Andy Murray

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Andy Murray nel 2011

Andrew "Andy" Murray (1987 – vivente), tennista britannico.

Citazioni di Andy Murray[modifica]

  • [Riferito alla finale dell'US Open 2012, il primo slam vinto dallo scozzese] È stata una partita incredibilmente difficile. Liberazione è forse la parola migliore per descrivere questo momento.[1]
  • Lavoro duro, e continuerò a farlo. Non è che però non dormo se non vinco una finale Slam. Sarà dura per alcuni giorni, questo è certo. Ma voglio provare a vincerne uno, certamente. Se non succede però non succede. Lavorerò sodo, mi alleno duramente, prendo il tennis molto seriamente. Ma amo anche la mia vita al di là del tennis, forse anche per questo quest'anno la prendo meglio; perché sono molto, molto felice fuori dal campo. Mi diverto.[2]
  • [Su LeBron James] Lui è un fenomeno però per molti anni non ha vinto nulla di importante, anche se è andato spesso vicino alla vittoria. Posso dire di essere in una situazione simile.[3]
  • [Dopo la finale degli Australian Open 2010, rivolgendosi al pubblico televisivo inglese] Mi dispiace di non aver vinto per voi. Posso piangere come Roger, ma non riesco a giocare come lui.[4]
  • [Su Tim Henman] Ne ho visti un po' di suoi match negli ultimi anni della sua carriera ed il supporto era fantastico. Credo che giocare davanti al pubblico di casa sia sempre un gran vantaggio, in ogni sport. Molte persone dicono che giocare qui a Wimbledon non lo sia, ma non capisco perché allora sia un vantaggio giocare in casa in sport come il football o basket. Il tennis è la stessa cosa. Hai 15000 persone che tifano per te. Tim sono sicuro che ha giocato il suo miglior tennis qui ed il pubblico ha sicuramente una parte di responsabilità.[5]
  • Penso che molte delle mie frustrazioni passate fossero causate da una scarsa concentrazione. Ora passo meno tempo attorno ai campi, meno tempo a guardare tennis in televisione e cerco maggiormente di avere una vita fuori dal campo, cosa che per me sta facendo la differenza. Ora in partita mi diverto anziché essere uno scocciatore.[6]
  • Penso di essere una brava persona. Sono gentile con tutti. Quindi solo il fatto che ogni tanto sia negativo in campo mi rende cattivo? Non penso.[7]
  • Per mesi e mesi, non riuscivo a camminare, per strada, senza guardarmi continuamente intorno, e alle spalle. Dovettero passare quattro o cinque anni, perché riuscissi ad accettare quel che era accaduto. Ecco perché non posso prendermela per una palla in rete. [8]
  • [Su Ivan Lendl] Quando assiste ai miei match o siamo in allenamento è molto serio e non scherza. Ma è diverso nei momenti in cui, per esempio, mangiamo insieme o ci troviamo fuori dal campo. In queste occasioni è molto sorridente. Il modo in cui ci si comporta in campo non riflette necessariamente il carattere di qualcuno. Penso sia una persona molto piacevole ed è divertente stare con lui.[9]
  • [Riferito alla vittoria dell'US Open 2012] Quando ho servito sul 5-2 ho capito quanto fosse importante quel momento per il tennis britannico, molte volte mi sono sentito chiedere "vincerai mai uno Slam?" Sono molto felice di averlo fatto finalmente. Prima dell'inizio del quinto set mi sono detto che ormai mancava solo un set: dovevo dare tutto, non volevo avere rimpianti.[1]
  • [Riferito alla finale dell'US Open 2012] Sono molto felice di aver vinto, perdere anche oggi dopo essere stato avanti due set a zero sarebbe stata molto dura. È stato difficile persino da credere, ho perso molte finali e iniziavo a chiedermi se mai avessi potuto vincere.[1]
  • Vorrei non ci fossero momenti nel match in cui sono molto negativo e questo è un aspetto che ho cercato di migliorare. Ma fa parte della mia personalità l'essere emotivo. Non è qualcosa che può sempre essere controllata. Forse mi ha creato problemi in passato ma ci sto provando. Non posso sempre pensare "Oh Andy, puoi fare molto di meglio". Non è sempre possibile controllare le proprie emozioni.[7]

Citazioni in lingua originale[modifica]

  • [Riferito al suo prize money di 10 milioni £] È una cifra incredibile e sono molto fortunato a guadagnare praticando uno sport, facendo qualcosa che faccio da quando ero un bambino. Sono cosciente di ciò quando non gioco, penso a come investire i soldi, la cosa giusta da fare con essi. Ma quando sei sul campo, non è certo il pensiero del denaro a renderti nervoso. Sto giocando per la storia, per vincere Queen's o altri tornei; questo è ciò che ti da la carica. Restituirei tutto il mio prize money pur di vincere Wimbledon.
It's an incredible amount and I'm very lucky to earn that for playing a sport, for doing something I have been doing since I was a kid. I'm conscious of it when I'm not playing, I think of how to invest my money, the right things to do with it. But when you're on the court, it's not the thought of money that makes you nervous. I'm playing for history, to win Queen's, or other tournaments; that's what gets you fired up. I'd pay all the prize money back to win Wimbledon.[10]

Citazioni su Andy Murray[modifica]

