André Breton

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André Breton

André Breton (1898 – 1966), scrittore francese.

  • Il meraviglioso è sempre bello, anzi, solo il meraviglioso è bello. (dal Manifesto del surrealismo)
  • L'amore, è sempre davanti di voi. Amate! (da Le Surréalisme et la Peinture)
  • L'astrologia, secondo me, è una grande signora, molto bella e venuta così da lontano che non posso fare a meno di sottomettermi al suo fascino. (da Astrologie moderne n. 12, 1954)
  • L'ispirazione poetica, in Lautréamont, si offre come il prodotto della rottura tra il buon senso e l'immaginazione, rottura consumata per lo più a favore di quest'ultima e ottenuta grazie a un'accelerazione volontaria, vertiginosa dell'elocuzione. (dall'introduzione a Lautréamont/Ducasse Opere Complete, Corti, 1953)
  • La bellezza sarà convulsiva o non sarà. (da Nadja)
  • Laddove la dialettica hegeliana non funziona, per me non c'è né pensiero né speranza di verità. (da Entretiens, Gallimard, Parigi, 1952, p. 152)
  • Le soluzioni immaginarie sono il vivere e il cessare di vivere. L'esistenza è altrove. (dal Manifesto del surrealismo)
  • [Su Georges Bataille] Mi diverte del resto pensare che non si possa uscire dal surrealismo senza incappare in Bataille, tanto è vero che il disgusto per il rigore non può tradursi se non in una nuova sottomissione al rigore.
    Con Bataille, niente che non si sappia a memoria; assistiamo a un ritorno offensivo del vecchio materialismo antidialettico che tenta, questa volta, di farsi gratuitamente largo attraverso Freud...
    Il caso di Bataille presenta questo aspetto paradossale, e per lui imbarazzante, che la sua fobia dell' "idea", dal momento in cui si propone di comunicarla, non può che prendere piega ideologica...
    Lui che nelle ore del giorno, percorre antichi e talvolta allettanti manoscritti con caute dita di bibliotecario (com'è noto esercita questa professione alla Bliotèque Nationale) si pasce la notte delle immondizie di cui, a propria immagine, vorrebbe vederli pieni... (tratto da L'azzurro del cielo di Georges Bataille, Einaudi, 2008, p. 148 e ripreso a sua volta da Manifestes du Surréalisme di André Breton, trad. it. L. Magrini Manifesti del Surrealismo, Einaudi, 1966 e 1987)
  • Non serve a niente essere vivi, se bisogna lavorare. (da Nadja)
  • [A proposito di I Canti di Maldoror] Quest'opera è apocalisse definitiva: tutto ciò che, nel corso dei secoli, si penserà e s'intraprenderà di più audace è qui formulato in anticipo, nella sua magica legge. (dall'introduzione di Lautréamont/Ducasse Opere Complete, Corti, 1953)

Incipit del Manifesto del surrealismo[modifica]

Tanto va la fede alla vita (alla vita reale, s'intende, con ciò che essa ha di più precario), che alla fine questa fede si perde.
[citato in Fruttero & Lucentini, Íncipit, Mondadori, 1993]

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