Alessandro Del Piero
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Alessandro Del Piero (1974 – vivente), calciatore italiano.
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[modifica] Citazioni di Alessandro Del Piero
- [Gianni Agnelli] Aveva una grande capacità di giudicare perché era un profondo conoscitore del mondo del calcio e non parlava mai a caso. (citato in Un campione di sport, raisport.rai.it)
- Ora siamo in B e non possiamo fare altro che confrontarci con questa realtà, una realtà difficile. (da La Gazzetta dello Sport, 11 settembre 2006)
- Non mi sveglierò mai da questo sogno, perché è vero, è tutto vero: sono diventato campione del mondo, gioco in serie B con la mia squadra, con il mio 10 sulla schiena. (da Dieci +)
- Sono orgoglioso di essere juventino, di essere una "bandiera", come mi definite spesso, ma in realtà io sono solo una piccola parte di una grande bandiera bianconera, che cresce col passare degli anni e se ognuno di voi guarda con attenzione ci trova scritto anche il proprio nome... Perché questa bandiera continui a crescere c'è bisogno di tutti noi: restiamo uniti! (dalla Lettera aperta ai tifosi, in Hurrà Juventus, giugno 2006)
- Oggi è il momento di ringraziare il nostro pubblico, i nostri tifosi, la gente della Juve. È il momento di ringraziare i ragazzi, i giovani, tutti quelli che non hanno mai smesso di credere nello sport e di credere in noi. Grazie a chi ha corso e non si è mai fermato, anche nei momenti più incerti e di fronte alle sfide più difficili. Ce l'abbiamo fatta. Tutti insieme. E allora grazie, per averci creduto e per non averci lasciati soli. Grazie per aver ricordato, in ogni momento, Alessio e Riccardo, che sentiamo con noi anche oggi. Oggi si chiude questa stagione e siamo pronti per ricominciare. Perché noi siamo, e saremo sempre, la Juve. Grazie a tutti. [tratto dal discorso che celebrava la promozione in Serie A della squadra bianconera. Stadio Olimpico di Torino, 10 giugno 2007] [1]
- Un cavaliere non lascia mai una Signora. (La sfida più difficile di Alex Del Piero, Corriere della sera, 1º settembre 2005)
- La Juve è casa mia. Così come lo è Torino, tutt'e due parti di un processo graduale e inesorabile che mi ha portato a sentirmi figlio di entrambe. Il legame con la Juve però è antecedente a quello con la mia città, e sconfina in quel territorio mitico dell'infanzia, di poster e sogni di gloria che cullavo, da bambino perennemente attaccato al pallone qual ero. Con questa squadra ho vinto tutto, assaporando la sensazione di tornare a Torino con la coppa più ambita in mano, e ho perso tutto, magari all'ultimo minuto, all'ultimo rigore, con in bocca l'amaro di aver lavorato, lottato, sudato per un anno intero per niente..Momenti di gioia incredibile, in cui ti senti sul tetto del mondo, ma anche momenti di scoraggiamento, di delusioni bruciate, di incredulità. (da 10 + il mio mondo in un numero)
- Sono orgoglioso di avere giocato con Pavel Nedved (anche perché me lo ricordo anche da avversario, e vi assicuro che è molto meglio averlo dalla propria parte...).
Sono orgoglioso che domenica scorsa sia stato il mio capitano, di avergli messo al braccio la fascia che indosso da tanti anni. [...] come tutti i grandi campioni, ha chiuso alla grande. Mi legano a lui tanti ricordi, tante vittorie, qualche sconfitta, la scelta di restare alla Juventus anche in serie B per ritornare in alto, insieme. Ma soprattutto mi legano a Pavel tutti quei momenti, anche apparentemente insignificanti, quegli attimi vissuti insieme in questi otto anni, che per me rappresentano la grandezza non solo del calciatore, ma anche dell'uomo, dell'amico. (da L'addio a Pavel, www.alessandrodelpiero.com, 1º giugno 2009) - 552 partite, con la stessa maglia. I numeri per me significano tanto, tutti i grandi primati che sto raccogliendo in questa fase della mia carriera. Ma non sono tutto. Perché ho sempre pensato che non basta soltanto raggiungerli, i grandi traguardi. Il valore dipende anche da come li raggiungi.
