Aldous Huxley
Aldous Leonard Huxley (1894 – 1963), scrittore britannico.
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Citazioni di Aldous Huxley [modifica]
- Ci sono tre tipi d'intelligenza: l'intelligenza umana, l'intelligenza animale e l'intelligenza militare. (da Punto contro punto; citato in Elena Spagnol, Citazioni, Garzanti, 2003)
- Coloro che combattono, non per Dio in se stessi, ma contro il diavolo negli altri, non riescono mai a migliorare il mondo, ma lo lasciano com'era, o qualche volta peggiore di com'era prima che cominciasse la crociata. (da I diavoli di Loudun)
- Datemi genitori migliori e vi darò un mondo migliore. (citato da Onorato Orsini in La Fiera Letteraria, 23 febbraio 1967, pag. 19)
- [Sull'alfabeto Braille] È un gran vantaggio, poter leggere in questo modo: quando fa freddo, si può farlo anche sotto le coperte! (citato in Leggendo qua e là... in La Settimana Enigmistica, anno 2007, n. 3925)
- Forse la terra è l'inferno di un altro pianeta. (citato in Laurence J. Peter, Peter's Quotations: Ideas for Our Time, 1979, p. 239)
- I fatti non cessano di esistere solo perché noi li ignoriamo. (da Proper Studies)
- Facts do not cease to exist because they are ignored.
- Il fatto che gli uomini non imparino molto dalla storia è la lezione più importante che la storia ci insegna. (da "Case of Voluntary Ignorance", in Collected Essays)
- That men do not learn very much from the lessons of history is the most important of all the lessons that history has to teach.
- La costanza è contraria alla natura, contraria alla vita. Le uniche persone assolutamente costanti sono i morti. (da Do What you Will)
- Le parodie e le caricature sono le critiche più acute. (da Point Counter Point, 28)
- Le religioni le cui teologie sono meno proccupate con gli eventi locali e più interessate all'eternità, sono state considerevolmente meno violente e più umane nella pratica della politica. A differenza del primo Giudaismo, Cristianesimo e Islamismo (tutte ossessionate dal tempo), l'Induismo e il Buddismo non hanno mai perseguitato le fedi, non hanno predicato quasi nessuna guerra santa, e si sono astenute dal proselitismo per un imperialismo religioso, quello che è andato di pari passo con l'oppressione politica ed economica dei popoli di colore. (da The Perennial philosophy, p. 194 – 204; citato in A Tribute to Hinduism)
- The religions whose theology is least preoccupied with events in time and most concerned with eternity, have been consistently less violent and more humane in political practice. Unlike early Judaism, Christianity and Mohammedanism (all obsessed with time) Hinduism and Buddhism have never been persecuting faiths, have preached almost no holy wars and have refrained from that proselytizing religious imperialism which has gone hand in hand with political and economic oppression of colored people.
- Morte... è l'unica cosa che non siamo riusciti a volgarizzare del tutto. (da Eyeless in Gaza)
- Death is the only thing we haven't succeeded in completely vulgarizing.
- Non i filosofi ma coloro che si dedicano agli intagli in legno o alle collezioni di francobolli costituiscono l'ossatura della società. (citato in Focus n. 81, p. 144)
- Ovuli biologicamente superiori, fertilizzati da spermatozoi biologicamente superiori, si decantavano nelle categorie alfa, beta e alfa+. (da Ritorno al mondo nuovo)
- Posso provare simpatia per i dolori delle persone, ma non per i loro piaceri: c'è qualcosa di curiosamente noioso nella felicità di qualcun altro. (da Limbo)
- I can sympathize with people's pains, but not with their pleasures. There is something curiously boring about somebody else's happiness.
- Quella secondo la quale tutti gli uomini sono eguali è un'affermazione alla quale, in tempi ordinari, nessun essere umano sano di mente ha mai dato il suo assenso. (da Proper Studies)
- That all men are equal is a proposition which at ordinary times no sane individual has ever given his assent.
