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32 dicembre, film italiano del 1988 diretto e interpretato da Luciano De Crescenzo.
- Il passato... Non è più. Il futuro... Non è ancora. Il presente, come separazione tra due cose che non esistono, come fa ad esistere? (Psichiatra)
- È un guaio che non esiste il presente... Per essere felici, bisogna saper vivere il presente. Quando il presente non c'è, non si è felici. Tutti sono capaci di dire "Come ero felice a vent'anni!"... Tutti sono capaci di vivere proiettati nel futuro. Il saggio, invece, è colui che realizza il presente... (Psichiatra)
- Se il tempo non esiste... Noi come facciamo a sapere quando sono le sette e ce ne dobbiamo andare? (Aristippo)
- Chi siete? (Socrate)
- Notizie di Diogene? (Socrate)
- Si... Ora che mi ricordo... Ha detto proprio così: "Salutami a Socrate!" (Aristippo)
- Dire pazzo è esagerato... Diciamo piuttosto che vive il tempo con intensità. (Psichiatra)
- Il tempo è una emozione, ed è una grandezza bidimensionale, nel senso che lo puoi vivere in due dimensioni diverse: in lunghezza e in larghezza. Se lo vivete in lunghezza, in modo monotono, sempre uguale, dopo sessant'anni, voi avete sessant'anni. Se invece lo vivi in larghezza, con alti e bassi, innamorandoti, magari facendo pure qualche sciocchezza, allora dopo sessant'anni avrai solo trent'anni. Il guaio è che gli uomini studiano come allungare la vita, quando invece bisognerebbe allargarla... (Psichiatra)
- Al mondo ci sono solo tre popoli che che sparano: i cinesi, i messicani e i napoletani, solo che un cinese spara per un cinese, un messicano spara per un messicano, un napoletano spara per tre cinesi, tre messicani e dodici napoletani più lui che fanno tredici.(Un cliente del bar)