[...] Come Gaetano Scirea. A volte mi chiedo come mi vedono i ragazzi, i bambini. E penso che vorrei mi vedessero come io vedevo lui. Parlo dell'uomo, non solo dello straordinario giocatore. Perché questo, per me, vuol dire entrare nel cuore della gente, lasciare qualcosa che vada oltre i numeri.
[...] Il mio nome è vicino a quello di Scirea, bellissimo. Mi piace ricordarlo, prima di tornare a guardare avanti. (da 552 partite, www.alessandrodelpiero.com, 12 aprile 2008) - Purtroppo non ho potuto conoscere Scirea come persona, ma solo come tifoso. L'ho visto sollevare la Coppa del Mondo e anche per questo era un mio mito. In questi anni ho cercato spesso di imitarlo e sono onorato che qualcuno mi paragoni a lui. (citato in Torino ha finalmente la sua "Via Gaetano Scirea", www.juventus.com, 14 maggio 2008)
- Io capocannoniere, per la seconda volta consecutiva, per la prima volta in serie A. Se lo avessi immaginato all'inizio della stagione avrei scommesso che, arrivato in cima alla classifica, il primo pensiero sarebbe stato: Io ve l'avevo detto... Rivolto a chi non ci credeva. A chi non ci ha mai creduto. Ma quando ho raggiunto davvero questo traguardo, mi sono reso conto che la prima cosa che ho pensato in realtà e stata: Voi me l'avevate detto. (da Io capocannoniere, www.alessandrodelpiero.com, 17 maggio 2008)
- [Su Usain Bolt] Quando c'è lui, si corre per il secondo posto. Dopo avere stravinto due ori nei 100 e nei 200 ai giochi olimpici di Pechino 2008, si è confermato ai Mondiali 2009 a Berlino conquistando altri due ori, entrambi con il record del mondo in finale. È l'uomo più veloce del mondo. Io impazzisco per le immagini di sport, e vederlo correre (magari messo a fuoco dagli straordinari mezzi che le tv ci mettono a disposizione oggi) è un'esperienza esaltante. (da I 10 sportivi del 2009, www.alessandrodelpiero.com, 30 dicembre 2009)
- [Su Roger Federer] Durare nel tempo, saper superare le difficoltà, resistere alla concorrenza sempre più agguerrita, non smettere mai di migliorarsi e di porsi nuovi obiettivi senza adagiarsi sul talento e sui risultati già acquisiti: queste sono le caratteristiche di un campione vero. E Roger Federer le possiede tutte. Lo svizzero è riuscito a vincere nell'unico torneo dello Slam che gli mancava – il Roland Garros – e si è confermato a Wimbledon. Una stagione straordinaria, chiusa ovviamente al numero uno della classifica Atp. Quest'anno ho anche avuto il privilegio di conoscerlo e stare un po' con lui in occasione della Coppa Davis giocata a Genova, dove ci ha battuto con la sua Svizzera. Una leggenda. (ivi)
- Non conosco personalmente Francesca Schiavone, ma conosco bene qual è il valore dell'impresa leggendaria che ha compiuto, con la quale entra a pieno diritto nella storia dello sport italiano. La prima donna a vincere il Roland Garros, un'italiana in cima al mondo, in uno sport straordinario che da decenni non ci vedeva protagonisti a questo livello. Ha vinto con il gioco, con la testa e con il cuore. E come tutte le vittorie così attese e cercate, è ancora più bella. Brava Francesca! (da Brava Francesca!, www.alessandrodelpiero.com, 6 giugno 2010)
