Aldo Busi
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Aldo Busi (1948 – vivente), scrittore italiano.
[modifica] Citazioni di Aldo Busi
- Ammiro Sterne, Flaubert, Rimbaud, Melville, Hawthorne, Cervantes, Proust (non tutto: lo ammiro troppo per ammirarlo tutto, non è necessario non trovare un difetto per essere sicuri di essere di fronte al genio); uno stile non si può mediare da nessuno, non è questione di nascita, di suggestione, di pedagogia, di cultura: direi che è lo stile del proprio sangue. Io ne ho uno, solo perché il mio sangue, come la mia testa, è mio, e questa è affermazione che calzerebbe per pochi altri (suvvia, sono poche le teste che non sono avvitate sul collo di un altro): dico grazie a tutti quelli che vi hanno contribuito (anche con le dovute malattie veneree, bruscolini), ma la memoria vera dello scrittore sta nella sua gratitudine a pari passo con il suo sistematico oblio. Non credo neppure di poter lasciare «nipotini», il mio stile è tale, non credo si possa imitare, perché, di sintagma in sintagma, resta una meraviglia imprevedibile per me per primo. (dall'intervista «Almeno essere stati italiani per qualcosa!», ItaliaLibri.net, 16 novembre 2000)
- [Le gambe di Alba Parietti] Arti. Chiamamole arti: mi pare che riesca a camminarci su... È tutta roba che non parla, che non ha comunicazione. Gli italiani sono così di bocca buona che basta essere popolane per diventare popolari. (dall'intervista di Gualtiero Peirce, Alba gambe d'oro? Busi: Meglio Tina Pica, la Repubblica, 24 giugno 1994, p. 29)
- Bisogna essere profondamente anticlericali. (dall'intervista in occasione della manifestazione Orgoglio Laico, Roma, marzo 2007)[1]
- Che baracconata, la normalità. (da Per un'Apocalisse più svelta)
- Le superstizioni sono la vera religione del popolo, mica il cattolicesimo o l'islamismo! (da Le persone normali)
- Le vere personalità sono quelle inventate: non c'è grandezza dove non c'è autoviolenza. (da Seminario sulla gioventù)
- Perché mai dovrei desiderare di essere Flaubert quando ho la fortuna di essere Aldo Busi? (citato in Gino e Michele, Matteo Molinari, Anche le formiche nel loro piccolo s'incazzano, Arnoldo Mondadori Editore, 1997)
- Scrivere rientra nelle prestazioni del trapezista da triplo salto mortale senza rete. (da Nudo di madre (Manuale del perfetto Scrittore))
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- Il più grande difetto dello scrittore vivente è di non essere ancora morto. Io appartengo alla categoria dei Melville, degli Wilde: reietti finché sono in vita.
- Al mondo ci sono così tanti tipi di donne che se dovessi elencarli tutti finirei subito.
- Oggi le donne o tornano a fare le serve o non le vuole più nessuno.
- Bisogna arrivare a invidiare le suore che raggiungono l'estasi davanti al crocefisso di legno.
- Non si mettono le mutande alle parole.
- Il sesso è la droga dei poveri.
- All'età di quattordici anni è cominciata la mia diseducazione. In Germania abitavo in una stanzetta con altri tre immigrati e la sera stendevamo le nostre mutande su un filo teso tra i letti a castello: stavo splendidamente. (Intervistato da Maurizio Costanzo al MCShow).
