeus infilza il cielo con i tuoni e i fulmini, e flagella le navi persiane con vento di tempesta. Magnifico! (Dilios)
  • Facciamo quello per cui siamo stati addestrati, per cui siamo stati cresciuti, per cui siamo nati. Niente prigionieri, nessuna pietà. Inizio memorabile. (Dilios)
  • Massacrare tutti quegli uomini delle tue armate mi ha procurato un fastidioso crampo alla gamba e inginocchiarmi è piuttosto arduo per me. (re Leonida)
  • [Parlando degli Arcadi] Urlano e imprecano, affondando coltellate furenti, più addestrati alle risse che alla guerra. Creano una magnifica confusione; coraggiosi dilettanti, fanno la loro parte. (Dilios)
  • Le urla di dolore del capitano per la perdita del figlio spaventano il nemico più dei cupi tamburi di battaglia. Ci vogliono tre uomini per tenerlo fermo e riportarlo in formazione. (Dilios)
  • Ho vissuto l'intera mia vita senza alcun rimpianto fino ad ora. Non rimpiango che mio figlio abbia dato la vita per la sua nazione; rimpiango di non avergli detto che lo amavo più di ogni altra cosa. È stato al mio fianco con onore ed aveva preso solo il meglio da me. (il capitano)
  • Spartano: ritorna con il tuo scudo o su di esso.. (La regina)
  • Solo i duri e i forti possono considerarsi spartani... solo i duri..solo i forti. (Re Leonida)
  • Pazzia?! Questa è Sparta!!! (Re Leonida)
  • Gli immortali non superano la prova del nostro re, ed un uomo che si ritiene un dio, sente un brivido molto umano risalire lungo la schiena. ( Dilios)
  • Il mondo saprà che degli uomini liberi si sono opposti ad un tiranno, che pochi si sono opposti a molti, e prima che questa battaglia sia finita che persino un dio re può sanguinare. (Leonida)
  • Ricorda chi eravamo, l'ordine più semplice che un re possa dare, ricorda perché siamo morti. Lui non desiderava tributi o canzoni, o monumenti, o poemi di guerra e coraggio. Il suo desiderio era semplice: "Ricorda chi eravamo", così mi ha detto. Era la sua speranza, se un anima libera dovesse arrivare in questo luogo, negli innumerevoli secoli di là da venire, possano tutte le nostri voci, sussurrarti dalle pietre senza età, va adire agli spartani, viandante, che qui secondo la legge di Sparta noi giacciamo. (Dilios)
  • 100 nazioni piombano su di noi, le armate di tutte l'Asia, incanalate in questo angusto corridoio il loro numero non conta niente. (Dilios)

