Achille Campanile

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Achille Campanile

Achille Campanile (1899 – 1977), scrittore e critico letterario italiano.

Citazioni di Achille Campanile[modifica]

  • Agosto, moglie mia non ti conosco.[1]
  • Alcuni scrittori, per scrivere, hanno bisogno della vena. Altri, dell'avena. (da Opere: romanzi e racconti, 1924-1933, a cura di Oreste Del Buono, Bompiani)
  • A proposito di Newton...il famoso fisico stava sotto un albero, quando gli cadde una mela sul capo... Dunque, si mise a pensare: come mai la mela cade in giù invece che in su? (certo, per fare queste grandi scoperte, oltre che gran geni bisogna essere anche un po' scemi. Come può venire in mente a qualcuno che una cosa possa cadere in su?) (da La cura dell'uva)
  • Da che mondo è mondo perché si fanno le guerre? Per assicurarsi la pace. È raro che si faccia una guerra per arrivare alla guerra. [...] Se per assicurarsi la pace occorre fare la guerra, non sarebbe meglio rinunziare alla pace? Almeno non si farebbero le guerre. No! Perché se non si fanno le guerre che servono ad evitare le guerre, vengono le guerre. (da una conferenza tenuta al Circolo Ufficiali il 16 dicembre 1950)[2]
  • Giornalismo – Un tempo toglieva uomini alle lettere; oggi – il che è più grave – ne dà. (da Opere: romanzi e racconti, 1924-1933)
  • L'umorista tra l'altro è uno che istintivamente sente il ridicolo dei luoghi comuni e perciò è tratto a fare l'opposto di quello che fanno gli altri. Perciò può essere benissimo in hilaritate tristis e in tristitia hilaris, ma se uno si aspetta che lo sia, egli se è un umorista, può arrivare perfino all'assurdo di essere come tutti gli altri in hilaritate hilaris e in tristitia tristis perché, e questo è il punto, l'umorista è uno che fa il comodo proprio: è triste o allegro quando gli va di esserlo e perciò financo triste nelle circostanze tristi e lieto nelle liete. [3]
  • La fortuna viene dormendo, chi s'alza presto le taglia la strada. (da Opere: romanzi e racconti, 1924-1933)
  • Le donne ci piacciono perché sono meravigliose, o ci sembrano meravigliose perché ci piacciono? (da La moglie ingenua e il marito malato, Rizzoli)
  • Per concludere e terminarla con un'indagine che la mancanza di idonei risultati rende quanto mai penosa, dobbiamo dire che, da qualunque parte si esamini la questione, non c'è nulla in comune fra gli asparagi e l'immortalità dell'anima. (da Gli asparagi e l'immortalità dell'anima, Rizzoli)
  • Silenzio, comincia la trasmissione. Appare sul teleschermo un signore giovialotto, cordialotto, il Luigi Silori di cui sopra. Presso di lui c'è la simpatica attrice Carla Bizzarri, pronta a dare la mano. Silori, con voce baritonale: "Cominciamo col libro della settimana. Questa volta è un libro di viaggi. Va a ruba. Ha un successo di vendita strepitoso. Eccolo qua." Prende dalla scrivania un volume, lo esamina, lo mostra ai telespettatori. Con voce baritonale: "S'intitola Orario generale delle Ferrovie dello Stato". È un'operetta preziosa, che non dovrebbe mancare nella biblioteca di qualsiasi persona colta; si raccomanda per la sua veste e il suo contenuto, e non soltanto ai bibliofili, ai cultori del libro come oggetto d'arte. Ma del resto, adesso parleremo con l'editore che abbiamo voluto ospite nostro questa sera perché ci parli di questa sua creatura."
    Entra il signor Pozzo (o il signor Grippaudo). Silori, con voce baritonale: "Caro Pozzo (o: caro Grippaudo), noi vorremmo sapere da lei quali sono gli intendimenti artistici perseguiti da questa fortunata opera letteraria." "Le dirò, riguarda lo sviluppo della cultura differenziata da caso a caso." [...] "E mi dica, i ritardi?" "I ritardi no, non sono indicati. C'è comunque un'edizione integrale e ci sono delle edizioni ridotte." "Direi quasi regionali. A carattere etnografico?" "Direi di sì. Direi di sì." "Ed è un libro che va molto?". "Direi che è una delle opere più vendute." "Un best seller, insomma.". (da La televisione spiegata al popolo, 1989, Bompiani)
  • Un giorno, avendo bisogno di quattrini, mi presentai allo sportello di una banca e dissi al cassiere: "Per favore, mi potrebbe prestare centomila lire?". Il cassiere mi disse: "Ma sa che lei è un umorista". Così scopersi di esserlo. [3]
  • Io penso sempre alla crisi del teatro e mi scervello per trovare il mezzo per risolverla. Si può dire che non penso ad altro. Giorno e notte rifletto sulla difficile questione e consulto le opere dei nostri sommi, che si sono occupati di essa. [...]. Non già perché mi stieno tanto a cuore le sorti del teatro. Ma mi affatico per risolvere questa benedetta crisi nella speranza che, una volta risolta, non se ne parlerà più. (da Poltroni numerati, Il Mulino)