- Caro David, è arrivato il momento di dirsi ciao. Ho perso il conto delle stagioni che abbiamo giocato insieme e dei gol che abbiamo fatto. [...] Quante formazioni in questi anni finivano così: Del Piero e Trezeguet, Trezeguet e Del Piero. Quante vittorie, quante delusioni (per fortuna, molte meno delle soddisfazioni che ci siamo tolti), quanti abbracci: non c'è altro compagno con cui io abbia giocato di più. Diciassette gol all'anno di media, come il tuo numero di maglia: questo basta per dire che bomber sei. [...] Ritengo sia stato un onore fare coppia in campo con uno dei più grandi attaccanti del mondo, in assoluto. [...] Arrivederci, David. (da Ciao David, www.alessandrodelpiero.com, 28 agosto 2010)
- Sono come la Juve: non pongo limiti nemmeno a me stesso. (da Io e la Juve possiamo tutto, Corriere dello Sport; citato in www.alessandrodelpiero.com, 22 settembre 2010)
- Da quando gioco tutti gli scudetti che ho visto vincere sono stati meritati. Sia i nostri che quelli delle altre squadre. (dal processo Calciopoli; citato in Calciopoli, Del Piero: «Juve, vittorie senza trucchi», tuttosport.com, 19 ottobre 2010)
- La maglia numero 10 della Juve deve essere indossata, non ritirata. È bello che tutti i bambini possano sognare di giocare con una maglia che in 113 anni è stata vestita da grandissimi campioni. La Juve c'è stata, c'è e ci sarà a prescindere da Alessandro Del Piero. (da un'intervista alla Gazzetta dello Sport; citato in www.alessandrodelpiero.com, 29 ottobre 2010)
- Credo che uno dei grandi privilegi di chi fa questo mestiere sia dare felicità alla gente, e lui [Maradona] certamente rappresenta meglio di tutti questo concetto. (da Diego 50!, www.alessandrodelpiero.com, 30 ottobre 2010)
- Ci tengo a sottolineare che il legame per la maglia e per i tifosi per me non è quantificabile. Ho firmato il mio primo contratto con la Juventus in bianco, firmerò anche quello che sarà l'ultimo della mia carriera con questa maglia in bianco. (da Per voi, www.alessandrodelpiero.com, 25 febbraio 2011)
- Villar Perosa è la casa della famiglia Agnelli. Dunque la casa della Juventus. La casa dell'estate, quella dove si scoprono i volti nuovi ma anche gli amici di sempre. Quella dove tutti i sogni sono possibili. (da Dalla provincia a Villar, www.alessandrodelpiero.com, 11 agosto 2011)
- Sono orgoglioso delle pagine importanti che ho scritto nella nostra grande storia. La Juve è sempre stata un meraviglioso dipinto, e un meraviglioso dipinto ha bisogno di una cornice meravigliosa come questa. (dalla cerimonia di inaugurazione dello Juventus Stadium[2])
- Giocare a San Siro è un privilegio e un onore. (da San Siro, www.alessandrodelpiero.com, 24 febbraio 2012)
- La terza stella? Sicuramente sul cuore ce l'abbiamo ed anche sul campo poi quello che viene decretato da altri criteri è da rispettare e non dobbiamo andare oltre ma quello che è stato vissuto è questo e vogliamo che rimanga. (citato in Calcio, Del Piero: Terza stella? Sicuramente sul cuore ce l'abbiamo, sport.virgilio.it, 7 maggio 2012)
- Sono felice che abbiate sorriso, esultato, pianto, cantato, urlato per me e con me. Per me nessun colore avrà tinte più forti del bianco e nero. Avete realizzato il mio sogno. (da Di più, niente, www.alessandrodelpiero.com, 13 maggio 2012)
Intervista di Maurizio Crosetti, Alex Del Piero si racconta "Il mio erede? Può attendere", la Repubblica, 27 marzo 2009
- [I genitori] Sono stati fantastici perché non mi hanno mai forzato né gasato. È quello l'errore grande. Il comportamento dei genitori è decisivo, per i figli sportivi.