- Essere molto belli è come essere molto intelligenti: una menomazione sociale. (Intervenendo alla trasmissione Amici Libri su Canale 5)
- Ci sono centinaia di telefonini, migliaia di suonerie, e niente da dirsi. (Intervenendo alla trasmissione Amici Libri su Canale 5)
[modifica] Sodomie in corpo 11
[modifica] Incipit
Sarei così denso da amare: per esempio dalle labbra mieteresti grappoli di sferee umidità vocali e con il battito dattilografico del vecchio organo potresti trascorrere molte notti ad ascoltare concerti di pura retorica non dissimili da temporali di primavera. E pensa cosa questi globuli assenti potrebbero per te focalizzare sulla carta incendiando l'accademia della lontananza, l'arcadia delle tristezze pratiche nell'attesa che nuove architetture di cispa crollino sotto il rubinetto aperto d'improvviso da ogni risveglio. Non ti parlerei semplicemente d'amore, non si tratta solo d'amore: è coinvolto in questa storia il fluire circostanziato del sangue che si fa inchiostro e lui si racconterebbe attraverso la pressione dei polpastrelli sulla carne di cellulosa.
[modifica] Citazioni
- Gratta appena un po' sulla commedia e viene fuori il dramma, e viceversa. Tutto starebbe nel sapersi fermare in tempo.
- Chi vive intensamente non ha tempo per l'eternità.
- Chi snatura le parole, snatura la realtà – degrada ogni possibile naturalezza dei sentimenti.
- Io perdono solo quando non ho più altra scelta – e mi dilanio perché sono stato ridotto a perdonare.
- L'amore batte solo alle proprie tempie.
- L'amore del momento non può essere la commedia dell'odio a lunga scadenza.
- Non potendo fare a meno di non avere una vita, ho quella dei miei personaggi.
- Per far sì che sia sempre come la prima volta, non incontratevi mai una seconda.
- Per la scrittura io ho fatto tutto, mi sono ridotto persino a vivere.
- Più cerco di gettare qualcuno nelle braccia di un amico, più vorrebbe buttarsi nelle mie. Forse lo faccio apposta.
- Stessa cosa vale per la scrittura: posso spiegarla ricorrendo a una nomenclatura criticistica o ingegneristica, e non avrò ancora detto niente sull'essenza – tutt'al più, molto sull'inessenza, dicendo come per tanti campi del sapere, che cosa non è. Chi non è scrittore non sa che farsene delle teorie sulla scrittura, chi lo è non ne ha bisogno. Uno scrittore vero è allo stesso tempo il teorico più qualificato nel suo campo, non ha bisogno di articolare i problemi inerenti alla propria arte: li individua arandoli, e basta. Scrivere un romanzo è l'unica possibile teoria dello scrivere. Tutto il resto riguarda o il leggere o è gettone di presenza.
[modifica] Altri abusi
[modifica] Incipit
"Largo! Insomma!" gridava don Palanca fendendo a gomitate le rose e le donne assiepate fin sull'altare: trattava entrambe le specie come un'ortica e le ortiche andavano in estasi, protndevano i boccioli e le camicette fino a spinarlo per essere benedette di più. La casa in Borgosotto dove abitavo più i trent'anni fa aveva un cortiletto cementato e perciò non avevo rose da cogliere il giorno di Santa Rita per portarle alla Pieve di San Pancrazio. Quel giorno tutti i bambini e le bambine salivano a far benedire le rose nella chiesa romanica, era una processione disordinata e più allegra delle solite, la gente arrancava gentilmente su per i sentieri ognuno col suo mazzo avvolto in carta da giornale o da macellaio.
[modifica] Citazioni
- Scrivere è profanare, e i ricordi scritti sono ricordi persi.
- La fortuna è un attimo, la vita è tutto il resto.
[modifica] Casanova di se stessi
[modifica] Incipit
"Carità? Pronto!" Ma sì, che mi frega, se quei due sciuretti dell'Eros e dell'Amato, anzi, se quell'essere due in uno degli Amato-Eros sono morti per disgrazia o di morte naturale o di propria mano come si è accertato? Che mi frega, fossero pure stati assassinati o si fossero assassinati l'un l'altro? Uccidere è poi un reato così ingiusto? Uccidere direttamente, intendo, faccia a faccia, o tu o io, senza ricorrere all'assassinio trasversale del più forte, del mandatario nell'ombra che incarica del suo crimine il criminale più debole, il manovale esposto agli incerti del mestiere, compreso quello di doversi accontentare della caparra?
