Arancia meccanica

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Arancia meccanica

Immagine Ambersweet oranges.jpg.
Titolo originale A Clockwork Orange
Lingua originale Nadsat, inglese
Paese Gran Bretagna
Anno 1971
Genere drammatico, fantascienza
Regia Stanley Kubrick
Soggetto Anthony Burgess (romanzo)
Sceneggiatura Stanley Kubrick
Attori
Doppiatori italiani

Arancia meccanica, film britannico del 1971 con Malcolm McDowell, regia di Stanley Kubrick.

Tagline
Le avventure di un giovane i cui principali interessi sono lo stupro, l'ultra-violenza e Beethoven.

Frasi[modifica]

  • Eccomi là. Cioè Alex e i miei tre drughi. Cioè Pit, Georgie e Dim. Eravamo seduti nel Korova milkbar arrovellandoci il gulliver per sapere cosa fare della serata. Il Korova milkbar vende " latte+ ", cioè diciamo latte rinforzato con qualche droguccia mescalina, che è quel che stavamo bevendo. È roba che ti fa robusto e disposto all'esercizio dell'amata ultraviolenza. (Alexander DeLarge)
  • Una cosa che non mi era mai piaciuta era la vista di un vecchio sporco sbronzo, che abbaia canzonacce care ai suoi padri e procede di rutto in rutto come se avesse tutta una lurida orchestra nelle sue putride budella. (Alexander DeLarge)
  • Fu nei paraggi del teatro abbandonato che ci imbattemmo in Billyboy e i suoi quattro drughi, si apprestavano a somministrare una lieve dose del dolce su e giù a una piangente giovane devočka catturata a questo scopo. (Alexander DeLarge)
  • Oh! oh! oh! Ma questo è il grasso puzzoso Billigoa de Billyboy in carne e ossa?! Come ti porti, tu, gonfia palla di grasso puzzolente, unto e bisunto? Ne gradiresti una nelle balle? Se di balle ne hai tu, gelatinoso eunuco! (Alexander DeLarge)
  • La Durango 95 filava molto karascho, con piacevoli vibrazioni trasmesse al basso intestino. Ben presto alberi e buio fratelli, vero buio di campagna. (Alexander DeLarge)
  • Folleggiammo alquanto con altri viaggiatori della notte da autentici sbarazzini della strada, poi decidemmo che era ora di eseguire il numero "visita a sorpresa": un po' di vita, qualche risata e una scorpacciata di ultraviolenza. (Alexander DeLarge)
  • Guarda bene fratellino, guarda bene! (Alexander DeLarge a Mr Alexander, prima di stuprare sua moglie)
  • Ci sentivamo dunque leggermente strapazzati e infiacchiti, per via del fatto di aver usato alquanta energia vitale, o fratellini; perciò, riceduta la vettura, ci fermammo al Korova per rinfreschi. (Alexander DeLarge)
  • C'era qualche sofista della tv che ha gli studi lì vicino, a ridere e gavottare fra loro. La devočka sorrideva del tutto incurante dei grandi guai del mondo. E poi il disco nello stereo smiagolò nel nulla, e nel breve silenzio prima del disco seguente, eccola lanciarsi in un'esibizione di bel canto. E per un momento, o fratelli, un usignolo era entrato nel milkbar. E tutti i più malenchi peli del mio intero plott si drizzarono dall'emozione; e brividi su e giù, come malenche lucertoline, su e giù. Perché l'aria io la sapevo. Era un pezzo della gran nona del Ludovico Van. (Alexander DeLarge)
  • Era stata una magnifica serata e, per un finale perfetto, quel che ci voleva era un tocco del gran Ludovico Van. (Alexander DeLarge)