Foglie secche [modifica]
Incipit [modifica]
La piccola città di Vezza sorge alla confluenza di due torrenti che dalle Alpi Apuane scendono in due profonde vallate. Turbolenti, come se ricordassero ancora la loro sorgente alpina, i due corsi d'acqua riuniti attraversano tutta la città, e il silenzio a Vezza è il sussurrare continuo di acque correnti. Poi, poco a poco il fiumiciattolo muta carattere; la valle si allarga e, lasciati indietro i monti, le acque, ora placide come un canale olandese, scorrono lentamente attraverso i prati della pianura costiera fino a mescolarsi con quelle del Mediterraneo. Un promontorio ardito si leva come un cuneo tra le due valli e domina Vezza. Quasi sulla cima della collina, circondata da lecci e alti cipressi che sorgono neri dagli olivi vaporosi, c'è una grande casa. Una facciata solenne e regolare, con una fila di venti finestre, guarda sulla città al di sopra degli olivi e dei cipressi disposti a terrazze. Dietro e sopra la facciata si vedono masse irregolari di costruzioni che scalano il pendio, e il tutto è dominato da una torre alta e sottile che s'allarga in cima nelle caditoie a strapiombo alla maniera di torri italiane. È il palazzo estivo dei Cybo Malaspina, un tempo principi di Massa Carrara, duchi di Vezza e marchesi, conti e baroni di vari altri paesi delle immediate vicinanze.
Citazioni [modifica]
- E poi, signor Chelifer, disse, non piace troppo, ai miei colleghi del consiglio e a me, non piace troppo quello che dite nel vostro articolo 'La coniglicoltura e la sua lezione all'umanità. Può essere vero che gli allevatori sono riusciti a produrre conigli domestici di un peso quattro volte superiore a quello sei conigli selvatici e con un cervello la metà più piccolo – può essere vero. Anzi, è vero. Ed è un notevole successo, signor Chelifer, molto notevole davvero. Ma non è una buona ragione per sostenere, come voi fate, signor Chelifer, che il lavoratore ideale, quello che gli eugenisti dovrebbero cercare di ottenere, sia un uomo otto volte più forte del lavoratore di oggi, dotato soltanto di un sedicesimo della sua capacità mentale. Non che io e i miei colleghi discordimamo completamente da quanto dite, signor Chelfier; lungi da ciò! Ogni benpensante deve riconoscere che il lavoratore moderno è troppo evoluto. Ma dobbiamo ricordarci, signor Chelifer, che molti dei nostri lettori appartengono proprio a quella classe.
- Il denaro non dà alcuna soddisfazione se si deve lavorare per ottenerlo, poiché se si lavora non si ha il tempo per spenderlo.
- Il classicismo in letteratura è intollerabile perché implica troppe norme restrittive; è intollerabile in amore perché ne implica troppo poche.
Giallo Cromo [modifica]
Incipit [modifica]
Su quel tronco di linea non era mai passato nessun diretto. I treni – quei pochi che vi passavano – si fermavano a tutte le stazioni. Denis sapeva a memoria i nomi di quelle stazioni: Bole, Tritton, Spavin, Delawarr, Knipswich per Timpany, West Bowlby e, finalmente, Camlet a fiume. A Camlet egli scendeva, lasciando che il treno continuasse a trascinarsi indolente, Dio solo sa dove, verso il cuore verdeggiante dell'Inghilterra.
Citazioni [modifica]
- L'eccentricità... è la giustificazione di tutte le aristocrazie. Essa giustifica le classi agiate, la ricchezza ereditata, i privilegi, le donazioni e altre ingiustizie dello stesso genere.
- L'amore vero essendo infinito ed eterno, non può essere consumato che nell'eternità.
- L'amore è incompatibile con la vita. Il desiderio di due cuori che si amino veramente, non è vivere insieme, ma morire insieme.
- Le folle consentono ad ascoltare il filosofo per divertirsi, nello stesso modo che ascolterebbero un suonatore di cornamusa o un ciarlatano.
- Ogni volta che ha dovuto scegliere tra l'uomo ragionevole e il pazzo, il mondo ha sempre seguito il pazzo senza esitare. Perché il pazzo lusinga quello che è fondamentale nell'uomo, le passioni e gli istinti; la filosofia non si rivolge che a ciò ch'è superficiale e superfluo: la ragione.
Il mondo nuovo [modifica]
Incipit [modifica]
Un edificio grigio e pesante di soli trentaquattro piani. Sopra l'entrata principale le parole: "Centro di incubazione e di condizionamento di Londra Centrale" e in uno stemma il motto dello Stato Mondiale: "Comunità, Identità, Stabilità".