[modifica] Citazioni
- Quando sono nati, non c'era già più "la pioggia" come quando siamo nati noi: era già "acida". È davvero un mondo dell'altro mondo.
- Un dettaglio è un mondo spesso senza confini.
[modifica] Guancia di tulipano
[modifica] Incipit
... colibrì colibrì colibrì colibrì... oh, colibrì del mio cuor!
Il mio nome è Guancia di Tulipano e a me è toccata la grazia della felicità più insperata: chi desideravo è stato anche colui che poi ho avuto. Devo essere grata alla generosità della vita con me, e l'aprirvi liberamente il mio cuore sia la mia preghiera di ringraziamento a Dio e il segno del mio affetto per voi tutti, sia allegria e consolazione, compassione e conciliazione, stimolo a non rassegnarsi alla perdita e al dolore, e che la mia felice felicità palesata in tutta la sua sfacciata fortuna possa riequilibrare il grado di sconforto di troppe esistenze.
[modifica] Citazioni
- Come c'è del merito nell'infelicità, c'è dell'intelligenza nell'essere felici.
- La vita ha le parola che può, la fiaba le parole che deve.
- Si mente nella vita, non nel racconto che se ne fa.
- Una fiaba che non menta non rivela alcuna verità, e questa sarebbe la sua più imperdonabile menzogna.
[modifica] Manuale del perfetto Gentilomo
- Chi condivide una vita a due nello stesso appartamento, sappia che presto l'unico trait d'union sarà l'amministratore dello stabile.
- Non accontentatevi della felicità, aspirate alla serenità.
- Se parlate davvero per dire, imparerete a tacere un po' di tutto.
- Non è successo niente in televisione, è successo tutto a voi!
- Non esiste la Natura, né quella dei Padri della Chiesa, né quella di Darwin, né quella del calzaturificio Valleverde, né quella del Mulino Bianco: esisti tu, pirla!
[modifica] Manuale della perfetta Gentildonna
- La perfetta Gentildonna, ripeto, può anche fare la sposa e la spesa, la mamma e la mammona, la casalinga e la carlinga per tutta la vita: basta che non scambi un intestino con il destino e la sfiga con una missione.Se è costretta, per le più svariate ragioni, a stare quasi sempre in casa, si affacci più che può almeno al davanzale e, se sente un fischio, non pensi automaticamente alla pentola a pressione.A buona intenditrice poche parole.
- Grida di più un esempio chiaro, diretto, sfacciatamente silenzioso che le mille proteste e richieste e sollecitazioni dei mille che hanno scambiato il volontariato per una carriera visto che altrove hanno fatto acqua da tutte le parti e si sono ridotti a fare del bene agli altri perché, incapaci di pensare innanzitutto al proprio, hanno trovato il modo migliore per ovviare all'inconveniente.
[modifica] Manuale del perfetto Papà
- Beati gli orfani.
- Mio padre, in verità, c’è sempre stato accanto, a modo suo: remoto, astioso, crudele, indifferente, ma c’è stato. In una sola parola: paterno, come tutti i padri, come ci riusciva lui.
- Io non rimpiango di avere avuto il padre che ho avuto, io rimpiango di averne avuto uno.
[modifica] Manuale del perfetto Single
- La vita non sta in un album di nozze.
- Si potrebbe cominciare dall’eliminare la carne dal piatto e poi, che ne so, i telefonini, l’ultima moda, il gel nei capelli, le radio private quando sei alla guida, l’ultimo accessorio e già che ci sei l’ultima automobile, eliminare le donne sessuali, gli uomini sessuali, i preti e gli altri politici e asessuati di sinistra in generale.
- Un uomo da solo è un uomo agguerrito, pieno di risorse impensate, di fierezza inaudita, di ferrea coordinazione dentro-fuori del principio di realtà, perché sente e sa di essere il re detronizzato da una masnada di fittavoli isterici che scambiano il tinello in cui fanno consorteria per la sala del trono e del consiglio, primo e ultimo.
