AIDS

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Il nastro rosso, simbolo della lotta contro l'AIDS

Citazioni sull'AIDS.

Citazioni[modifica]

  • Debbo pregare, debbo pensarci: non so se è cosa buona portare i malati di AIDS in un luogo di grande turismo. E se fossero rifiutati? Soffrirebbero due volte. (Madre Teresa di Calcutta)
  • [Che cosa diresti a chi considera l'Aids una punizione divina?] che Dio ha già punito lui infettandolo con un pensiero simile. (Aldo Busi)
  • È blasfemo che milioni di persone muoiano ogni anno in Africa di AIDS anche perché la Chiesa condanna l'uso del preservativo. Il condom a quanto pare è contro gli insegnamenti di Cristo. Anche se Cristo non ne ha mai parlato, se non per lamentarsi del fatto che si rompono facilmente durante il sesso anale. (Daniele Luttazzi)
  • Fuori ci sono le categorie a rischio: nel reparto [del Policlinico San Matteo di Pavia] ce n'è una sola. Non c'è in gioco più nulla. I malati sanno tutto, conoscono le cause dell'infezione. Gli effetti li vedono anche su se stessi. E di fronte alla sorte che li attende, appaiono spogliati di tutto, e nella loro verità: deboli o sprezzanti, volubili o vendicativi, quasi attratti dal virus che li fa anche più indifesi, o testardamente aggrappati all'ultima zattera. C'è dell'estremismo, o un senso della fatalità, anche nelle scelte, o nelle decisioni: donne che hanno usato la siringa fino al giorno prima del parto, coppie che, sapendo, hanno desiderato mettere al mondo un figlio. Accada quel che deve accadere.
    Negli ospiti non c'è almeno nell'apparenza, il senso del terrore: piuttosto della rassegnazione. Anche nei casi più avvilenti, si scarta la previsione tragica: in qualunque momento potrebbe arrivare il vaccino. Non è stato così per la tubercolosi o per la polio? Anche la morte è un avvenimento nascosto: chi va a casa si sa, non è mai guarito. La via del ritorno è quasi sempre segnata. Ma nessuno, né medici né ricoverati, si arrende. (Enzo Biagi)
  • La seconda spiacevole verità è che l'Aids, come 7 secoli fa la peste, e 5 secoli fa le malattie infettive euroasiatiche che sconvolsero e quasi distrussero le popolazioni indigene d'America, è un frutto avvelenato della globalizzazione. I microbi non pagano dazio e non s'arrestano alle frontiere. (Massimo Livi Bacci)
  • La terza spiacevole verità è la colpevole inerzia dei paesi africani maggiormente afflitti dall'Aids. Per anni è stato sostenuto, anche da fonti autorevoli, che l'Aids non è generato da un virus, o che è frutto dell'estrema povertà o che è la conseguenza di un complotto dell'occidente. Si sono lasciate circolare le credenze più astruse e fallaci. Ma l'Aids è la nefasta conseguenza di un virus mutevole e mortifero e di comportamenti aberranti o quanto meno imprudenti, che vanno corretti, evitati, imbrigliati. Informazione, istruzione, convinzione – e strumenti appropriati (non la pillola o la sterilizzazione per contenere le nascite ma l'oramai antico preservativo) – sono alla base della prevenzione. Un recente studio mostra che proporzioni molto elevate d'adulti non conoscono né i modi di trasmissione né la gravità dell'Aids, e che questa ignoranza è particolarmente elevata nei villaggi, tra le donne, tra i giovanissimi. Per ignoranza, per malafede o per malinteso orgoglio nazionale (l'Aids è uno stigma) si sono persi anni e decenni, e gran parte dei quasi 30 milioni d'africani ammalati di Hiv-Aids, dei 20 milioni di morti, e dei tanti milioni di minori orfani, sarebbero oggi sani, vivi o con i genitori se governi, opinion leader e capi religiosi si fossero comportati come in altre parti del mondo. Se avessero, cioè, davvero fatto politica. (Massimo Livi Bacci)
  • L'AIDS è una tragedia che non si può superare solo con i soldi, non si può superare con la distribuzione di preservativi, che anzi aumentano i problemi. (Papa Benedetto XVI)
  • L'Aids ha provocato la paura di una malattia sessualmente contagiosa e altrettanto peccaminosa, dalla quale bisognava chiamarsi "fuori" mettendo "dentro", nel sacco delle streghe o del diavolo, tutti quanti i "diversi", minacciosi come alieni. (Giorgio Cosmacini)
  • Noi non giudichiamo queste persone, non domandiamo loro che cosa è successo loro o in che modo si sono ammalati: ci limitiamo a vedere il loro bisogno, e a prenderci cura di loro. Penso che, attraverso l'aids, Dio ci stia dicendo qualcosa, dandoci un'opportunità per mostrare il nostro amore. Le persone affette da aids hanno risvegliato l'amore più tenero in altri che magari lo avevano relegato al di fuori della propria vita, dimenticandolo. (Madre Teresa di Calcutta)
  • Veltroni va là e scopre i malati di AIDS. Arriva qui e ci ha la soluzione: dice cazzo, l'Aids, bisogna mettere a tutti il preservativo! E lo dice uno che è dieci anni che il preservativo ce l'ha sulla testa e non se ne accorge. Allora, lui non dice che sull'Aids ci sono dei seri sospetti che sia una bufala. (Beppe Grillo)

