Alessandro Magno

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Alessandro Magno

Alessandro III (356 a.C. – 323 a.C.), condottiero e re macedone.

  • Mio padre vuol fare tutto lui, e a noialtri non lascerà nulla d'importante da compiere![1]
  • Guardate! Non riesce a reggersi in piedi e vuole raggiungere il cuore dell'Asia![1] [Poco dopo che il padre, ubriaco, nel tentativo di avventarsi su di lui, perde l'equilibrio e cade al suolo.]
  • Lo farei se fossi Parmenione; ma io sono Alessandro, e come il cielo non contiene due soli l'Asia non conterrà due re.[1] [In risposta al generale Parmenione che gli chiedeva di accettare l'offerta di pace di Dario III.]
  • Vedete? È sangue umano! Umano! Non divino![1] [Poco dopo essere stato colpito da una freccia.]

Indice

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  • A mio padre devo la vita, al mio maestro una vita che vale la pena essere vissuta.
  • Il sesso e il sonno mi ricordano che sono mortale.
  • Muoio grazie all'aiuto di troppi dottori.
  • Nulla è impossibile per colui che osa.
  • Ricorda che dalle azioni del singolo dipende il destino di tutti.

[modifica] Note

  1. a b c d Citato in Indro Montanelli, Storia dei Greci, BUR, 1959.

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