- Non è facile alla lunga conciliare l’attrazione sessuale per gli uomini con la repulsione politica per i maschi... e tutta l’intenzione della mia vita sentimentale non è stata di coronare questa attrazione ma di vincere questa repulsione, invincibile, che di fatto mi ha vinto...
- Io sono grato alla mia solitudine, come sono grato alla mia omosessualità, alla mia sordità congenita, all’infiammazione al testicolo sinistro, alla mia infanzia di una strana, matura infelicità, alla mia gioventù brada e disperata e mitomane in cui cercavo di colmare il vuoto d’affetto con un pieno di ossessione sessuale... grato alla mia vecchiaia incipiente e persino all’amore che non mi è stato corrisposto... grato al finale più roseo di tutti, la morte e la liberazione da questa cultura della bistecca, sia essa bovina o umana, con l’osso o l’osso buco...
[modifica] Incipit di alcune opere
[modifica] La delfina bizantina
Da tempi placentari Teodora sognava palloncini colorati, dalla superficie coriacea, infissi in un cielo senza colore, un fondale vago come qualcosa d'incerto se esistere o no. E tenuti per il nodo stesso dell'imboccatura, non svolazzanti, perché non c'era spago allentato da una mano o che si disavvinghiasse da un fuso. Erano palloncini infinitesimali, capocchie simili a gocce d'acqua nera appena sghembe, in cima a pali della luce appuntiti, matite giganti o guglie di chiesa.
[modifica] La signorina Gentilin dell'omonima cartoleria
"La sento così simile a me, signorina Gentilin, e poi..." – perché non riesco a andare avanti, è lei he me lo impedisce o la mia vergogna di essere diventato così simile a lei? perché non riesco a dirle anche perché mi sono arreso all'evidenza e la sento così simile a me? Un attimo di distrazione a causa del sostegno di clorofilla blu che sento vacillarmi sotto... una pervinca? e è il sogno che mi toglie l'incomodo e fa sì che sia proprio la signorina Gentilin a tranciarmi la parola in bocca, a non permettermelo e a farmi quell'arringa, lei, che tante parole assieme e d'un colpo non le avrà diluite nemmeno in tutta la vita, e al suo rimbrotto finale mi sveglio di soprassalto.
[modifica] Seminario sulla gioventù
Cosa resta di tutto il dolore che abbiamo creduto di soffrire da giovani? Niente, neppure una reminiscenza. Il peggio, una volta sperimentato, si riduce col tempo a un risolino di stupore, stupore di essercela presa per così poco, e anch'io ho creduto fatale quanto poi si è rivelato letale solo per la noia che mi viene a pensarci. A pezzi o interi non si continua a vivere ugualmente scissi? E le angosce di un tempo ci appaiono come mondi talmente lontani da noi, oggi, che ci sembra inverosimile aver potuto abitarli in passato.
[modifica] Seminario sulla vecchiaia
Romanzo (interrotto e interrato)
Quand'è che si è vecchi? Quando non ci si piace più e il pensiero di piacere a qualcuno, tu che non ti piaci più, ti riempie di sgomento, e di orrore, per te e l'improvvida creatura, segnata dai fulminanti traumi della sua indecifrabile crescita sentimentale, alla quale potresti far gola perfino tu, perché, suvvia, se non fosse un magma di poco di buono non si accontenterebbe perfino di te e in modo così chiaro e disteso, con tanta semplice semplicità; si è diventati vecchi quando ti svegli nel cuore della notte, una notte senza cuore e né capo né coda, diciamo alle tre e dieci del mattino, accendi la prima sigaretta e cominci a riempire l'annaffiatoio al lento rivolo del rubinetto del bagno di sotto, dove la pressione stamattina non potrebbe essere più bassa e più snervante l'attesa del pieno a filo del tettuccio, e vai avanti e indietro dieci volte dai vasi di geranio del balcone e dalle aiuole col gelsomino rampicante e la rosa e il cespuglio di trifoglio rosa incastonate nelle scale dell'entrata e i due pungitopo nelle giare calabre, e quando dopo un'ora di zelo riparatore guardi soddisfatto il tuo operato e fai per rientrare, senti un rumore strano alle tue spalle, come di denti del giudizio o monetine scroscianti su un tamburo, ti giri a bocca beante e in quell'istante è cominciato a piovere.