L'enorme stanza al pianterreno era volta verso il nord. Fredda, nonostante l'estate che sfolgorava al di là dei vetri, nonostante il caldo tropicale della stanza stessa; una luce fredda e sottile entrava dalle finestre, cercando avidamente qualche manichino drappeggiato, qualche pallida forma di mummia accademica, ma trovando solamente il vetro, le nichelature e lo squalido splendore di porcellana di un laboratorio.
[Aldous Huxley, Il mondo nuovo (Brave New World), traduzione di Lorenzo Gigli, Oscar Mondadori, Milano 1991.]
Citazioni [modifica]
- Perché un'idea generale dovevano pure averla, per compiere il loro lavoro intelligentemente; e tuttavia era meglio che ne avessero il meno possibile, se dovevano riuscire più tardi buoni e felici membri della società. Perché, come tutti sanno, i particolari portano alla virtù e alla felicità; mentre le generalità sono, dal punto di vista intellettuale, dei mali inevitabili. Non i filosofi, ma i taglialegna e i collezionisti di francobolli compongono l'ossatura della società. (cap. I, p. 6)
- La felicità effettiva sembra sempre molto squallida in confronto ai grandi compensi che la miseria trova. E si capisce anche che la stabilità non è neppure emozionante come l'instabilità. E l'essere contenti non ha nulla d'affascinante al paragone di una buona lotta contro la sfortuna, nulla del pittoresco d'una lotta contro la tentazione, o di una fatale sconfitta a causa della passione o del dubbio. La felicità non è mai grandiosa. (il Governatore: cap. XVI, pp. 196 sg.)
- Tutta gente che, per una ragione o per l'altra, ha preso troppo coscienza del proprio io individuale per adattarsi alla vita in comune. Tutta gente che non è soddisfatta dell'ortodossia, che ha delle idee indipendenti, sue proprie. Tutti coloro, in una parola, che sono qualcuno. Quasi quasi vi invidio, signor Watson. (il Governatore: cap. XVI, p. 202)
- Non c'è civiltà senza stabilità sociale. Non c'è stabilità sociale senza stabilità individuale. (p. 39)
- Le parole possono essere paragonate ai raggi X; se si usano a dovere, attraversano ogni cosa. Leggi, e ti trapassano. (p. 64)
- Più le qualità di un uomo sono notevoli, più grande è il suo potere di traviare gli altri. (p. 131)
- Meglio il sacrificio di uno solo che la corruzione di molti. (p. 131)
- Non si può avere una civiltà durevole senza una buona quantità di amabili vizi. (p. 211)
- Non si possono fare delle macchine senza acciaio, e non si possono fare delle tragedie senza instabilità sociale.
- «La popolazione ottima» disse ancora Mustafà Mond «è modellata come un iceberg; otto noni al di sotto della linea d'acqua, un nono sopra».
[Aldous Huxley, Il mondo nuovo (Brave New World), traduzione di Lorenzo Gigli, Oscar Mondadori, Milano 1991.]
Il sorriso della Gioconda [modifica]
Incipit [modifica]
«La signorina Spence scende subito, signore.»
«Grazie» disse Hutton, senza voltarsi. La cameriera di Janet Spence era così brutta (brutta quasi per fare dispetto, come a lui ogni volta pareva), di una bruttezza così maligna e indisponente, che non poteva tollerarne la vista più del necessario. La porta si chiuse dietro di lei. Rimasto solo, Hutton si alzò e cominciò a passeggiare per la stanza, osservando attentamente gli oggetti a lui familiari che l'adornavano.
Fotografie di statue greche, fotografie del Foro Romano, riproduzioni colorate di capolavori dell'arte italiana, tutte cose assai note e di gusto indiscutibile.
Citazioni [modifica]
- Per una oscura legge psicologica, parole e azioni che, prese da sole, sono serie, diventano comiche appena si copiano. (da Young Archimedes-Little Mexican)
- Se l'imitazione è una parodia voluta, è tanto più buffa quanto più è esatta. (da Young Archimedes-Little Mexican)
- Un'imitazione caricaturale, esagerata, di qualcuno che conosciamo non è altrettanto divertente quanto quella che quasi non si può distinguere dall'originale. (da Young Archimedes-Little Mexican)
- Una cattiva imitazione è buffa solo quando è intesa come adulazione e quando non riesce molto bene. (da Young Archimedes-Little Mexican).
