Arturo Pérez-Reverte
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Arturo Pérez-Reverte (1951 – vivente), scrittore e giornalista spagnolo.
- In tutte le guerre provavo simpatia per quelli con cui stavo: se ero con i palestinesi solidarizzavo con i palestinesi, quando ero con gli israeliani invece avevo simpatia per loro e mi sembra normale che sia così quando si condivide con qualcuno il cibo, le sigarette, la conversazione. Nella guerra dei Balcani è stata la prima volta in vita mia in cui non ho sentito simpatia per nessuno: donne tristi, uomini crudeli e bimbi pericolosi.
- Tendiamo a confondere innocenza con ignoranza. A volte chiamiamo innocente l'ignorante. Mi spiego meglio. L'uomo non è mai stato innocente, è un animale pericoloso in territorio pericoloso, che sia migliore o peggiore dipende dalle circostanze, dal suo clan, dalla sua tribù, dal suo gruppo. Se ha mangiato e se ha famiglia è migliore, se non ha mangiato e ha fame o ha bisogno di una donna è peggiore. Altra cosa è l'ignoranza. L'uomo per molto tempo è stato ignorante e superstizioso e a volte confondiamo questa condizione con l'innocenza. È molto importante per me questa sfumatura perché l'ignorante può essere cattivo o buono, a seconda di chi lo dirige.
- Adesso però ci sono tanti mezzi d'informazione, c'è internet, ci sono i giornali, la televisione, l'istruzione obbligatoria (sto parlando dell'Occidente) e non c'è alcuna giustificazione per l'ignoranza, la stupidità, il fanatismo, la superstizione. C'è una sola spiegazione: l'uomo è un animale perverso e pericoloso.
- Per prepararsi a morire bisogna trovare la serenità unita alla lucidità, ma nessuno muore lucido o sereno se ha i cassetti di casa in disordine. Ogni libro è un modo per mettere ordine a un cassetto di casa mia. Quando uscivo dall'albergo per andare al fronte, a Beirut o a Sarajevo, dove mi trovavo in quel momento, pensavo che potevo non ritornare e immaginavo il cameriere dell'hotel che avrebbe raccolto le mie cose per mandarle alla mia famiglia e così lasciavo tutto ordinato, pulito, ben piegato, non lasciavo vestiti sporchi… Continuo a vivere come se fossi in quella stanza d'albergo.
- Quasi tutti i film tratti dai miei romanzi non sono belli eppure i libri continuano a piacere.
- Il problema di tanti giovani scrittori, anche pieni di talento, è che credono che la rottura significhi partire dal nulla, disprezzano i vecchi maestri e non sanno che si può imparare moltissimo da Agatha Christie e da Dostoievski. Il talento non significa ripetere meccanicamente, ma dare un giro di vite in più ai vari elementi. Nel teatro di Sofocle o di Euripide, c'è già tutto, nessuno ha inventato nulla da allora l'abbiamo solo adattato alle varie epoche.
[modifica] Il club Dumas
[modifica] Incipit
Il lampo di luce proiettò la sagoma dell'impiccato sulla parete. Penzolava immobile da una lampada al centro del salone e man mano che il fotografo gli si muoveva attorno, facendo scattare l'otturatore, l'ombra provocata dal flash si delineava via via su quadri, vetrine piene di porcellane, scaffali coperti di libri e tende aperte su grandi finestre, dietro le quali cadeva la pioggia.
[modifica] Citazioni
- «Una specie di detective, no?» azzardò lei in tono divertito «Un detective di libri». (Liana Taillefer)
- Sa cosa mi piace del suo carattere, Corso?... La naturalezza con cui assume il ruolo di sicario, fra tanti demagoghi e fanfaroni che ci sono in giro... Sembra uno di quegli individui magri e pericolosi di cui diffidava Giulio Cesare... (Varo Borja)
- «Questa non è una cosa per uomini di toga» disse Varo Borja. «Ma per uomini di spada.» (Varo Borja)
- ... «... L'arcobaleno è un ponte che va dalla terra al cielo. Cadrà in pezzi alla fine del mondo, dopo che il diavolo lo avrà attraversato a cavallo.»
«Non c'è male. Te lo ha detto la nonna?» Scosse il capo. Ora guardava di nuovo Corso, seria e assortita.