Acqua minerale [2][modifica]

  • Il cameriere: Acqua minerale?
    Il cliente: Naturale
    Il cameriere: (prendendo nota) Acqua naturale.
    Il cliente: Ho detto minerale
    Il cameriere: Veramente, mi scusi, ma lei ha detto naturale
    Il cliente: Intendevo: "naturale, acqua minerale". Non le sembra naturale che io beva acqua minerale?
  • Il cameriere: Anche la signora acqua minerale?
    La cliente: Naturale
    Il cameriere: (prendendo nota) Minerale.
    La cliente: Ho detto naturale
    Il cameriere: Credevo che intendesse come il signore: "naturale, acqua minerale". Invece intende: "naturale, acqua naturale".
  • Il cameriere: (angosciato) Signora! Ho famiglia. Un figlio.
    Il cliente: (commosso) Legittimo?
    Il cameriere: Naturale …
    Il cliente: E non può legittimarlo?
    Il cameriere: Perché dovrei legittimarlo, se è già legittimo.
    Il cliente: Ha detto che è naturale
    Il cameriere: No. Intendevo: "naturale, è legittimo".

Il povero Piero[modifica]

Incipit[modifica]

  • La stanza da letto di Piero era caratterizzata dal disordine tipico delle camere dove da tempo giace un ammalato, che quasi non riceve visite, all'infuori di quella del medico a ore fisse, le quali lasciano il tempo che trovano. I primi tempi veniva anche qualche amico o, un po' meno, qualche parente. Poi, come succede, visto che la cosa prendeva per le lunghe, non venne più nessuno.

Citazioni[modifica]

  • Altro marmo, altra scritta:
    ANTONIO K.!
    DESTI DEL TU
    AL PRESIDENTE DEL TRIBUNALE!
    E CI HAI LASCIATO!
    «E basta?»
    «Le par poco? E guardi questa. È di un uomo addirittura importantissimo. Legga, legga.» Marcantonio lesse:
    QUI GIACE
    H. Y.
    DETTE DEL TU
    AL SIGNORE
    «A quale Signore?» domandò.
    «Al Padreterno»
    «Scusi, sa, ma tutti, in un certo senso, diamo del tu al Signore. Si dice: "Signore aiutaci"; e persino: "Cristo provvedici...".»
    «"...noi siamo in tredici – tutti a penar"; conosco.»
    «E, poi, basta vedere il Pater Noster: "Dàcci oggi il nostro pane quotidiano". Non oseremmo parlare così nemmeno al prestinaio.»
    «E per di più lo vogliamo fresco: quotidiano, non settimanale, non raffermo.»
    «E gratis.»
    «E a domicilio.»
    «Servizio completo.»
    «Ebbene, questo tale ha fatto valere la propria dimestichezza col Signore. Lei capisce, uno che dà del tu a un personaggio di quella fatta...»
  • QUI GIACE LM PILOTA AVIATORE CHE PRECIPITANDO A TERRA SALIVA AL CIELO.