L'isola [modifica]
Incipit [modifica]
«Attenzione» incominciò a gridare una voce, e fu come se a un tratto un oboe fosse divenuto capace di esprimersi. «Attenzione» ripeté la voce, nello stesso tono monotono, acuto e nasale. «Attenzione.»
Giacendo là come un cadavere sulle foglie morte, con i capelli arruffati, la faccia grottescamente sudicia e coperta di lividi, i vestiti laceri e infangati, Will Farnaby di destò con un sussulto. Molly lo aveva chiamato. Era l'ora di alzarsi. Era l'ora di vestirsi. Non doveva far tardi in ufficio.
Citazioni [modifica]
- Lasciato solo, Will sedette sotto il ventilatore applicato al soffitto e continuò a leggere gli Appunti sul bene e sul male.
Non possiamo liberarci con la ragione della nostra fondamentale irrazionalità. Possiamo soltanto imparare l'arte di essere irrazionali in modo ragionevole.
A Pala, dopo tre generazioni di riforma, non esiste nulla di simile a greggi di pecore, né esistono Buoni Pastori che tosano e castrano; non vi sono mandrie di bovini e di porci né mandriani patentati, monarchi o militari, capitalisti o rivoluzionari, per marchiare, richiudere nei recinti e macellare. Esistono soltanto associazioni volontarie di uomini e donne incamminati sulla via della piena umanità. Motivi musicali o sassolini, processi o oggetti concreti? "Motivi musicali" rispondono il buddismo e la scienza moderna. "Sassolini" dicono i filosofi classici dell'Occidente. Il buddismo e la scienza moderna pensando al mondo in termini musicali. L'immagine che viene alla mente leggendo i filosofi dell'Occidente è quella di un mosaico bizantino, rigido, simmetrico, composta da milioni di tessere e saldamente cementato alle pareti di una basilica senza finestre. (pag. 199) - La cosa senza la quale non possiamo svilupparci e divenire esseri umani completi è, troppo spesso, quella stessa che ci impedisce di svilupparci. (pag. 199)
- Un'esperienza elevata è perfettamente compatibile con un'espressione simbolica inferiore. (pag. 199)
- «Il sì non è che una finzione, non è che pensiero positivo. Le realtà, le realtà fondamentali e ultime, sono sempre no. Lo spirito? No! L'amore? No! I sensi, il significato, il conseguimento? No!» (pag. 271)
- «Mangiare, bere, morire: tre manifestazioni fondamentali della vita universale e impersonale. Gli animali vivono questa esistenza impersonale e universale senza conoscerne la natura. La gente comune ne conosce la natura, ma non la vive e, anche se vi pensa seriamente, si rifiuta di accettarla. Le persone illuminate la conoscono, la vivono e l'accettano completamente. Mangiano con una differenza, bevono con una differenza e muoiono con una differenza.» (pag. 271)
- Vent'anni dopo, un altro ecclesiastico era stato assunto per ripetere la stessa strana litania sulla bara di Molly: "Se alla maniera degli uomini io mi sono battuto con animali ad Efeso, in qual modo ciò mi avvantaggia dato che i morti non risorgono? Mangiamo e beviamo, poiché domani moriremo." (pag. 271)
- «Il credere nella vita eterna non ha mai aiutato nessuno a vivere nell'eternità. Né, s'intende, il non credere.» (pag. 272)
Le porte della percezione [modifica]
Incipit [modifica]
Fu nel 1886 che il farmacologo tedesco Ludwig Lewin pubblicò il primo studio sistematico del cacto al quale successivamente fu dato il suo nome. L' Anthlonium Lewinii era nuovo per la scienza. Per le religioni primitive, per gli indiani del Messico e per gli americani sudoccidentali, era un amico di vecchissima data. In effetti era molto più di un amico. Secondo uno dei primi visitatori spagnoli del Nuovo mondo, "essi mangiano una radice che chiamano Peyotl, e che venerano come se fosse una deità". Perché la venerassero come una deità apparve chiaro quando eminenti psicologi come Jaensch, Havelock Ellis e Weir Mitchell cominciarono i loro esperimenti con la mescalina, il principio attivo del peyotl.