Andy Murray nel 2010
  • Andy deve guardare a come ha battuto questi giocatori in precedenza e proseguire con quel piano, con il suo modo di giocare a tennis. Perché questo è il modo di battere questi giocatori – facendoli giocare un tipo di tennis che non vogliono giocare. Andy ha già battuto i migliori giocatori al mondo, lo sa come si fa e penso che debba essere semplicemente testardo e dire "Guarda, io giocherò il mio tennis. Se il mio avversario mi batterà, allora vuol dire che lui è troppo forte". (Michael Chang)
  • Andy ha grandi abilità e la sua mobilità è fantastica, ancora meglio sull'erba. Resta un ottimo ribattitore. Il suo più grande problema è vincere sei set contro due dei top-3. (Brad Gilbert)
  • Andy ha le migliori mani dai tempi di McEnroe, può fare cose che gli altri non possono. (Mats Wilander)
  • Ci sarà un'eccessiva pressione su Murray da parte dei media britannici e del pubblico, che per tutti questi anni sono stati affamati in attesa di un campione. Quando giocavo, Wimbledon non cominciava sui giornali britannici, o in televisione, fino a quando non venivano fuori tutti i giocatori britannici. Posso dire con ironia, che da americano ero un po' invidioso del fatto che avessero un'intera nazione alle loro spalle. (Jimmy Connors)
  • È difficile giocare contro un avversario di cui non conosci bene lo stato di forma, d'altra parte tutto questo non è un bene per lo stesso Murray, oltre che per noi. Ci sono momenti in cui si muove a stento, poi chiama il trainer e scatta come un gatto: è una situazione che non piace, e negli spogliatoi se ne parla dall'inizio del Roland Garros. Forse in questo modo si vuole togliere pressione, ma penso che questo modo di fare vada contro il suo grande talento, mi dispiace. (Tommy Haas)
  • Era a inizio carriera, un bambino alle prime armi, ma c'era in lui quello che appare adesso manifesto: le capacità geometriche, la buona mano, la dote non comune di trascinare il pubblico. Il suo limite era il fisico, dopo due set era cotto. Oggi no, oggi – dopo una cura di sushi e spinaci Braccio style- è il quarto del mondo. Il suo primo Slam è solo questione di mesi. A volte gioca ricordando Mecir, a volte si fa pavido rammentando il peggior Wilander. Ma ha carattere. Anche troppo: personaggio vero, amato e odiato. È lui, non Djokovic, quello che più merita il ruolo del Cattivo. Perché non insegue, a differenza del situazionista del medical time out Djokovic, il plauso unanime. Lui ama dispiacere, riuscendoci alla grande. Murray è respingente in tutto quello che fa e mostra: nella pettinatura da comparsa di Dario Argento, nei denti aguzzi da Vampiro. In quelle urla virulente. Nelle espressioni mefistofeliche. (Andrea Scanzi)
  • Il primo torneo è probabilmente il più difficile da vincere, ma Andy non deve permettere che gli Inglesi lo considerino un fallito, cosa che certamente non è. So che Inglesi e Britannici vogliono che vinca tornei del Grande Slam, e lui è ad un passo dal vincere il primo. (Rod Laver)
  • Nato, per cominciare, in una Scozia vivamente regionalista, capace lui stesso di rivendicarne la diversità, è stato spesso considerato nei giorni neri "Scozzese", in quelli felici "Inglese". Figlio di mamma ciecamente determinata alla sua affermazione (insomma, un mammo), ha trascorso gli anni formativi in Spagna, uscendone con uno stile certo più simile ad un arrotino che ad un giardiniere. Nato con un manina benedetta, non manca certo di lucidità tattica, di qualità che lo portarono, lo scorso anno, ad una finale dello US Open in cui l'accumulo di stanchezza non gli consentì di competere con Federer. (Gianni Clerici)

Note[modifica]

  1. a b c Citato in Emiliano Pozzoni, La "liberazione" di Murray "Non potevo perdere ancora", Gazzetta.it, 11 settembre 2012.
  2. Citato in Intervista a Andy Murray, Ubitennis.com, 30 gennaio 2011.
  3. Citato in Francesco Rio, Murray: “Io come Lebron James”, Ubitennis.com, 5 luglio 2012.
  4. Citato in Bud Collins, traduzione di Alberto Giorni, Federer si riprende la corona (Boston Globe), Ubitennis.com, 2 febbraio 2010.
  5. Da Andy Murray, intervista pre Wimbledon, Ubitennis.com, 20 giugno 2009.
  6. Citato in Piero Pardini, Citazioni a bordo campo, Ubitennis.com, luglio 2008.
  7. a b Dall'intervista "Non faccio mai la cosa giusta", traduzione di Bianca Mundo, Ubitennis.com, 26 giugno 2012.
  8. Il riferimento è a un trauma infantile subito da Andy. Quando aveva otto anni, infatti, nella sua scuola elementare di Dunblane si insinuò un folle, che uccise sedici dei suoi compagni e il maestro. Andy riuscì a salvarsi, rifugiandosi nell'ufficio della preside. Questa dichiarazione fu rilasciata da Andy nel 2004 al Glasgow Herald. (citato in Gianni Clerici, Murray: Il talento dopo l'orrore adesso lo scozzese vola, la Repubblica, 21 ottobre 2008)
  9. Citato in Laura Guidobaldi, Murray: "Lendl è piacevole, è molto divertente stare con lui", Ubitennis.com, 29 ottobre 2012.
  10. (EN) Citato in Malcolm Folley, Murray: I've got £10m in prize money but I'd pay it all back to win at Wimbledon, Daily Mail Online, 18 giugno 2011)

Voci correlate[modifica]

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