  • Oh deliziosa delizia e incanto. Era piacere impiacentito e divenuto carne. Come piume di un raro metallo spumato, o come vino d'argento versato in nave spaziale. Addio forza di gravità, mentre slusciavo... quali visioni incantevoli! (Alexander DeLarge)
  • Stai attento. Stai bene attento, oh Dim, se della vita la continuazione a cuor ti sta. (Alexander DeLarge)
  • Doobidoob. Forse un po' stancuccio. Meglio chiuderla la bocca. Il buon lettuccio chiama adesso. Andiamocene a casuccia a farci un po' di spatchka. ...Right right? (Dim)
  • Cosa c'hai dove abiti sorellina per ascoltare quei tremoli piatti sonori? Scommetto che hai solo un povero piccolo patetico portatile da pic nic! Venite dallo zio a sentirli per bene! Ho gli arcangeli con le trombe e i diavoli coi tromboni, ambedue siete invitate! (Alexander DeLarge)
  • Mentre camminavamo lungo la baia del cemento abitato, ero calmo di fuori, ma dentro pensavo: allora adesso chi comanda è Georgie. Decide cosa si deve fare, cosa non fare, e Dim è il suo tonto digrignante bulldog. E d'un tratto capii che il pensare è per gli stupidi, mentre i cervelluti si affidano all'ispirazione, e a quello che il buon Bog manda loro. La musica mi venne in aiuto. C'era una finestra aperta con uno stereo, e seppi subito che cosa fare. (Alexander DeLarge)
  • Non avevo tagliato cavi o tubature principali, e così, con l'aiuto di un tashtook pulito, il fiotto rosso del krovvy fu fermato, e non ci volle molto a ricoverare i due feriti nel seno del Duca di New York. Ora sapevano chi era il signore e padrone. "Pecore" pensavo. Ma un vero leader sa quando concedere e mostrarsi generoso agli inferiori. (Alexander DeLarge)
  • A dir l'onesta verità, madame, io prendo parte ad un concorso internazionale studentesco, per chi riesce a smerciare più copie dell'enciclopedia a puntate. (Alexander DeLarge)
  • Inutile star lì a sperare, fratellini. Io non dico una sola solitaria slovo se non c'è qui il mio avvocato. Conosco la legge, bastardi. (Alexander DeLarge ai poliziotti)
  • E quando arriva il sesto, settimo malcicco, che grigna, ride, e poi lo infila; inizio a sentire un po' di nausea. (Alexander DeLarge)
  • Avevo letto tutto sul supplizio e la corona di spine. E mi vedevo a prender parte e magari al comando della flagellazione e della crocifissione. Tutto vestito all'ultima moda romana. Non mi era piaciuta l'ultima parte della Bibbia perché è quasi tutta predica e non c'è vera lotta e non c'è più tanto su e giù. A me piacciono le parti in cui quei vecchi ebrei si picchiano di santa ragione e poi sturano alcune bottiglie di israeliano e si infilano a letto con le damigelle delle mogli. Io ci campavo su quel libro. (Alexander DeLarge)
  • Io voglio essere buono. Voglio essere, per il resto della mia vita, solamente un atto di bontà. (Alexander DeLarge)
  • È buffo come i colori del vero mondo diventano veramente veri soltanto quando uno li vede sullo schermo. (Alexander DeLarge)
  • Be', io me ne vado via! Non mi rivedrete mai più qua! Me la cavo da solo! Vi ringrazio molto, e che vi pesi sempre sulla coscienza! (Alexander DeLarge ai suoi genitori)
  • [Alla fine del film] Ero guarito. Eccome! (Alexander DeLarge)

Dialoghi[modifica]