[Aldous Huxley, Le porte della Percezione: Paradiso e Inferno (The doors of Perception and Heaven and Hell), traduzione di Lidia Sautto, Piccola Biblioteca Oscar Mondadori, Milano 2002]
Citazioni [modifica]
- Quando mi alzai e presi a camminare, potei farlo del tutto normalmente, senza falsare i contorni degli oggetti. Lo spazio era sempre là, ma aveva cessato di predominare. La mente si interessava, soprattutto, non di misure e collocazioni, ma di essere e significato. E con l' indifferenza per lo spazio venne una indifferenza ancora più completa per il tempo. (p. 16)
- Noi viviamo insieme, agiamo e reagiamo gli uni agli altri; ma sempre, in tutte le circostanze, siamo soli. I martiri quando entrano nell'arena si tengono per mano; ma vengono crocifissi soli. Allacciati, gli amanti cercano disperatamente di fondere le loro estasi isolate in una singola autotrascendenza; invano. Per la sua stessa natura, ogni spirito incarnato è condannato a soffrire e godere in solitudine. Sensazioni, sentimenti, intuiti, fantasie, tutte queste cose sono personali e, se non per simboli e di seconda mano, incomunicabili. Possiamo scambiarci informazioni circa le esperienze, mai però le esperienze stesse. Dalla famiglia alla nazione, ogni gruppo umano è una società di universi-isole. (1980, pp. 10 sg.)
- La maggioranza dei consumatori di mescalina sperimentano solo la parte celestiale della schizofrenia. La droga porta inferno e purgatorio solo a coloro che abbiano avuto di recente l'itterizia, oppure che soffrano di depressioni periodiche o di ansietà cronica. Se, come le altre droghe molto piú potenti al paragone, la mescalina fosse notoriamente tossica, il prenderne sarebbe sufficiente, per se stesso, a provocare l'ansietà. Ma la persona sana di mente sa in anticipo che, per quanto la riguarda, la mescalina è completamente innocua, che le sue conseguenze svaniranno dopo otto o dieci ore, senza lasciare residui e di conseguenza senza ansia di rinnovare la dose. Fortificato da questa conoscenza, egli si accinge all'esperimento senza timore, in altri termini senza alcuna predisposizione a trasformare un'esperienza strana, e fuori dell'umano in maniera senza precedente, in qualcosa di spaventoso, qualcosa di effettivamente diabolico. (1980, pp. 61 sg.)
- Sentii d'un tratto che le cose andavano troppo oltre. Troppo oltre, anche se andavano in una bellezza piú intensa, in un significato piú profondo. Il timore, come lo analizzo in retrospettiva, era di essere sopraffatto, di disintegrarmi sotto la pressione di una realtà piú grande di quanto una mente abituata a vivere la maggior parte del tempo in un minuscolo mondo di simboli potesse sopportare. (1980, p. 62)
- Che l'umanità in genere sarà mai in grado di fare a meno dei Paradisi Artificiali, sembra molto improbabile. La maggior parte degli uomini e delle donne conduce una vita, nella peggiore delle ipotesi cosí penosa, nella migliore cosí monotona, povera e limitata, che il desiderio di evadere, la smania di trascendere se stessi, sia pure per qualche momento, è, ed è stato sempre, uno dei principali bisogni dell'anima. L'Arte e la Religione, i carnevali e i saturnali, la danza e l'oratoria, sono serviti tutti, come disse H. G. Wells, da Brecce nel Muro. E per l'uso privato e quotidiano vi sono sempre stati gli stupefacenti chimici. Tutti i sedativi e i narcotici vegetali, tutte le sostanze euforiche che crescono in piante, gli stupefacenti che si sviluppano in bacche o si estraggono dalle radici, tutti, senza eccezione, sono stati conosciuti e sistematicamente usati dagli esseri umani da tempo immemorabile. E a questi modificatori naturali della coscienza, la scienza moderna ha aggiunto la sua parte di sostanze sintetiche, il cloralio, per esempio, e la benzedrina, i bromuri e i barbiturici. (1980, pp. 70 sg.)
