Ambrogio Donini

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Ambrogio Donini (1903 – 1991), storico e politico italiano.

Breve storia delle religioni[modifica]

  • Per il credente e per lo storico confessionale, qualunque sia il tipo di culto al quale si riferiscono, la linea di demarcazione è sempre questa: la mia religione è la sola vera, tutte le altre sono false.
  • Tutto è egualmente naturale e soprannaturale, per il primitivo; nulla è realmente «miracoloso» o tutto è ugualmente tuffato nel prodigio.
  • Non è la religione che ha creato l'idea del puro e dell'impuro, del sacro e del profano, del lecito e del proibito; è la pratica sociale che ha suscitato di riflesso il mondo dei riti e dei miti che vanno sotto il nome «cose sacre» («tabù» per i non iniziati).
  • La venerazione dell'animale-antenato a poco a poco si dissolve nel culto del dio personale.
  • Il rituale cristiano è pieno di riferimenti simbolici a tutta una serie di animali, che sono entrati a far parte dell'arte, della poesia, della liturgia e non di rado della stessa elaborazione teologica.
  • Occorre abbandonare la vecchia idea del passaggio dell'umanità alla credenza in un solo dio grazie a un processo di spiritualizzazione o di razionalizzazione. Le radici del monoteismo non vanno cercate nella morale o nella ragione, ma nelle condizioni reali degli uomini e nella loro transizione da un tipo di società all'altro.
  • La questione dell'ispirazione divina della Bibbia, che storicamente non ha alcun senso, è fuori discussione per i credenti. Ogni religione ha i propri scritti «rivelati».
  • Per milioni e milioni di schiavi l'illusione della redenzione celeste si sostituisce alla speranza della liberazione terrena. […] L'intero mito cristiano della salvezza è già racchiuso in questa formula. Essendo l'uomo peccatore, e incapace di salvarsi pagando alla divinità il prezzo del proprio riscatto, interviene un «redentore», il quale lo paga per lui con la sua passione e il suo sangue: la funzione del Cristo è quella di essere il prezzo di «riscatto per molti».
  • Il dio dei misteri è quasi sempre un deus patiens, che patisce e muore di morte violenta, come il Cristo dei vangeli.
  • L'idea del «regno di Dio» si è sempre più spiritualizzata, sino a divenire l'equivalente di una ricompensa individuale dopo la morte, o ad identificarsi con la chiesa stessa, nel suo cammino nel mondo.
  • Sbaglierebbe però chi volesse fare di Confucio un pensatore ateo o razionalista: la religione non consiste soltanto nel credere in esseri soprannaturali, ma nel fare affidamento su forze estranee all'uomo, su vincoli che la società nel suo sviluppo ha sacralizzato, per mantenere intatti determinati rapporti di sottomissione.
  • L'Islam vede la religione come un modo di vivere, un insieme di comportamenti, una legge, un ideale politico; mancano invece quasi del tutto quelle connotazioni strettamente sacerdotali e liturgiche, che appaiono essenziali alla nostra idea di religione.

[Ambrogio Donini, Breve storia delle religioni, Newton Compton, Roma 1991]

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