«Me l'ha raccontato Bileto, un amico.» Quando pronunciò il nome si fermò un istante per aggrottare la fronte, con la tenerezza di una bambina che rivela un segreto. «Gli piacciono i cavalli e il vino ed è il tipo più ottimista che conosca... Spera ancora di tornare in cielo!» (Irene)
- «Non mi piacciono i regali» mormorò Corso, cupo. «Una volta dei tipi accettarono un certo cavallo di legno. Artigianato acheo, c'era scritto sull'etichetta. Che idioti.» (Corso)
- La ragazza guardava l'acqua torbida del fiume come se trascinasse ricordi. Corso la vide sorridere mentre rifletteva, assente. «Non ho mai conosciuto un Dio imparziale. Né un diavolo.» Si voltò inaspettatamente verso di lui; i suoi pensieri precedenti sembrava fossero spariti insieme alla corrente. «Credi nel diavolo, Corso?» La guardò con attenzione, ma il fiume aveva trascinato via anche le immagini che alcuni secondi prima avevano popolato quegli occhi. Ormai c'era solo verde liquido, e luce.
«Credo nella stupidità e nell'ignoranza» sorrise alla ragazza con aria stanca «e credo che la coltellata migliore sia quella che si dà qui, vedi?» Indicò il proprio inguine. «Nella femorale. Mentre si abbraccia la vittima.»
«Che cosa temi, Corso? Che ti abbracci?...Che il cielo ti cada in testa?...» (Irene Adler e Lucas Corso)
- Il libraio rimise il Poliphilo nella vetrina. Poi fece una risata secca, priva di allegria: «Ha qualche amico, Corso?...A volte mi chiedo se uno come lei può averne».«Vada a farsi fottere.»
Il suggerimento era stato formulato con impeccabile freddezza. Varo Borja sorrise con lenta deliberazione. Non sembrava offeso.
«Ha ragione. La sua amicizia non mi interessa minimamente, perché compro la sua lealtà mercenaria, solida e duratura. Non è vero?...La dignità professionale di chi onora il suo contratto anche se il re che lo ha assoldato è fuggito, anche se la battaglia è perduta, e anche se non c'è salvezza possibile...» (Varo Borja e Lucas Corso)
- Si può far dire qualsiasi cosa a un testo, soprattutto se è antico e se è stato scritto in modo ambiguo.
- E ciascuno ha il diavolo che si merita.
[modifica] La pelle del tamburo
[modifica] Incipit
Il pirata informatico si infiltrò nel sistema centrale del Vaticano undici minuti prima di mezzanotte. Trentacinque secondi dopo, uno dei computer collegati alla rete principale dette l'allarme. Solo una spia luminosa intermittente sullo schermo segnalava l'inserimento automatico del controllo di sicurezza in seguito a un'intrusione esterna.
[modifica] Citazioni
- E la fede è molto importante in questo secolo che agonizza così dolorosamente, non le pare? Sono state tentate tutte le rivoluzioni e sono rimaste solo le sconfitte. Le barricate sono deserte, e i paladini delle solidarietà si sono trasformati in solitari che si aggrappano a ciò che possono per sopravvivere. [...] Non si è mai sentito come uno di quei pedoni rimasti indietro, abbandonati in un angolo della scacchiera, che odono spegnersi il rumore della battaglia, mentre si sforzano di restare in piedi, chiedendosi se c'è ancora un re da continuare a servire? (Gris Marsala a Lorenzo Quart)
- Scorgeva, in lontananza, la sagoma di un uomo che camminava da solo, all'imbrunire. Un templare solitario, in una pianura deserta, sotto un cielo senza Dio. Chiuse gli occhi, angosciato. Tentava di pregare, sfidando il vuoto nascosto in ogni parola. Sentiva un'immensa solitudine. Una tranquilla e disperata tristezza.
[modifica] La carta sferica
[modifica] Incipit
Scrutiamo la notte. È quasi perfetta, con la Stella polare visibile nel suo punto preciso del cielo, cinque volte a destra della linea formata da Merak e Dubhe. La Stella polare resterà dove si trova per i prossimi ventimila anni, e tutti i naviganti che la contempleranno si sentiranno sollevati nel trovarcela, perché è un bene che qualcosa resti immutabile da qualche parte finché le persone avranno bisogno di tracciare rotte su una carta nautica o sul paesaggio vago di una vita. Se continuiamo a prestare attenzione alle stelle, troveremo Orione senza alcuna fatica, quindi Perseo e le Pleiadi. È facile, perché la notte è tersa e non ci sono nuvole; neppure un soffio di brezza. Il vento da sudovest è cessato al tramonto e la darsena è uno specchio nero che riflette le luci delle gru del porto, i castelli illuminati sulle montagne e i bagliori – rispettivamente verde a sinistra e rosso a destra – dei fari di San Pedro e di Navidad.