Passo di danza [modifica]
Citazioni [modifica]
- La libertà? Ma se non esiste! Non c'è libertà a questo mondo; solamente gabbie dorate. (p. 41)
- Non c'è tempo d'interessarsi a tutto. Ci si può soltanto interessare a ciò che ne vale la pena. (p. 73)
- Come potete conoscere tutto dell'amore se prima non l'avete fatto con tutte le donne possibili? (p. 78)
- Tanto più alta è l'arte, tanto più bassa è la morale. (p. 106)
- Chi crede che in un dipinto non vi sia altro che forma plastica è come chi immagina che nell'acqua non vi sia altro che idrogeno. (p. 106)
- Alpi eteree di neve e d'ambra,
Carni giunoniche, seni alabastrini
Scolpiti dall'incerte mani del vento... (p. 107)
Ritorno al mondo nuovo [modifica]
Incipit [modifica]
Nel 1931, quando scrivevo Il mondo nuovo, ero convinto che ci fosse ancora tempo, e parecchio. La società totalmente organizzata, il sistema scientifico delle caste, l'abolizione del libero arbitrio mediante il condizionamento metodico, la soggezione resa accettabile grazie alla felicità indotta chimicamente, a dosi regolari, l'ortodossia martellata in capo alle gente coi corsi notturni di insegnamento ipnopedico: tutte cose a venire, certo, ma non nei tempi miei, e nemmeno nei tempi dei miei nipotini. Non ricordo con esattezza in che anno erano collocati i fatti di Mondo nuovo; nel sesto o settimo secolo d.F. (dopo Ford) all'incirca.
Citazioni [modifica]
- 1984, di George Orwell era un'ottima proiezione nel futuro di un presente che conteneva lo stalinismo, e di un passato prossimo che aveva visto il fiorire del nazismo. Il nuovo mondo fu scritto prima che Hitler salisse al potere in Germania, e quando il tiranno russo non si era ancora avviato sulla sua strada. (p. 238)
- La società descritta in 1984 è una società controllata quasi esclusivamente dal castigo e dal timore di esso. Nel mondo immaginario della mia favola il castigo è raro e di solito mite. (p. 239)
- Il controllo sulle società continuerà a esercitarsi dopo che l'uomo è venuto al mondo; mediante il castigo, come accadeva in passato, e in misura sempre maggiore mediante metodi più efficienti di premio e di manipolazione scientifica. (p. 239)
- Per ciò che riguarda le masse della umanità, quella a venire non sarà l'Era Spaziale; sarà l'Era della Sovrappopolazione. Potremmo dire, parodiando una vecchia canzone:
Lo spazio di cui tanto sei ricco
Basterà ad accendere il fuoco
O penserà lo gnomo dello spazio
A girare lo spiedo? (p. 242) - Quanto più cresce la popolazione e preme sulle risorse disponibili, tanto più si fa precaria la situazione economica d'una società che subisca tale prova. (p. 243)
- La costituzione democratica è un mezzo per impedire che singoli governanti cedano alle tentazioni, oltremodo pericolose, che nascono quando troppo potere si concentra in troppe poche mani. (p. 245)
- La libertà, come tutti sappiamo, non fiorisce in un paese che sta sempre sul piede di guerra, o che si prepara a combattere. Una crisi permanente giustifica il controllo su tutto e su tutti, da parte del governo centrale. (p. 246)
- Nella seconda metà del ventesimo secolo noi non organizzammo sistematicamente la riproduzione; e il nostro sregolato capriccio non solo tende a sovrappopolare il pianeta, ma anche, sicuramente, a darci una maggioranza di umani di qualità biologicamente inferiori. Ai brutti tempi andati di rado sopravviveva un bambino che avesse qualche spiccato, o lieve, difetto ereditario. Oggi invece, grazie all'igiene, alla farmacologia moderna e alla coscienza sociale, quasi tutti i bambini venuti al mondo giungono a maturità e si moltiplicano. Date le condizioni oggi dominanti, ogni progresso della medicina sarà frustrato da un corrispondente aumento del tasso di sopravvivenza degli individui che dalla nascita portano con sé una qualche insufficienza genetica.... Una società siffatta fino a quando fino a quando potrà conservare le sue tradizioni di libertà individuale e di governo democratico? Fra cinquanta o cento anni i nostri bambini daranno una riposta a questa domanda. (p. 247)