[modifica] Suicidi dovuti
... l'amor.
Giro la chiavetta dell'accensione.
Io... io... io... Basta, piantala, stop.
STOP?
Io sarei vergine, fino a prova contraria. Buon compleanno a me! Sono nato a cavallo fra Carnevale e Quaresima, un occhio al ridere e un occhio al piangere ed entrambi convergenti verso una specie di incantamento che ingenera ipnosi...
[modifica] Un cuore di troppo
La lezione, gli insegnamenti che incidono indelebili nel tuo carattere... che, data l'età avanzata e le poche novità nel sentimento dell'esistenza, credi ormai inalterabile come una roccia in una teca... e che danno una vera svolta al tuo modo di pensare, di sentirti, e di concepire le tue esperienze e tanto più tue quanto più sai di averle prese in affitto dagli altri... per esempio dal Monte di Pietà dell'amore che usuri... ti cadono in testa senza che te l'aspetti.
[modifica] Vendita galline Km 2
Addio, sono una donna morta.
[modifica] Vita standard di un venditore provvisorio di collant
Lunedì
Giuditta trascina una bambolina di pezza e guarda fisso davanti a sé. Angelo guida a passo d'uomo, gira la testa verso di lei. La bimba non si scompone. Cammina a piedi nudi nel suo costumino blé e la strada polverosa ha le sinuosità di un ruscello essiccato. Giuditta incede come una bagnante tradita ma fiera sul carbone ardente del catrame. Angelo le sorride, invano. Giuditta dopo la faccenda dei suoi tre carnefici mancati coi quali aveva stretto un patto di sangue, non vuole più saperne di lui.
[modifica] Citazioni su Aldo Busi
- Forse uno dei libri più belli usciti negli ultimi dieci anni, restituito a uno splendore stilistico insospettabile se si tiene conto della scarsa considerazione di cui gode la lingua italiana nella contemporanea repubblica delle lettere. [...] Si discute di amore, di pedagogia, di moda maschile e femminile, di frizioni generazionali, di arte della dissimulazione, e l'effetto è quello che scaturirebbe dall'ascolto di un talk-show elegante e raffinatissimo... (Marco Cavalli, Il Giornale di Vicenza, 24 febbraio 1995 – A proposito della traduzione de Il Cortigiano da parte di Aldo Busi e Carmen Covito)
- Soltanto Busi poteva descrivere la cancrena civile e intellettuale di noi italiani dandole la forma di un'eterna provincia [...] Ne è scaturita un'opera ambiziosa, formidabile per l'autorità con cui prende dal lettore i significati che gli fa scoprire, scritta in una lingua capace di convertire tutti i proverbiali luoghi comuni del parlato in altrettante situazioni romanzesche, ulcerata da un'esigenza strutturale di compostezza che le conferisce le stimmate del capolavoro. (a proposito di Sucidi dovuti, Frassinelli, 1996. In Marco Cavalli, Busi in corpo 11, Il Saggiatore, Milano, 2006)