- [Da bambino] Spesso giocavo da solo: serve tanta immaginazione. Ero un campione della Juve, passavo la palla a Cabrini, a Tardelli, a Scirea, duettavo con Platini.
- Le magliette tutte identiche vogliono dire squadra.
- Oggi si pensa che una persona buona sia una persona fessa, invece la bontà è fondamentale.
- Sono fiero di mio padre che si spaccò la schiena come elettricista, e di mia madre che avrà lavato per terra in tutte le case di Conegliano. Sono strafelice di avere avuto quell'infanzia, dove i desideri erano in rapporto alle possibilità, mai di più. E quando cominciava a venire il bel tempo, come adesso, si usciva nei prati, si faceva la casetta sull'albero, si rubavano le ciliegie e le pannocchie, c'era sempre il benedetto pallone. Bellissimo.
- I soldi risolvono un bel po' di problemi pratici, però conosco un sacco di ricchi tristi, anche nel calcio e non è retorica: è la verità. In questo mondo c'è solitudine, a volte depressione. Siamo persone con dei sentimenti, persone anche fragili. Vedo gente che ha doni e li spreca, e si butta via.
- In Inghilterra è tremendamente bello andare allo stadio, persino i colori delle maglie brillano di più. E gli americani [nel basket] sono spettacolo puro, forse condito da troppo contorno e troppa tivù. Poi, è chiaro che la passione latina è qualcosa di fenomenale: servirebbe un mix, ma con più attenzione alla bellezza da parte nostra. Da noi, nessuna moviola ripete le dieci azioni migliori della domenica, solo i mancati rigori o i fuorigioco.
- [Essere un modello per tanti bambini è] Una responsabilità, però di quelle belle. Ne sono fiero, e so di maneggiare un materiale delicato. Perciò provo a mordermi la lingua, qualche volta, e mantenere il controllo: lo stress offusca la mente.
[modifica] Citazioni su Alessandro Del Piero
- Aaaah! Come gioca Del Piero...! (Maurizio Mosca)
- Alessandro sei stato il mio modello, il campione che ho sempre ammirato e al quale ho fatto riferimento. (Cristiano Ronaldo)
- [Sull'esperienza di Del Piero in Nazionale] C'è un prima e un dopo. Il prima è il ricordo di un professionista gentile, umile, disponibilissimo che giocava con e per la squadra. Poi, una volta che non è stato più convocato in Nazionale, ho conosciuto un altro Del Piero. Stiamo parlando comunque di un ragazzo che non lascia mai niente al caso, alle sue spalle c'è un intero staff che ne segue ogni passo. (Luigi Riva)
- [Dopo Real Madrid-Juventus (0-2) del 5 novembre 2008, dove Del Piero siglò una storica doppietta] Certo che Del Piero non invecchia veramente mai! (Diego Armando Maradona)
- Del Piero e Juve? Eh, si sa che gli italiani hanno problemi a uscire dal calcio... Spero solo che una bandiera come lui non finisca la carriera lontano da Torino. (Michel Platini)
- Del Piero è un grande, uno dei più grandi del calcio italiano e internazionale. (Raúl)
- Del Piero è uno di quei giocatori che rimarrà negli annali come Piola o Boniperti, e non solo negli almanacchi, perché si è contraddistinto per i suoi modi dentro e fuori dal campo. (Giovanni Trapattoni)
- Del Piero sarà sempre una soluzione, mai un problema. (Antonio Conte)
- È il calciatore perfetto. Un attaccante eccezionale e un uomo incredibile come ce ne sono pochi nel calcio. (Alexander Manninger)
- È il più grande giocatore contro cui abbia mai giocato. Mi ha dribblato in un modo incredibile. (Gary Neville)
- He is the greatest player I have ever played against. He twisted me incredibly.