In campagna è un'altra cosa[modifica]

  • Ho sempre ammirato la disinvoltura dei cani che entrano in un salotto, in pieno ricevimento.
  • L'umanità si divide in due categorie: quelli che s'alzan tardi e quelli che s'alzan presto. I primi se ne stanno tranquilli e buoni. Gli altri, invece, sostengono a spada tratta la necessità per tutti d'alzarsi presto.
  • Umorismo — Cosa che ha centomila definizioni. Non guasterà la centomillesima prima: una serie di vendette esercitate da una persona di spirito.
  • Vena — Alcuni scrittori, per scrivere, hanno bisogno della vena. Altri, dell'avena.

Tragedie in due battute[modifica]

  • La stella nell'imbarazzo [2]
    La prima stella: Ma che vorrà da me quell'astronomo?
    La seconda stella: Perché?
    La prima stella: Mi sta fissando da un'ora con il cannocchiale
  • Fatalità [2]
    Il microbo: Papà, quando sarò grande mi regali un orologio?
    Il padre del microbo: Sciocchino, tu non sarai mai grande.
  • Mi spezzo ma non m'impiego![4]

Vite degli uomini Illustri[modifica]

  • Socrate si fece serio serio: «Io», cominciò «non so che una cosa sola ...» «È un po' poco» osservò il professore, rabbuiandosi e scambiando occhiate espressive coi colleghi di commissione, «comunque diccela.» «So», proseguì Socrate con grande serenità, «di nulla sapere.» «È una bella nozione» disse tra i denti uno dei professori che assistevano. (Vita di Socrate)
  • Una volta si presentarono [al pittore Antonello da Messina] un vecchio signore ignoto e un giovinotto suo figlio a chiedere d'essere effigiati. Eseguiti i ritratti, Antonello scrisse, sotto quello del vecchio: Ritratto d'Ignoto; e sotto l'altro: Ritratto di figlio d'Ignoto. Apriti cielo. Esposti i quadri, padre e figlio volevano linciare il pittore. La moglie del vecchio signore querelò Antonello per diffamazione. (Antonello da Messina)
  • E lo chiamavano [l'animaletto]: «il tasso della quercia della guercia del Tasso», mentre l'albero era detto: «la quercia del tasso della guercia del Tasso» e lei: «la guercia del Tasso della quercia del tasso» (La quercia del Tasso)

Incipit di Se la luna mi porta fortuna[modifica]

È un peccato che lo spettacolo della levata del sole si svolga la mattina presto. Perché non ci va nessuno.

[Citato in Fruttero & Lucentini, Íncipit, Mondadori, 1993]

Note[modifica]

  1. Titolo di un suo racconto passato a proverbio e modo di dire comunissimo.
  2. a b c d Da Umorista sarà lei – Vita ed opere di Achille Campanile, a cura di Angelo Cannatà, Silvio Moretti e Gaetano Campanile, Pubblicazione edita in occasione della Mostra Documentaria dedicata ad Achille Campanile, Napoli, 5 – 17 settembre 2005.
  3. a b Intervista a Esercizi di memoria su RadioTre. (File audio 1, 2)
  4. Da Tragedie in due battute, BUR, 2013. ISBN 9788831509312

Bibliografia[modifica]

  • Achille Campanile, Opere, vol. II, Bompiani, Milano, 1989. ISBN 88-452-1472-N
  • Achille Campanile, Il povero Piero, Biblioteca Universale Rizzoli, Milano, 1977.
  • Achille Campanile, In campagna è un'altra cosa, Biblioteca Universale Rizzoli, Milano, 19952.
  • Achille Campanile, Vite degli uomini illustri, Biblioteca Universale Rizzoli, Milano, 1979

Film[modifica]

Altri progetti[modifica]