[modifica] Dialoghi

  • re Leonida: Prima che tu parli, persiano, sappi che a Sparta ogni uomo, finanche un messaggero di un re, risponde personalmente delle parole che pronuncia. Dunque, quale messaggio ci porti?
    messaggero di Serse: Terra e acqua.
    re Leonida: Tu sei venuto fin qua dalla Persia per terra e acqua.
    regina Gorgo: Non essere né riservato né stupido persiano, non puoi permettertelo a Sparta.
    messaggero di Serse: Perché questa donna osa parlare fra gli uomini?
    regina Gorgo: Perché solo le donne spartane partoriscono uomini veri.
    re Leonida: È meglio camminare, raffredderemo le nostre lingue.
    messaggero di Serse: Se la vita del tuo popolo vale di più della tua totale disfatta, ascoltami bene Leonida; Serse conquista e controlla tutto quello su cui il suo sguardo si posa. La sua armata è tanto imponente da far tremare la terra al suo passaggio, tanto vasta che per abbeverarsi prosciuga i fiumi. Tutto ciò che Serse, il dio re richiede è questo: una semplice offerta di terra e acqua. Un segno della sottomissione di Sparta al volere di Serse.
    re Leonida: Sottomissione... Questo può essere un problema. Vedi, si mormora che gli ateniesi si siano già rifiutati. E se quei filosofi, e se quegli effeminati hanno trovato tanto coraggio...
    Consigliere Theron: Dobbiamo essere diplomatici.
    re Leonida: E ovviamente [fissando in modo sprezzante Theron] gli spartani, hanno una reputazione da difendere.
    messaggero di Serse: Scegli le tue prossime parole con attenzione Leonida, potrebbero essere le tue ultime da re.
    re Leonida: [dopo qualche secondo di pausa] terra e acqua... [sguainando la spada contro il messaggero]
    messaggero di Serse: Tu sei Pazzo! Pazzo!
    re Leonida: Terra e acqua; ne troverai in abbondanza laggiù.
    messaggero di Serse: Nessuno, né persiano né greco, minaccia un messaggero.
    re Leonida: Tu porti le corone e le teste dei re sconfitti fin sulla soglia della mia Sparta, tu insulti la mia regina, tu minacci il mio popolo di schiavitù e morte; ora ho scelto le mie parole con attenzione persiano, forse avresti dovuto fare lo stesso.
    messaggero di Serse: Questa è blasfemia! questa è pazzia!
    re Leonida: Pazzia? Questa e' Sparta!
  • re Serse: Immagina quale orribile fato attende i miei nemici quando io ucciderei con gioia ognuno dei miei uomini per la vittoria.
    re Leonida: E io morirei per ognuno dei miei.
  • re Leonida: Il mio cuore è spezzato dal tuo dolore.
    il capitano: Cuore? tsk... ho riempito il mio cuore di odio.
    re Leonida: Bene.
  • Stelios: Mio re, è un onore morire al tuo fianco.
    re Leonida: È un onore aver vissuto al tuo.
  • Re Leonida: ...Inoltre, non c'è nessun motivo per non essere civili, non credi?
    Capitano: [trafigge un persiano ferito] Nessuno, sire!
  • Re Serse: Le nostre culture hanno molto da condividere...
    Re Leonida: Se non l'hai notato abbiamo condiviso la nostra cultura con voi tutto il mattino.
  • Re Serse: Pensa al destino delle vostre donne...
    Re Leonida: È ovvio che non conosci le nostre donne. Avrei potuto portare anche loro qui, a giudicare da quello che ho visto.
  • Dilios: ...Sire, nessun messaggio?
    Re Leonida: Per la regina? Nessuno per cui servano parole.
  • Re Leonida: Daxos, che piacevole sorpresa.
    Daxos: È un mattino pieno di sorprese, Leonida... sapevamo che Sparta era sul piede di guerra, bramavamo di unirci a voi.
    Re Leonida: Se è sangue che cercate, siete i benvenuti tra noi.
    Daxos: Tu vuoi affrontare Serse solo con questo pugno di soldati? Credevo che Sparta avrebbe almeno eguagliato il nostro numero.
    Re Leonida: Non è così?! Tu, dimmi, qual è il tuo mestiere?
    Arcade: Sono un vasaio, Signore.
    Re Leonida: E Tu, arcade, qual è il tuo mestiere?
    Arcade: Scultore, Signore.
    Re Leonida: Scultore, tsk. E tu?
    Arcade: Fabbro, Signore.
    Re Leonida: Spartani! Qual è il vostro mestiere?
    Spartani: AAAAAAHUUUUU ! AAAAAAAAHUUUUU ! AAAAAAAHUUUUUUU! [clangore di scudi e lance]
    Re Leonida: Visto caro amico? Ho portato molti più soldati di te.
  • Stelios: Ora vai, corri dal tuo Serse e digli che qui troverà uomini liberi ad affrontarlo, non schiavi, fallo in fretta, prima che decidiamo di alzare ancora il nostro muro!
    Messaggero: No, non schiavi, le vostre donne diverranno schiave, i vostri figli, le vostre figlie, i vostri anziani diverranno schiavi; ma non voi, no! Prima di mezzogiorno voi diverrete cadaveri! cento nazioni dell'impero persiano stanno per piombare su di voi... le nostre frecce oscureranno il sole..
    Stelios: Allora combatteremo nell'ombra!
  • Daxos: Non c'è più gloria in questa battaglia! Solo la ritirata, o la resa, o la morte.
    Re Leonida: Beh questa è una scelta facile per noi, arcade! Gli Spartani non si ritirano mai, gli Spartani non si arrendono mai!
  • Comandante Persiano: Spartani, arrendetevi e deponete le armi!
    Re Leonida: Persiani, venite a prenderle!
  • Dilios: Ricorda chi eravamo: l'ordine più semplice che un Re possa dare. Ricorda perché siamo morti.
    Lui non desiderava tributi o canzoni... o monumenti o poemi di guerra e coraggio.
    Il suo desiderio era semplice: Ricorda chi eravamo, così mi ha detto.
    Era la sua speranza... Se un'anima libera dovesse arrivare in questo luogo, negli innumerevoli secoli di là da venire, possano tutte le nostre voci sussurrarti dalle pietre senza età: vai a dire agli spartani viandante, che qui, secondo la legge di Sparta noi giaciamo.
    E così il mio Re è morto. E i mie fratelli sono morti. Appena un anno fa.
    A lungo ho pensato alle parole del mio Re, criptiche parole di vittoria. Il tempo gli ha dato ragione, perché da greco libero a greco libero si è tramandata la notizia che il prode Leonida e i suoi 300 soldati così lontani da casa, hanno dato la vita non solo per Sparta, ma per tutta la Grecia e per la speranza difesa da questa nazione!
    Ora qui su questo aspro frammento di terra chiamato Platea le orde di Serse affrontano la loro disfatta.
    [i soldati acclamano]
    Dilios: Lì davanti i barbari si raccolgono, è nero il terrore che afferra saldo i loro cuori con dita di ghiaccio.
    Conoscono molto bene gli impietosi orrori che hanno sofferto per le lance e le spade dei 300 spartani.
    E ora fissano lo sguardo su questa pianura, dove ci sono 10.000 spartani alla testa di 30000 liberi greci!
    [i soldati acclamano]
    Dilios: Le forze del nemico ci superano di sole tre volte: un segno per tutti i greci.
    Quest'oggi noi riscattiamo il mondo dal misticismo e dalla tirannia e lo accompagniamo in un futuro più radioso di quanto si possa immaginare!
    Dite grazie soldati al re Leonida e ai prodi 300! Alla vittoria!

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