- Forse l'impressionante punto d'arrivo rappresentato da Suicidi dovuti (impressionante per la concentrazione, l'immobilità e la clausura quasi beckettiane, confrontate agli orizzonti amplissimi e sempre in movimento dei primi libri) conferma ciò che era intuibile anche dall'andamento picaresco del "Seminario" o del "Venditore di collant": la vera dimensione della scrittura di Busi non è quella specificamente romanzesca ma quella "epica". Un'epica dei vinti, com'è nella tradizione moderna, ma un'epica che mescola interno ed esterno: i segni dello sfruttamento sociale, il sadomasochismo come pratica psicologica diffusa, e l'affabulazione ininterrotta che sale dai paesaggi interiori dell'autore, perché l'autore non può smettere di percepire se stesso come un escluso. Anche questa è sincerità.(Walter Siti, L'Indice, n. 2/1997 – A proposito di Sucidi dovuti, Frassinelli, 1996)
- Altro che satira della borghesia lombarda post-industriale! C'è anche quello, naturalmente, ma compreso in un percorso ben più serio ed emotivamente impegnato. Senza paura per il proprio dolore, ma anzi usando il proprio dolore come un grimaldello. Di fronte a una società che si presenta nuova e ricca di mutazioni sorprendenti, Busi concepisce il romanzo come un "meccanismo testimoniale" che ricava dai particolari privati indicazioni sui fenomeni pubblici, sapendo che in indagini del genere è impossibile non essere personalmente coinvolti, fino ai nodi più oscuri e alle resistenze più profonde. […] Busi sta dalla parte del romanzo come conoscenza e rivendicazione, contro il romanzo come "arredamento"; ma mentre in molti lo auspichiamo, lui lo fa.(Walter Siti, L'Indice, n. 6/2000 – A proposito di Casanova di se stessi, Mondadori, 2000)
[modifica] Note
[modifica] Bibliografia
- Aldo Busi, Seminario sulla gioventù, Adelphi, 1984; nuova edizione totalmente riveduta dallo scrittore, Oscar Mondadori, 2004.
- Aldo Busi, Vita standard di un venditore provvisorio di collant, Mondadori, 1985; totalmente riscritto nel 2001, con episodi inediti e un nuovo finale, Oscar Mondadori, 2002.
- Aldo Busi, La delfina bizantina, Mondadori, 1986; Oscar Mondadori, 1992.
- Aldo Busi, Sodomie in corpo 11, Mondadori, 1988; Oscar Mondadori, 1992
- Aldo Busi, Altri abusi, Leonardo Editore, 1989; Oscar Mondadori, 1994
- Aldo Busi, Le persone normali (La dieta di Uscio), Mondadori, 1992; Oscar Mondadori, 1994.
- Aldo Busi, Manuale del perfetto Gentilomo (con preziose imbeccate anche per lei), Sperling & Kupfer, 1992; nuova edizione riveduta e ampliata, Oscar Mondadori, 1999.
- Aldo Busi, Vendita galline Km 2, Mondadori, 1993; Oscar Mondadori, 1997.
- Aldo Busi, Manuale della perfetta Geldonna, Frassinelli, 1994; nuova edizione riveduta e ampliata, Oscar Mondadori, 2000.
- Aldo Busi, Suicidi dovuti, Frassinelli, 1996; Oscar Mondadori, 2001.
- Aldo Busi, Nudo di madre (Manuale del perfetto Scrittore), Bompiani, 1997; Oscar Mondadori, 2003.
- Aldo Busi, Per un'Apocalisse più svelta, Bompiani, 1999.
- Aldo Busi, Casanova di se stessi, Mondadori, 2000; Oscar Mondadori, 2004.
- Aldo Busi, Un cuore di troppo, Mondadori, 2001; nuova edizione totalmente riscritta, Oscar Mondadori, 2005.
- Aldo Busi, Manuale del perfetto single, Mondadori, 2002.
- Aldo Busi, La signorina Gentilin dell'omonima cartoleria, Mondadori, 2002.
- Aldo Busi, Guancia di tulipano, Oscar Mondadori, 2001.
- Aldo Busi, Seminario sulla vecchiaia, in Seminario sulla gioventù, Adelphi, 2003.
- Marco Cavalli, Busi in corpo 11, Il Saggiatore, 2006.

