Andrea Carraro
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Andrea Carraro (1959 – vivente), scrittore italiano.
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[modifica] Incipit di alcune opere
[modifica] Botte agli amici
Non sono un critico, ma sono un uomo a cui piace moltissimo giudicare. Direi che esercitare il giudizio risponde a un'esigenza della mia anima. Qualcuno dice che il giudizio di valore sia il primo atto di ogni processo conoscitivo. Non so se questo è vero fino in fondo, ma vorrei che lo fosse. Le recensioni che qui raccolgo sono per la gran parte uscite su l'Unità negli anni Novanta in una rubrica che si chiamava 'Italiani'. Le altre, di lunghezze diverse, anche brevissime, sono apparse su Il Messaggero, su Diario e altre testate in un'epoca compresa fra il 1990 e il 2004.
[modifica] Il branco
Un fischio da pecoraro e Raniero accosta al bordo della strada. È Bruno, tutto in ghingheri per le nozze d'argento dei suoi vecchi. Indossa un gessato lucido e scarpe di vernice. Lo squadra compiaciuto da capo a piedi senza scendere dalla vespa: il doppiopetto abbondante, la cravatta grigioperla quasi fosforescente, i folti capelli impomatati con la scriminatura in mezzo:
– Gajardo! Pari Ar Pagino...
– Te piacio?
Si mette in posa, fa la parodia della checca: la testa reclinata sulla spalla, mezza lingua di fuori, gli occhi palpitanti.
– Te fai vede ar bare dopo?
– Macché... 'Namo a magna' a Tivoli...
– Proprio oggi che vincemo e c'a Roma scaja...
– Magara... Aoh, rompetece i cojoni ar romano pure pe' me...
– Contece... Addo' annate... Da Gina?
– Sine...
Riparte a razzo cantando a squarciagola il nuovo pezzo di Eros. C'è ancora tempo, decide per un altro giro. La vespetta rossa che ringhia scoppietta lungo il Corso assolato battuto da decine di motorini e motociclette in un canaio infernale. Fa su e giù due o tre volte, sbirciando vago con la coda dell'occhio lo struscio sul marciapiedi. Poi devia nell'interno, sale per erte straducole, raggiunge le ultime propaggini abitate del paese e prosegue ancora, per piste polverose scavate fra orti, discariche, uliveti, campi sparsi di massi rocciosi. Giunto ai piedi del Monte Gennario, si arresta e controlla l'ora. Si caccia una sigaretta in bocca. Solleva la testa verso il ciclopico e brullo versante della montagna, di cui non si vede la cima. Fa qualche tirata e infine, lentamente, ridiscende verso il centro del paese.
[modifica] Bibliografia
- Andrea Carraro, Botte agli amici, Alberto Gaffi editore in Roma, 2005.
- Andrea Carraro, Il branco, Alberto Gaffi editore in Roma, 2005.
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