Arrigo Boito

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Arrigo Boito

Arrigo Boito (1842 – 1918), poeta, compositore e librettista italiano.

  • Come ti vidi m'innamorai, e tu sorridi perché lo sai. (da Falstaff)
  • Ora e per sempre addio, sante memorie! (da Otello, II, 5)

Il libro dei versi[modifica]

  • [Sulla fotografia:] Arte nata da un raggio e da un veleno. (ed. Torino, 1877, p. 37).
  • Piangi, medita e vivi; un dì lontano | quando sarai del tuo futuro in vetta | questo fiero uragano | ti parrà nuvoletta.
  • Questa è la vita! l'ebete | Vita che c'innamora, | Lenta che pare un secolo, | Breve che pare un'ora; | Un oscillare eterno | Fra paradiso e inferno | Che non s'accheta più. (da Dualismo)

Mefistofele[modifica]

Incipit[modifica]

I.a Falange: Ave Signor degli angeli e dei santi
E delle sfere erranti,
E dei volanti – cherubini d'ôr.
Dall'eterna armonia dell'Universo
Nel glauco spazio immerso
Emana un verso – di supremo amor:
E s'erge a Te per l'aure azzurre e cave
In suon soave

Echi: Ave.

Citazioni[modifica]

  • Son lo spirito che nega | Sempre, tutto. (II)
  • [Sulla donna:] Forma ideal purissima | Della bellezza eterna. (IV)
  • Faust: Giunto sul passo estremo | Della più estrema età (citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 177)

Bibliografia[modifica]

Voci correlate[modifica]

Altri progetti[modifica]

Opere[modifica]