Alfred Elton van Vogt

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Alfred Elton van Vogt (1912 – 2000), scrittore statunitense.

Il Rull[modifica]

Incipit[modifica]

Trevor Jamieson intravide l'altra scialuppa spaziale con la coda dell'occhio. Era seduto in una depressione del terreno a una decina di metri dall'orlo del dirupo, a qualche metro dal portello della propria scialuppa. Era tutto preso dal resoconto dell'esplorazione. Stava annotando un commento, a fianco di un grafico, sul fatto che Laerte III fosse tanto vicino all'invisibile linea di divisione tra lo spazio controllato dalla Terra e quello controllato dai Rull; e diceva che la scoperta di quel pianeta da parte dell'uomo era già, in sé, una grossa vittoria nella guerra tra Rull e umani.

Citazioni[modifica]

  • È semplicemente impossibile combattere in maniera efficiente con metà corpo o metà anima. Bisogna dare tutto. (p. 51)

Explicit[modifica]

Sarebbe tornato a Carson Planet come massima autorità sugli alieni, non solo per ciò che concerneva gli erzwal, ma anche, come si verificò in seguito, in perfetta coerenza col suo nuovo titolo, come negoziatore dell'Uomo coi Rull.
E dopo che accaddero queste cose, la guerra galattica tra Rull e umani ebbe fine.

[Alfred Elton van Vogt, Il Rull (The Rull, 1948), traduzione di Vittorio Curtoni, Urania 1402, Mondadori]

Incipit di alcune opere[modifica]

Crociera nell'infinito[modifica]

Coeurl vagava in cerca di preda. La notte oscura, illune e quasi senza stelle, cedeva riluttante il posto ad un'alba rossastra, desolata, il cui chiarore avanzava strisciando sul terreno alla sua sinistra. La smorta luce nascente non dava alcun senso di prossimo calore. Sotto di essa si delineava a poco a poco un paesaggio d'incubo.

Gli uomini ombra[modifica]

Il Tenente Morton Cargill uscì barcollando dal bar. Si fermò e si voltò cercando istintivamente un appoggio: in quel momento, dalla porta dello stesso bar uscì precipitosamente una ragazza che per poco non gli cadde addosso.
Si sostennero a vicenda mantenendosi in equilibrio precario, ma fu lei a riprendersi per prima. Mormorò:
«Ricordati che mi hai promesso di accompagnarmi a casa».
«Uhm!», brontolò Cargill e fece per aggiungere: «Ma se non ti ho mai vista prima!».

Il cervello trappola[modifica]

Il Presidente dei Maestri di Gruppo disse gravemente:
«E ora passiamo a esaminare il caso di Wade Trask, imputato di sedizione.»
David Marin si morse le labbra.
Fino a quel momento aveva seguito svogliatamente le parole di John Peeler che già da un anno cercava di convincere i membri dell'Assemblea sulla necessità di modificare le leggi riguardanti l'organizzazione femminile in seno al Gruppo. Che John Peeler avesse un debole per una certa ragazza, e che lo scopo principale del progetto di modifica fosse quello di sottrarre la ragazza alla concorrenza degli altri membri del Gruppo, era ormai un segreto di Pulcinella, e Marin si era subito disinteressato alla questione. Ma adesso si fece attento. Il caso di Wade Trask, imputato di sedizione, lo interessava particolarmente.

Il segreto degli Slan[modifica]

La mano di sua madre, che stringeva la sua, sembrava di ghiaccio. Mentre camminavano di buon passo per la strada, la paura che lei provava si trasformava in una soffocata ma rapida pulsazione che dalla sua mente si trasferiva a quella di lui. Centinaia di altri pensieri battevano alla sua coscienza, provenendo dalla folla che scorreva da una parte e dall'altra, e dall'interno degli edifici che costeggiavano. Ma solo i pensieri di sua madre erano chiari e coerenti... e pieni di timore.

L'astronave fantasma[modifica]

DA: Istituto di Embriologia Galattica – Sezione D.A.
A: Tutto il personale delle forze di invasione.
OGGETTO: Donne della razza umana.
URGENTE
Si fa osservare che vi è un crescente interesse all'argomento indicato in oggetto. Gran parte dei gruppi galattici, che hanno usufruito saltuariamente dei nostri servizi, hanno deciso di ampliare il loro impegno nei riguardi della terra ed il nostro tentativo di conquista sta per avere inizio.

L'ultima fortezza della Terra[modifica]

Non avrebbe osato!
Improvvisamente la notte divenne una cosa fredda e avvolgente. La riva dell'ampio fiume nero gorgogliava perversamente ai suoi piedi come se, ora che aveva cambiato idea, avesse fame di lei.
I piedi le scivolavano sul terreno umido e inclinato; e i suoi pensieri si confondevano nella paura insensata che dalla notte uscissero cose che cercavano di annegarla, contro la sua volontà.

La Strega[modifica]

Da dove era seduto, seminascosto dal ruvido contorno dei cespugli, Marson osservava la vecchia. Da diversi minuti aveva ormai smesso di leggere. L'aria del pomeriggio lo avvolgeva tutto intorno, immobile. Perfino lì, con l'intera scogliera che lo separava dalla lingua scintillante di mare che s'insinuava tra le rocce giù in basso, il calore era qualcosa di materiale che picchiava senza pietà.

Bibliografia[modifica]

  • A.E. van Vogt, Il Rull (The Rull, 1948), traduzione di Vittorio Curtoni, Urania 1402, Mondadori, 2000.
  • A.E. van Vogt, Crociera nell'infinito, traduzione di Sergio Sué, Mondadori, 1979.
  • A.E. van Vogt, Gli uomini ombra, traduzione di Gemma Bianchi, Mondadori, 1958.
  • A.E. van Vogt, Il cervello trappola, traduzione di Gemma Bianchi, Mondadori, 1958.
  • A.E. van Vogt, Il segreto degli Slan, traduzione di Augusta Mattioli, Mondadori, 1953.
  • A.E. van Vogt, L'astronave fantasma, traduzione di Piero Bona Veggi e Enrica Viziale, Casa Editrice MEB, 1979.
  • A.E. van Vogt, L'ultima fortezza della Terra, traduzione L. Morelli, CELT, 1964.
  • A.E. van Vogt, La Strega, traduzione di Gianni Pilo, in "Storie di streghe", a cura di Gianni Pilo, Newton & Compton, 1996. ISBN 8881834480

Altri progetti[modifica]

Opere[modifica]