Arthur Charles Clarke

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Arthur C. Clarke

Arthur Charles Clarke (1917 – 2008), autore di fantascienza britannico.

Citazioni di Arthur C. Clarke[modifica]

  • Il sistema solare comprende il Sole, Giove e detriti vari. (da 2061: Odissea tre)
  • L'unica maniera di scoprire i limiti del possibile è di oltrepassarli e finire nell'impossibile. (da Profiles of the Future)
  • Ogni tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia. (da Profiles of the Future, Harper & Row, 1958)[1]

2001: Odissea nello spazio[modifica]

Incipit[modifica]

La siccità si protraeva ormai da dieci milioni di anni, e il regno delle terribili lucertole era finito da molto tempo. Lì, sull'Equatore, nel continente che un giorno sarebbe stato chiamato Africa, la lotta per la vita aveva raggiunto un nuovo diapason di ferocia, e il vincitore ancora non si intravedeva. In quella terra sterile e arida soltanto le creature piccole o fulminee o feroci potevano prosperare, o appena sperare di sopravvivere.

Citazioni[modifica]

  • Dietro ogni uomo oggi vivente stanno trenta spettri, poiché questo è il rapporto con il quale i morti superano il numero dei vivi. Dagli albori del tempo, grosso modo cento miliardi di uomini hanno camminato sul pianeta Terra. Orbene, è questo un numero interessante, in quanto, per una coincidenza bizzarra, esistono approssimativamente cento miliardi di stelle nel nostro universo locale, la Via Lattea. Così, per ogni uomo che abbia vissuto, in questo universo splende una stella. (premessa)

3001: Odissea finale[modifica]

Incipit[modifica]

Chiamiamoli Primogeniti. Benché non fossero nemmeno lontanamente umani, erano fatti di carne e ossa e, dopo aver rivolto lo sguardo alle profondità dello spazio, avevano provato timore, e meraviglia... e solitudine. Appena possibile, avevano cominciato a cercare amici tra le stelle.
Nelle loro esplorazioni incontrarono la vita sotto molti aspetti e osservarono il travaglio dell'evoluzione in migliaia di mondi. Constatarono quanto di frequente i primi flebili guizzi d'intelligenza fossero apparsi e si fossero spenti nella notte cosmica.
E poiché, in tutta la galassia, non avevano trovato nulla di più prezioso della Mente, ne incoraggiarono ovunque il sorgere. Diventarono agricoltori nei campi delle stelle; seminarono, e a volte raccolsero. E a volte, con indifferenza, dovettero estirpare le erbacce.

Citazioni[modifica]

  • Lenin è stato sfortunato; è nato cent'anni troppo presto. Il comunismo sovietico avrebbe potuto funzionare, almeno per un po', se avesse avuto un microchip. E sarebbe riuscito a evitare Stalin.

Incipit di alcune opere[modifica]

2010: Odissea due[modifica]

Anche in quest'èra metrica, continuava ad essere chiamato il telescopio da mille piedi e non il telescopio da trecento metri. Il grande disco situato tra le montagne era già per metà colmo d'ombra, mentre il sole tropicale scendeva rapido al di là dell'orizzonte, ma la struttura triangolare dell'antenna, sospesa in altro sopra il centro del disco, continuava a rifulgere di luce. Dal livello del suolo, molto più in basso, sarebbero occorsi occhi acuti per scorgere le due sagome umane nell'aereo intrico di travi d'acciaio, cavi di sostegno, radiatori d'onda.

2061: Odissea tre[modifica]

«Per un uomo di settant'anni, sei in ottima forma» commentò il dottor Glazunov alzando gli occhi dall'ultimo tabulato stampato dal Medcom. «Io non te ne darei più di sessantacinque.»
«Mi fa davvero piacere, Oleg. Tanto più che ho centotré anni, come tu sai benissimo.»
«Ecco che ci risiamo! Come se tu non avessi letto il libro della Rudenko!»
«Povera Katerina! Avevamo deciso di vederci in occasione del suo centesimo compleanno. Mi è spiaciuto molto che non ci sia arrivata... Ecco che cosa succede a passare troppo tempo sulla Terra.»
«E, ironia della sorte, era stata lei a inventare lo slogan famoso "È la gravità che porta la vecchiaia".»

La sentinella[modifica]

Di chi la colpa? Da tre giorni Alveron si rivolgeva questa domanda senza trovare una risposta soddisfacente. Un individuo di una specie meno civile o meno sensibile non se ne sarebbe preoccupato troppo e si sarebbe consolato dicendosi che nessuno è responsabile dei dettami del Fato. Ma Alveron e i suoi simili erano i padroni dell'universo fin dagli albori della storia, fin dalla lontanissima epoca in cui la Barriera del Tempo era stata chiusa intorno al Cosmo dalle ignote potenze che esistevano prima del Principio. Alla sua razza era stata concessa ogni conoscenza... e la conoscenza infinita comporta un illimitato senso di responsabilità.

Le nuove frontiere del possibile[modifica]

Prima di cimentarsi nella pericolosa carriera del profeta è istruttivo vedere quale successo ne hanno ottenuto gli altri; e anche più istruttivo è vedere dove hanno fallito.
Con monotona regolarità uomini di manifesta competenza hanno stabilito leggi su ciò che è tecnicamente possibile o impossibile. E sono stati clamorosamente smentiti: talvolta quando ancora non si era asciugato l'inchiostro delle loro penne. Risulta, a un'analisi accurata, che queste débâcles rientrano in due categorie, che chiamerò "cedimento del coraggio" e "cedimento della fantasia".

