Angelo Scola

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Angelo Scola (1941 – vivente), presbitero, teologo e cardinale italiano, Patriarca di Venezia.

[modifica] Citazioni di Angelo Scola

  • Balthasar è stato un grandissimo cristiano, al quale la Provvidenza aveva dato doni straordinari di intelligenza veramente geniale, e di umiltà. Di lui, il cardinal de Lubac mi ha detto che aveva lo spirito del fanciullo. Realmente, incontrando Balthasar e lavorando spesso con lui, ho potuto toccare con mano questa straordinaria semplicità e innocenza, che rendeva la sua meditazione teologica penetrante e la sua vastissima cultura – "l'uomo più colto del XX secolo", ha detto de Lubach, interamente al servizio della missione e della testimonianza cristiana. (dall'intervista del 26.06.2008 alla Radio Vaticana)
  • La santità è il piacere che dura. (citato durante una catechesi per la GMG, Roma Agosto 2000)
  • Illimpidisci il nostro cuore, o Vergine Nicopeia, con la vittoria che è la fede, la fede del tuo popolo santo. Grazie! (Al termine della messa d'inizio del ministero pastorale a Venezia, 3 marzo 2002)
  • Lo Stato smetta di gestire la scuola e si limiti a governarla. Rinunci a farsi fattore propositivo diretto di progetti scolastici per lasciare questo compito alla società civile. (citato nel Corriere della sera, 16 luglio 2006, p. 1)
  • Non ciò che chiediamo ci è dato, ma tutto ciò che è dato ci corrisponde.  Se sai qual è la fonte di questa citazione, inseriscila, grazie. citazione necessaria
Affidati l'uno all'altra per riconoscersi in un solo Volto , L'Osservatore Romano, 3 giugno 2009
  • L'uomo/donna è la via attraverso cui ognuno di noi è inoltrato nel mistero della vita.
  • La differenza sessuale svela che l'alterità è una dimensione interna alla persona stessa, che ne segna la strutturale insufficienza, aprendola in tal modo al "fuori di sé".
  • Il disegno originario di Dio nel crearci sempre e solo come maschi o come femmine vuol educarci a capire il peso dell'"io" e il peso dell'"altro". La differenza sessuale si rivela così come una grande scuola. Si tratta di imparare l'"io" attraverso l'"altro" e l'"altro" attraverso l'"io".
  • Il nuovo è possibile perché l'incontro amoroso pone inevitabilmente all'uomo la domanda ontologica sulla propria origine. Potremmo dirla così: chi sono "io" che incontrando "te" incontro me stesso?
La vera laicità non teme la libertà religiosa, L'Osservatore Romano, 22 gennaio 2009
  • Alle due sfere pubblico-privato vanno sostituite le due dimensioni di individuo-comunità o persona-società.
  • Contrariamente alle profezie diffuse fino agli anni Ottanta – che pronosticavano la fine del sacro e la nascita di un mondo puramente mondano – le concezioni etiche e religiose, che poggiano su principi ritenuti irrinunciabili, sono più che mai presenti e attive sulla scena pubblica.
  • Il testimone – come ben ci indicano i martiri oggi ancora assai numerosi – non lede il diritto di nessuno.
  • La possibilità, offerta dal cristianesimo, ma suggerita anche da altre religioni, di valorizzare la polarità costitutiva individuo-società e persona-comunità non può non avere delle ripercussioni positive sulla sfera pubblica e sul rapporto tra Stato e religioni.
  • La risposta al fenomeno [del meticciato culturale] non si trova nel multiculturalismo che ha la pretesa di mettere nazionalità, culture e religioni le une affianco alle altre come tante identità isolate e giustapposte.
  • Le religioni non devono esprimersi nella società civile in forza di privilegi concessi dallo Stato, ma debbono operare soprattutto attraverso i corpi intermedi – la famiglia, la scuola, il quartiere, le associazioni – che sono i luoghi naturalmente deputati ad ospitare il loro apporto alla società plurale.
  • Una libertà religiosa rettamente intesa scardina inevitabilmente il drastico quanto irrealistico dualismo pubblico-privato tramandatoci dalla tradizione illuministico-liberale.

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