André Aciman

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André Aciman (1951 – vivente), scrittore statunitense.

Indice

[modifica] Chiamami col tuo nome

[modifica] Incipit

«Dopo!» La parola, la voce, il modo.
Non avevo mai sentito nessuno salutare così. Il suo Dopo! suonava duro, secco e sbrigativo, pronunciato con la velata indifferenza di chi non si preoccupa più di tanto se ti rivedrà o risentirà.
È la prima cosa che mi ricordo di lui, lo sento ancora oggi. Dopo!
Chiudo gli occhi, dico quella parola e mi ritrovo in Italia, tanti anni fa, cammino lungo il viale alberato, lo guardo scendere dal taxi, camicia celeste svolazzante aperta sul davanti, occhiali da sole, cappello di paglia, pelle ovunque. All'improvviso mi stringe la mano, mi passa lo zaino, scarica la valigia dal bagagliaio e mi chiede se mio padre è in casa.
Chissà, forse è iniziato tutto in quel preciso istante: la camicia, le maniche rimboccate, i talloni arrotondati che entravano e uscivano dalle espadrillas consunte, ansiosi di saggiare la ghiaia calda del vialetto che portava a casa nostra, chiedendosi a ogni passo: «Dov'è la spiaggia?»
L'ospite dell'estate. L'ennesima scocciatura.

[modifica] Citazioni

  • Mi basta alzare lo sguardo e trovarlo lì, crema solare, cappello di paglia, costume da bagno rosso, limonata. Sì, Oliver, alzare lo sguardo e trovarti lì. Perché troppo presto arriverà il giorno in cui alzerò lo sguardo e non ci sarai più.
  • Chi legge lo fa per nascondersi. Per nascondere chi è realmente. E chi si nasconde non sempre si piace.
  • [...] tra di noi c'era la totale trasparenza che può esserci solo tra amici. Forse eravamo prima amici e poi amanti. Ma allora forse essere amanti vuol dire proprio questo.
  • La maggior parte di noi non riesce a fare a meno di vivere come se avesse a disposizione due vite, la versione temporanea e quella definitiva, più tutte quelle che stanno nel mezzo. Invece di vita ce n'è una sola, e prima che tu te ne accorga ti ritrovi col cuore esausto e arriva un momento in cui nessuno lo guarda più, il tuo corpo, e tantomeno vuole avvicinarglisi.
  • Mi resi conto che eravamo in un tempo preso in prestito, che il tempo è sempre in prestito e che la banca che ce l'ha concesso viene a riscuotere la rata proprio quando siamo meno preparati a pagare e, anzi, ce ne servirebbe dell'altro.
  • Il tempo ci rende sentimentali. Forse, in fin dei conti, è colpa del tempo se soffriamo.
  • Questa cosa che quasi non fu mai ancora ci tenta.
  • Facevamo finta di niente. Parlavamo di tutto fuorché di quello. Ma l'abbiamo sempre saputo, e che adesso non dicessimo nulla era un'ulteriore conferma. Avevamo trovato le stelle, tu e io. E questo capita una volta sola nella vita.

[André Aciman, Chiamami col tuo nome, traduzione di Valeria Bastia, Guanda, 2008.]

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