Arthur Ashe[modifica]

  • [Nel 1992] Bisogna avere sempre speranza. Io spero che, se non sono ancora possibili dei rimedi per questa malattia, se ne troveranno in futuro.
  • La mia unica preoccupazione è di perdere progressivamente tutte le mie capacità come succede a quelli che soffrono di questa malattia.
  • Non sono malato, non sono mai stato così attivo. Mi sono quasi abituato a convivere con il virus. E sono contento di me.

Magic Johnson[modifica]

  • Il peggior momento di tutti questi fu mentre tornavo dallo studio del dottore, per andare a dire a mia moglie che ero sieropositivo.
  • [Commentando le circostanze nelle quali contrasse il virus dell'HIV] La vera storia è che non facevo del sesso sicuro. È solo questo. È semplice.
  • Ti dirò, è buffo, perché l'unico momento in cui penso all'HIV è quando devo prendere le mie medicine due volte al giorno.

Ida Magli[modifica]

  • [Nel 1987] L'Aids, dunque, che cos'è se non una costruzione sociale? È una malattia che si contrae soltanto per contatto diretto con sangue infetto. Diretto significa: sangue con virus. Sui trecento malati di Aids, ci sono 11 (undici) casi di persone che sono state sottoposte a trasfusione. Tutti gli altri sono omosessuali di sesso maschile (che possono essere bisessuali e soltanto in questo caso e sempre che abbiano rapporti che causino lacerazioni possono contagiare un partner femminile); omosessuali che sono anche tossicodipendenti, sempre di sesso maschile.
  • [Nel 1987] Non esiste nessun caso di infezione da paziente a medico o a infermiere, e viceversa. Ma la paura coinvolge tutti: medici, infermieri, giornalisti, operatori sociali di qualsiasi genere. Dunque un fattore sociale sommerso predispone all'allucinazione: la sessualità, che nel caso specifico è comunque percepita come trasgressiva e che suscita o ripugnanza o sensi di colpa abnormi. Il fatto che l'Aids sia stato equiparato alla peste ne è un sicuro indizio. L'Aids non ha nulla a che fare con la peste, sia perché il contagio è soltanto diretto e attraverso il sangue sia perché i numeri non sono minimamente confrontabili. Ma nessuno chiama l'Aids come la nuova sifilide, perché la gestione della sessualità è fatta al maschile, e la sifilide non è mai stata oggetto libero di discorso. Basti una prova.
  • [Nel 1987] Prima deduzione: è falso etichettare l'Aids come la nuova peste, la malattia che non perdona, la malattia terribile. SIAMO di fronte ad incidenze mortali non superiori, ed anzi, in alcuni casi inferiori, a quelle del cancro, con la differenza che il cancro è la seconda causa di morte in Italia (circa novantamila in un anno).
  • [Nel 1987] Spero che sia ben chiaro: è un fenomeno assolutamente impercettibile, e che non avrebbe di per sé mai potuto raggiungere e colpire, come ha colpito, l'opinione pubblica e gli istituti politici, se non fossero stati convergenti diversi fattori che ora tenterò di analizzare. Rimane, comunque, chiaro un fatto: diffondere notizie, opuscoli (penso con terrore a quello predisposto dal Pci) o informazioni nelle scuole, dove penso si passerà dal nulla dell'educazione sessuale, ai rapporti ano-linguali (espressione simpatica dell'assessorato alla Sanità del Comune di Roma), serve, ormai, soltanto ad accrescere il timore e costituisce un vero pericolo e una aggressione criminosa agli individui.

Altri progetti[modifica]