Le sabbie di Marte[modifica]

«Dunque è la prima volta che andate lassù!» disse il pilota appoggiandosi pigramente allo schienale del sedile che la sospensione cardanica manteneva in posizione orizzontale.
«Sì» rispose Martin Gibson, senza staccare gli occhi dal cronometro.
«Me l'ero immaginato. Nei vostri libri, infatti, non avete mai raccontato le cose come sono. Il fatto di svenire durante l'accelerazione è tutta una fesseria. Perché mai scrivere certe assurdità? Pregiudicano gli interessi finanziari, non trovate?»

Risveglio[modifica]

Il Padrone si chiedeva se avrebbe sognato. Solo di questo aveva paura, poiché anche nel breve sonno di una notte si possono fare dei sogni che sconvolgono la mente, e lui doveva dormire per centinaia di anni.
Ricordò il giorno in cui, pochi mesi prima, un medico intimorito gli aveva detto: — Signore, il vostro cuore è malato. Avete meno di un anno da vivere.
Non aveva paura della morte, ma il pensiero di morire nella piena maturità dell'intelletto, lasciando a metà il lavoro che doveva compiere lo riempiva di rabbia impotente.

Un fenomeno chiamato vita[modifica]

La maggior parte della materia nell'universo ha una temperatura così elevata che i composti chimici non esistono, e agli atomi stessi non rimangono che gli elettroni più vicini al nucleo. Solo su corpi astrali incredibilmente rari — i pianeti – possono esistere gli elementi a noi familiari e le loro combinazioni; in casi ancora più rari possono dare origine a quel fenomeno chiamato vita. (Qualsiasi libro di astronomia della prima metà del XX secolo.)

Viaggiate via cavo[modifica]

Non potete avere un'idea dei guai e delle difficoltà che abbiamo dovuto superare prima di perfezionare il radiotrasporto. Non che adesso sia perfetto, se è per questo. La difficoltà principale – proprio come era successo trent'anni prima per la televisione – era quella di migliorare la definizione, e per cinque anni ci toccò lavorare su questo problema secondario.
Come avete senz'altro visto al Museo della Scienza, il primo oggetto che riuscimmo a trasmettere fu un cubo di legno: arrivò in perfette condizioni, a parte il fatto che invece di essere un blocco di materia solida ed omogenea era fatto di piccolissime sfere. In effetti sembrava proprio la versione tridimensionale di una delle prime rozze immagini televisive. Infatti, gli analizzatori che usavamo allora non erano in grado di risolvere gli oggetti molecola per molecola, o meglio ancora, elettrone per elettrone: li spedivano invece a piccoli pezzi per volta.

Voci di Terra lontana[modifica]

Mirissa aveva capito che Brant era arrabbiato quando la barca non era ancora uscita dalla risacca. Già la tensione del corpo mentre stava al timone – e anche il fatto stesso che non avesse ceduto la barra per quell'ultimo tratto all'abile Kumar – stavano a dimostrare che era successo qualcosa.
Mirissa uscì da sotto l'ombra delle palme e s'avviò lenta lungo la spiaggia, i piedi che sprofondavano nella sabbia umida. Kumar stava già ammainando la vela. Il "fratellino" di Mirissa, alto ormai quasi quanto lei e parecchio muscoloso, la salutò agitando un braccio. Quante volte lei aveva desiderato che Brant avesse il buon carattere di Kumar, che nulla era capace di scuotere...

Note[modifica]

  1. Citato anche in 3001: Odissea finale.

Bibliografia[modifica]

  • Arthur C. Clarke, 2001: Odissea nello spazio, traduzione di Bruno Oddera, Longanesi.
  • Arthur C. Clarke, 2010: Odissea due (1982), traduzione di Bruno Oddera, RCS Libri, 1998.
  • Arthur C. Clarke, 2061: Odissea tre (1987), traduzione di Marco e Dida Paggi, RCS Libri, 1990.
  • Arthur C. Clarke, 3001: Odissea finale (1997), traduzione di Sergio Mancini, RCS Libri, 1997.
  • Arthur C. Clarke, La sentinella, traduzione di Riccardo Valla, Interno Giallo Editore, 1990. ISBN 8835600332
  • Arthur C. Clarke, Le nuove frontiere del possibile, Rizzoli, 1963.
  • Arthur C. Clarke, Le sabbie di Marte, traduzione di Maria Gallone, Mondadori, 1977.
  • Arthur C. Clarke, Risveglio, traduzione di Marco Paggi, Mondadori, 1980.
  • Arthur C. Clarke, Un fenomeno chiamato vita, traduzione di Marco Paggi, Mondadori, 1980.
  • Arthur C. Clarke, Viaggiate via cavo, traduzione di Marco Paggi, Mondadori, 1980.
  • Arthur C. Clarke, Voci di Terra lontana, traduzione di Marco e Dida Paggi, Rizzoli, 1988. ISBN 881767270X

Xx

Film[modifica]

Altri progetti[modifica]

Opere[modifica]