- È straordinario, magari potesse concludere la carriera al Milan. (Silvio Berlusconi)
- È tornata la Juve in Champions, è tornato Alex Del Piero! 39 gol in Champions League! È l'anima, è il cuore, è la storia! (Fabio Caressa)
- È un esempio per il calcio italiano, un esempio per i giovani soprattutto e anche per chi gioca insieme a lui. (Nicola Legrottaglie)
- È un grandissimo giocatore che ha dato tutto al calcio, alla Juventus e all'Italia. E credo che giochi un calcio molto bello e pulito, è un uomo da ammirare. (Lionel Messi)
- I grandi campioni si vedono nei momenti che contano, Alex Del Piero è uno che in carriera ha segnato in finale di coppa campioni, in finale di coppa intercontinentale, in semifinale di coppa del mondo contro la Germania, l'uomo dell'assist nei momenti degli scudetti più importanti (ne ricorderete uno in rovesciata), l'uomo decisivo in trasferta come a Madrid in champions league. I grandi campioni si vedono nei momenti speciali [Dopo il gol del 2-0 in Juventus-Inter, 25 marzo 2012] (Fabio Caressa)
- Il campione con la testa pensante crea dei problemi. L'annuncio di Agnelli sulla fine del rapporto con Del Piero mi ha fatto male: non stava a lui dirlo. Che senso ha una cosa del genere? Avrebbe dovuto parlarne Alessandro nel momento in cui si fosse sentito pronto. (Paolo Maldini)
- Il mio idolo. [Lui calcia le punizioni meglio di me] E non lo dico così per dire. Io sono bravo dal limite, soprattutto. Ale, anche da più lontano. Colpisce la palla in modo tale che ne escono traiettorie forti, strane. Penso a quella che rifilò allo Zenit. Calcia con un effetto "muy raro", fossi un portiere non saprei dove piazzarmi. (Ronaldinho)
- Innanzitutto voglio dire una cosa: Del Piero è un mio grande idolo. Quando ero bambino e giocavo alla playstation mettevo sempre Alex nelle mie squadre. Lui è un esempio, ha fatto tanto per la Juventus, l'Italia e il mondo del calcio, come Maldini o Ronaldo. (Alexandre Pato)
- Io di te non mi stanco, sarò sempre al tuo fianco, sei la cosa più bella che c'è... Alessandro Del Piero olè. (tifoseria, sulla musica de La stangata[3])
- L'ho visto volare leggero come un angelo, quando aveva la faccia da putto. L'ho visto inventare un tiro che è diventato solo il suo e lanciarsi tra i grandi ancora ragazzo. L'ho visto segnare con la sua squadra soprattutto nelle partite che contavano, negli scontri diretti, nelle finali in giro per il mondo.
L'ho visto arrabbiarsi e digrignare i denti se c'era un principio da difendere e chinare la testa se il suo bene non era quello dei compagni. L'ho visto lottare contro gli egoismi, anche contro i suoi, perché crescendo ha capito cosa voglia dire il gruppo. L'ho visto parlare di valori e comportarsi di conseguenza.
L'ho visto inciampare e poi cadere. L'ho seguito mentre si rialzava a fatica. L'ho visto lottare contro allenatori e mal di pancia nervosi. L'ho visto amare la maglia azzurra e non riuscire a farlo capire. Poi l'ho visto portarci a Berlino.
L'ho visto capire che le cose cambiano, modificare il gioco, segnare 11 gol di seguito su rigore se il rigore poteva essere il massimo da dare alla squadra in quel momento. L'ho visto adattarsi dove non voleva, sacrificarsi facendolo ricordare. L'ho visto umile e l'ho visto presuntuoso. L'ho visto soffrire quando ha sbagliato. L'ho visto uscire in smoking bianco, immacolato, da una discarica.
