Andrea Zanzotto
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Andrea Zanzotto (10 ottobre 1921), poeta e scrittore italiano.
- Provavo qualcosa di infinitamente dolce ascoltando cantilene, filastrocche, strofette (anche quelle del "Corriere dei Piccoli") non in quanto cantate, ma in quanto pronunciate o anche semplicemente dette, in relazione a un'armonia legata proprio al funzionamento stesso del linguaggio, al suo canto interno.
- Quando ancora non lo conoscevo [Vittorio Sereni] e restavo quasi a bocca aperta, stordito dai rispecchiamenti, dalle fioriture, dal candore, dai misteri della sua Frontiera (e pensavo: ma allora lui ha già detto tutto, di me, di noi, proprio di questi giorni e attimi...) mentre la leggevo portandola con me in treno sotto le armi. (da Per Vittorio Sereni, 1991, in Scritti sulla letteratura, a cura di Gian Mario Villalta, Mondadori)
- Questa silloge vuol essere soltanto uno speciem di lavori in corso, che hanno un'estensione molto più ampia. Si tratta quasi sempre di "incerti frammenti", risalenti a tutto il periodo successivo e in parte contemporaneo a Idioma (1986). Non tutti sono datati e comunque sono qui organizzati provvisoriamente per temi che sfumano gli uni negli altri o in lacune, e non secondo una sequenza temporale precisa, ma forse "meteorologica. (Nota finale in Meteo, Donzelli)
- Sappiate scrivere ma non leggere, non importa. (da L'elegia in petèl, in La beltà, Mondadori)
- Sono andato laggiù col fiume, | in un momento di noia le barche | le reti si sono lasciate toccare, | ho toccato la riva con mano. (da Atollo, in Dietro il paesaggio, Mondadori)
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