- Noi ci troviamo difronte un fastidiosissimo problema morale. Noi sappiamo che la bontà dei fini non giustifica l'uso dei mezzi cattivi. Ma che dire delle situazioni – così frequenti oggi – in cui mezzi buoni danno risultati finali che si rivelano cattivi? (p. 248-249)
- Per Esempio: andiamo in un'isola tropicale, con l'aiuto del DDT sterminiamo la malaria e, nello spazio di due o tre anni, salviamo centinaia di migliaia di vite. È ovviamente un bene. Ma centinaia di migliaia di esseri umani così salvati, e i milioni che da loro vengono al mondo, noi non possiamo vestirli, alloggiarli, istruirli, nemmeno nutrirli a sufficienza con le risorse disponibili nell'isola. Non c'è più la morte rapida della malaria; ma la fame rende la vita insopportabile, il sovraffollamento diviene la regola, la morte lenta per inedia minaccia tante vite di più. E che dire degli organismi insufficienti per condizione congenite, che la medicina e i servizi sociali oggi salvano e lasciano proliferare? Aiutare gli infelici è bene, indubbiamente. Ma non meno indubbiamente è male trasmettere interi ai nostri posteri i risultati di mutazioni negative; come è un male la progressiva contaminazione di fondo genetico a cui dovranno attingere i membri della nostra specie. Siamo presi fra le corna di un dilemma morale: per trovare la soluzione occorrerà tutta la nostra intelligenza, tutta la nostra buona volontà. (p. 249)
- Non c'è più la morte rapida della malaria; ma la fame rende la vita insopportabile, il sovraffollamento diviene regola, la morte lenta per inedia minaccia tante vite di più. (p. 249)
- L'equivalente politico di una teoria scientifica o di un sistema filosofico compiuto è la dittatura totalitaria. (p. 254)
- L'equivalente economico di una ben composta opera d'arte è la fabbrica che va avanti sempre liscia, con gli operai perfettamente adattati alle macchine. (p. 254)
- La "volontà d'ordine" può trasformare in tiranno chi voleva solamente spazzar via la confusione. La bellezza dell'ordine serve di giustificazione al dispotismo. (p. 254)
- Una società democratica è tale se si riconosce che del potere spesso si abusa, e che quindi lo si può affidare ai funzionari solo in quantità limitata e per tempo limitato. (p. 312)
[Aldous Huxley, Ritorno al mondo nuovo(Brave New World Revisited), traduzione di Luciano Bianciardi, Oscar Mondadori, Milano 2005.]
Bibliografia [modifica]
- Aldous Huxley, Giallo Cromo (Crome Yellow), traduzione di Cesare Giardini, Oscar Mondadori, 1972.
- Aldous Huxley, Il sorriso della Gioconda (The Gioconda Smile), traduzione di Luigi Barzini Jr. ed Emilio Ceretti, Oscar Mondadori, 1981.
- Aldous Huxley, Foglie secche (Those Barren Leaves), traduzione di Floriana Bossi, Oscar Mondadori, 1969.
- Aldous Huxley, L'isola, traduzione di Bruno Oddera, Oscar Mondadori, 1977.
- Aldous Huxley, Il mondo nuovo (Brave New World), traduzione di Lorenzo Gigli e Luciano Bianciardi, Oscar Mondadori, Milano 1991. ISBN 9788804487807
- Aldous Huxley, Il mondo nuovo – Ritorno al mondo nuovo (Brave New World, 1932; Brave New World Revisited, 1958), traduzione di Lorenzo Gigli e Luciano Bianciardi, Mondadori, Milano, 1991. ISBN 880434248X
- Aldous Huxley, Le porte della Percezione: Paradiso e Inferno (The Doors of Perception and Heaven and Hell), traduzione di Lidia Sautto, Oscar Mondadori, 2002.
- Aldous Huxley, Passo di danza (Antic Hay), traduzione di Luciano Foà, dall'Oglio editore, 1963.
- Aldous Huxley, Le porte della percezione – Paradiso e Inferno (The Doors of Perception, 1954; Heaven and Hell, 1956), traduzione di Lidia Sautto, postfazione e bibliografia di Grazia e Renato Boeri, Mondadori, Milano, 198013. ISBN 9788804173922
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