  • Madre di Alex: Alex! Alex! Alex!
    Alexander DeLarge: Che cosa vuoi?
    Madre di Alex: Le 8 passate, Alex. Fai tardi per la scuola, figlio mio!
    Alexander DeLarge: Mi fa male il Gulliver, ma'. Lasciami in pace, dormendo mi passa. In modo che per il pom sarò in piena forma.
    Madre di Alex: Non sei mai andato a scuola questa settimana.
    Alexander DeLarge: Riposo, ma. Debbo rimettermi, altrimenti potrei danneggiare la mia educazione.
    Madre di Alex: Ti lascio il breakfast in caldo! Io devo andare a lavorare adesso.
    Alexander DeLarge: Addio, ma'! E divertiti in fabbrica!
  • Padre di Alex: Mi chiedo, dov'è esattamente che va a lavorare la sera?
    Madre di Alex: Mah, dice che lui, che lui fa dei lavori. Diciamo, aiuta... Di qua e di là, come capita.
  • Signor Deltoid: Tu hai una bella casa, genitori che ti amano, un cervello da non buttare via. Quindi ti ripeto, caro Alexino, tieni la tua giovane delicata proboscide lontano dal fango. Mi sono spiegato chiaro?
    Alexander DeLarge: Come un lago senza fango, sir. Così limpido come un cielo d'estate sempre blu. Fidati di me, compagno sir.
  • Alexander DeLarge: Allora, Georgie Boy. L'idea che avevi per stasera; dicci tutto quanto allora.
    Georgie: Non stasera. No esta noche.
    Alexander DeLarge: Andiamo andiamo andiamo, Georgie Boy! Tu sei un malcicco grande e grosso come tutti noi. Non siamo ragazzini, vero, Georgie Boy? Quale lazzo avevi concepito mai, allora?
    Georgie: ...La clinica per dimagrire. Fuori città. Isolata. Proprietà di una molto ricca petizza che ci abita con i suoi gatti. Il posto è chiuso per 3 giorni e lei è tutta sola.
  • Alexander DeLarge: Ciao ciao ciao! Finalmente ci conosciamo. Il nostro breve gavoretto attraverso la buca delle lettere non era diciamo "soddisfacente", vero?
    Proprietaria della clinica: Chi è lei?! Come diavolo è entrato? ...Che porcoaccidente ha intenzione di fare, lei?
    Alexander DeLarge: [Si guarda intorno e nota un enorme pene di porcellana] Eh, birba birba birba, vecchia sporcacciona!
  • Alexander DeLarge: [Durante la cura di Ludovico] Stop basta vi prego vi supplico! È un Delitto! È un Delitto! Delitto, delitto, DELITTO!
    Dr. Brodsky: "Delitto"?! Che cosa sarebbe "delitto"?
    Alexander DeLarge: Quello! Usare Ludovico Van così, lui non ha mai fatto male a nessuno! Beethoven ha solo scritto musica!
    Dottoressa Branon: Sta per caso alludendo alla musica di fondo?
    Alexander DeLarge: Sì!
    Dottoressa Branon: Conosceva Beethoven, prima?
    Alexander DeLarge: Sì!
    Dr. Brodsky: Lei si diletta di musica?
    Alexander DeLarge: SÌ!!!
    Dr. Brodsky: ... [Rivolgendosi sottovoce alla Dottoressa Branon] Niente da fare. È l'elemento punitivo immagino. Chissà quanti saranno contenti. [Rivolgendosi ad Alex] Mi spiace Alex! È per il suo bene! Dovrà avere un po' di pazienza!
    Alexander DeLarge: ...Non è giusto! Non è giusto che mi venga nausea quando sento il dolce dolce Ludovico Van!
    Dr. Brodsky: Niente da fare, colpa sua! La scelta l'ha fatta lei!
    Alexander DeLarge: Non c'è bisogno di continuare, compagno sir! Ho capito finalmente che tutta questa ultraviolenza e uccidere è sbagliato, sbagliato, terribilmente sbagliato! La lezione è servita sir! Ora capisco quello che non ho mai capito! Sono guarito, PORCO CANE!
    Dr. Brodsky: Non ancora guarito, giovanotto!