Non l'ho visto mollare, mai. Non ho mai letto di lui sui giornali degli scandali. Ieri sera l'ho guardato mentre si sedeva in panchina, con il broncio di chi vuole giocare. L'ho visto applaudire i compagni per i gol che segnavano, esultare per la squadra. L'ho visto entrare in campo senza riscaldamento, lui che non è più un ragazzino. L'ho visto strillare al ragazzo che parlava troppo, perché ci vuole rispetto. L'ho visto segnare una punizione da artista e un rigore da ragioniere. Sono contento di aver visto Alex Del Piero fare tutte queste cose. Alex Del Piero è un bell'esempio per i miei figli. (Fabio Caressa) - Le esplosioni muscolari di alcuni calciatori? È uno sbalordimento che comincia con Gianluca Vialli e arriva fino ad Alessandro Del Piero. Io che ho praticato diversi sport pensavo che certi risultati si potessero ottenere soltanto con il culturismo, dopo anni e anni di lavoro specifico. Sono convinto che il calcio sia tutto un altro tipo di attività, almeno il mio, che in una sola parola definirei positivo. (Zdeněk Zeman)
- Mi bastarono dieci minuti per capire che sarebbe diventato un campione. [...] Alex è un giocatore che appartiene al popolo. Non sarà forse ai livelli di Pelé e Maradona, ma di Eusebio, Sivori e Cruijff sicuramente sì. (Giovanni Trapattoni)
- Mi ricordava Pinturicchio. Adesso è Godot. (Gianni Agnelli)
- Mi ricordo quando andai a vederlo e ho subito intravisto che aveva la stoffa del campione. Però sono anche stato fortunato nella scelta. Ci sentiamo ancora spesso e sono molto contento per lui. Finché è Alex a eguagliarmi, sono felice... (Giampiero Boniperti)
- Penso che sia il giocatore più importante della nostra squadra, l'immagine della nostra squadra. Sono orgoglioso di giocare con lui. (David Trézéguet)
- Per la Juve Del Piero non è importante, ma è l'unica cosa che conta. (striscione[4])
- [Prima di Real Madrid-Juventus 0-2 del 5 novembre 2008 con doppietta di Del Piero] Questa volta dovremo preoccuparci di essere efficaci e tenere d'occhio Del Piero, uno che ti frega in tutti i modi. (Iker Casillas)
- Questo invece sì, questo è diverso da Zidane, a lui piace giocare, lo sente nell'anima; tra lui e il francese, scelgo lui. (Diego Armando Maradona)
- Raccogliere la sua eredità è impensabile in questo momento, però sicuramente qualcuno in futuro la vorrà prendere. Sicuramente c'è da apprezzare il gesto di Alessandro di metterla a disposizione; ha detto una cosa giusta, perchè tutti devono poter sognare di indossare la maglia numero dieci della Juventus, che è una bella cosa. (Andrea Pirlo)
- Sono ammirato dal fatto che Del Piero continui a segnare, è un fuoriclasse eterno. (Andrés Iniesta)
- Sono onorato di giocare con lui perché al di là dell'essere un grande calciatore, è un grande uomo. (Mohamed Sissoko)
[modifica] Note
- ↑ La grande festa e testo di Alessandro Del Piero (archivio .PDF) – www.juventus.com, 10 giugno 2007
- ↑ Citato in Paolo Menicucci, Del Piero orgoglioso della nuova casa Juve, UEFA.com, 9 settembre 2011.
- ↑ Citato in Diciassette buoni motivi, www.alessandrodelpiero.com, 10 settembre 2010.
- ↑ Citato in Gianni Balzarini, L'ultimo Urrà di Alex, SportMediaset.it, 6 maggio 2012.
[modifica] Bibliografia
- Alessandro Del Piero, Dieci +. Il mio mondo in un numero, Mondadori, Milano 2007. ISBN 9788804559863
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