André Maurois

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André Maurois, pseudonimo di Émile Salomon Wilhelm Herzog (1885 – 1967), scrittore francese.

  • Ci sono persone per le quali la verità pura è veleno. (da Ariel)

Indice

[modifica] Senza fonte

  • Gli affari sono una combinazione di guerra e divertimento.
  • Il romanzo veramente buono... tende ad essere l'esatto negativo della vita del suo autore.
  • La modestia e l'altruismo sono qualità che gli uomini dichiarano ma non praticano.
  • La conversazione sarebbe assai migliorata dall'uso costante di due parole: non so.
  • La parte difficile, in una discussione, non è difendere la propria opinione, quanto conoscerla.
  • Le menti di differenti generazioni sono tanto impenetrabili l'una all'altra quanto le monadi di Leibniz.
  • Non è sufficiente essere spiritosi: bisogna anche avere abbastanza spirito per evitare di averne troppo.
  • Quello che gli uomini fanno più fatica a perdonarti è il male che hanno detto di te.
  • Un matrimonio ben riuscito è un edificio che ogni giorno deve essere ricostruito.

[modifica] La prima "Lady" stregata da Byron

[modifica] Incipit

Tutta Londra non parlava che di lui. Folle di illustri personaggi sollecitavano una presentazione, o lasciavan biglietti da vidita. A Saint-Jame's Street le carrozze ferme dinanzi alla sua porta impedivano la circolazione. Nella vetrina d'un libraio era esposta una copia del Giovane Aroldo che la principesa Carlotta, figlia del Reggente, aveva fattorilegare. Il Reggente stesso volle conoscere Byron, e a lungo lo intrattenne sui poeti e sulla poesia. Nei pranzi di Mayfair il mormorio delle cpnversazioni non era altro ormai che un assiduo «Byr'n, Byr'n» ripetuto all'infinito.

[modifica] Citazioni

  • Ogni stagione aveva il suo uomo del giorno, sia politico, sia militare, sia letterario; Byron fu l'uomo del giorno senza rivali delle serate eleganti del 1812.
  • Lady Roseberry, conversando con lui sulla soglia d'una camera, sentì d'un tratto il cuore batterle con tale violenza che appena riuscì a spiccicar parola. E lui, che aveva già compreso l'effetto prodotto, saggiava su quella donna il potere affascinante del suo «vagheggiare sottecchi».
  • Pazzo? Malvagio? Né l'uno né l'atro: ma pericoloso a conoscersi, sì certo. Diffidente prima di tutto; spirito ferito sempre armato in difesa. Non ci srebbero state più donne che lo avrebbero fatto soffrire; conosceva ormai quel che sono le donne e come bisogna trattarle.
  • Lady Carolina era capricciosa, soggetta a scatti di furore violenti, e così mutevole d'umore che a volte veniva fatto di pensare a una vera e propria forma di pazzia. Fino a quindici anni non le avevano insegnato nulla; poi, tutt'a un tratto, lei scoprì il greco, il latino, imparò la musica, il francese, l'italiano, dipinse, recitò, disegnò, fece caricature, sì da diventare in pochi anni una delle giovani dame più originali di Londra.
  • Ella si paragonava al girasole che «una volta contemplato in tutto il suo splendore il sole vivido e senza nubi che per un momento ha consentito a illuminarlo, non può più pensare per tutto il resto della sua esistenza che un minore oggetto possa esser degno del suo culto e della sua ammirazione».
  • La fece sua con un sangue freddo perfetto. Byron fu per Carolina un amante detestabile, severo, che giudicava senza illusioni, con quel realismo spietato e disincantato che era, quando egli non amava, la forma naturale del suo carattere.

[André Maurois, La prima "Lady" stregata da Byron , traduzione di Aldo Gabrielli; citato in Storia Illustrata, Anno II, N. 1, Arnoldo Mondadori Editore]

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