    Alexander DeLarge: Ma sir..! La prego! Ora so che è sbagliato! Sbagliato perché la cosa è antisociale, sir! Sbagliato perché ogni uomo ha il diritto di vivere felice senza venire torchionato o accoltellato!
    Dr. Brodsky: No, no, buono, deve lasciar fare a noi! Ma si faccia coraggio! Tra quindici giorni lei sarà in libertà!
  • Dim: Guarda. Guarda, guarda, guarda! Guarda, guarda, guarda, guarda! Se non è il caro Alex! È un po' che non ci si vede. Come va?
    Alexander DeLarge: È impossibile! Non ci posso credere!
    Georgie: No, non c'è né trucco né inganno. Credi, credi pure ai tuoi occhi. Niente magia qui, Alex. Per dei vecchi drughi come noi il lavoro più adatto è questo: poliziotti.
  • Mr. Alexander: Mia moglie! Faceva tutto lei perché io potessi scrivere, lo sa?
    Alexander DeLarge: ...Sua moglie è via?
    Mr. Alexander: NO! È MORTA!
    Alexander DeLarge: Oh, mi dispiace moltissimo, sir.
    Mr. Alexander: Fu sottoposta a violenza, capisce? Fummo aggrediti da una banda di delinquenti in questa casa, proprio qui dove siamo ora! Io sono rimasto un povero storpio ma per lei lo strazio è stato troppo forte! I dottori dissero che era polmonite perché mancò qualche mese dopo, durante un'epidemia di influenza. I dottori dissero che era polmonite ma io lo so perché è morta! Vittima dell'era moderna! Povera, povera lei!...E ora lei, un'altra vittima dell'era moderna. Ma lei può essere aiutato.
  • Dottoressa: Allora, adesso vedrà che in ogni diapositiva c'è sempre una battuta che manca; lei deve dirmi cosa direbbe la persona interessata, d'accordo?
    Alexander DeLarge: Bene! D'accordo!
    Dottoressa: [Mostra una figura di due uomini davanti a un pavone] "Queste piume non sono bellissime?"
    Alexander DeLarge: ...Dico cosa direbbe quello là?
    Dottoressa: Sì!
    Alexander DeLarge: ... [Riflettendo] "Queste piume non sono bellissime?"...
    Dottoressa: ...Sì ma non ci pensi su tanto, dica la prima cosa che le passa per la mente!
    Alexander DeLarge: ..."Cavolo"! ..."Deretano"! Ehm... "Non ha il becco"!
    Dottoressa: Bravo, Bene! [Alex fa una risatina stridula. Poi la dottoressa mostra un'immagine di una donna e un uomo] "Quello con cui litigavi sempre è a letto ed è grave!"
    Alexander DeLarge: "Pensare non mi va ma io... Io vi spacco la faccia a voi e le vostre yarballe!" [Ride]
    Dottoressa: Bravo! [Mostra un'immagine di una donna nuda a letto e un uomo che entra dalla finestra] "Che cosa desidera?"
    Alexander DeLarge: "Ehm... Non ho tempo per fare su e giù amore, devo leggere il contatore!"
    Dottoressa: Giusto! [Cambia immagine] "Lei mi ha venduto un orologio che non funziona, io voglio indietro i miei soldi!"
    Alexander DeLarge: "Sa che può fare del suo orologio? Se lo infili nel culo!"

Citazioni su Arancia meccanica[modifica]

  • A 28 anni non ero mica un profeta, mi pareva un buon film e basta. Non immaginavo che sarebbe diventato eterno: sono stato fortunato, ed è bello essere sempre ricordato soprattutto per quel ruolo, anche da generazioni e persone tanto diverse. Nessun rimpianto, ci mancherebbe... (Malcolm McDowell)
  • Difendendo Arancia Meccanica, Kubrick disse che neanche con l'ipnosi si può costringere qualcuno a fare qualcosa contraria alla sua natura. (Tiziano Sclavi)
  • Se Arancia meccanica, così come 1984, rientra nel novero dei salutari moniti letterari – o cinematografici – contro l'indifferenza, la sensibilità morbosa e l'eccessiva fiducia nello Stato, allora quest'opera avrà qualche valore. (Anthony Burgess)

Altri progetti[modifica]