[modifica] Citazioni
- Il mare è fatto così. Puoi essere il miglior marinaio del mondo, ma arriva lui e ti liquida. L'unica consolazione è comportarti al meglio...
- Non sta abbracciando me, non sta abbracciando un uomo a cui assegnare un volto, una voce, una bocca. Non era per me che gemeva con tanto dolore le altre volte, non è me che si immagina adesso, ma l'eroe rude, virile e silenzioso che prima reclamava con la voce roca. Il sogno che loro, tutte loro, portano sulla pelle e nel ventre da che mondo e mondo: colui che le ha fecondate e che poi se n'è andato alla volta di Troia su navi nere. L'uomo la cui ombra nemmeno i cinici sacerdoti, i pallidi poeti, gli assennati uomini di pace e di parola che spiano accanto alla tela non terminata, sono mai riusciti a cancellare del tutto.
[modifica] Il maestro di scherma
[modifica] Incipit
Sul cristallo dei panciuti bicchieri da cognac baluginava il riflesso delle candele che ardevano su candelabri d'argento. Tra una boccata di fumo e l'altra, intento ad accendere un robusto sigaro di Vuelta Abajo, il ministro, senza darlo a vedere, studiava il suo interlocutore. Non aveva il minimo dubbio che quell'uomo fosse una canaglia; ma lo aveva visto arrivare davanti alla porta di Lhardy su un'impeccabile carrozza trainata da due superbe giumente inglesi, e sulla mano dalle dita sottili e ben curate che sfilavano la fascetta dell'avana brillava un prezioso solitario montato in oro. Tutto ciò, oltre alla sua elegante disinvoltura e alle dettagliate informazioni che aveva fatto raccogliere su di lui, lo collocava automaticamente nella categoria delle canaglie di classe.
[modifica] Citazioni
- Il giorno in cui si estinguerà l'ultimo maestro d'armi, quanto di nobile e onorevole possiede ancora la lotta ancestrale dell'uomo contro l'uomo scomparirà.
- La pistola non è un'arma ma un trucco volgare. Se sono disposti a uccidersi, gli uomini lo devono fare faccia a faccia; non da lontano, come infami delinquenti da strada. L'arma bianca possiede un'etica che manca a tutte le altre... E, se mi è concesso, direi addirittura una mistica. La scherma è la disciplina mistica del vero cavaliere.
[modifica] La Regina del Sud
[modifica] Incipit
Squillò il telefono e lei seppe che l'avrebbero uccisa. Lo seppe con una tale sicurezza che rimase immobile, il rasoio alzato, i capelli appiccicati alla faccia nel vapore dell'acqua calda che gocciolava sulle piastrelle. Drin. Rimase fermissima, trattenendo il respiro come se l'immobilità o il silenzio potessero cambiare il corso degli eventi già accaduti. Drin. Era nella vasca da bagno e si stava depilando la gamba destra, con l'acqua insaponata che le arrivava alla vita, e le venne la pelle d'oca come se avesse appena aperto il rubinetto dell'acqua fredda. Drin. Nello stereo della camera da letto Los Tigres del Norte cantavano le storie di Camelia la Texana. Tradimento e contrabbando, dicevano, non possono andare d'accordo. Aveva sempre temuto che certe canzoni fossero presagi, e di colpo si erano trasformate in realtà cupa e minacciosa. Il Biondo ci scherzava sopra; ma quello squillo dava ragione a lei e torto al Biondo.
[modifica] Citazioni
- Spesso le immagini e le situazioni e le fotografie non sono compiute finché non si realizzano gli avvenimenti successivi; come se restassero in sospeso, provvisorie, solo per vedersi confermate o smentite in un secondo tempo. Ci facciamo delle foto, non per ricordare, ma per completarle poi con il seguito della nostra vita. Per questo ci sono foto riuscite e foto non riuscite. Immagini che il tempo mette al loro posto, attribuendo ad alcune un significato particolare e scartandone invece altre che si spengono da sole, proprio come se i loro colori sbiadissero con il passare degli anni.
[modifica] Il pittore di battaglie
[modifica] Incipit
Nuotò per centocinquanta bracciate verso il mare aperto e altrettante per tornare indietro, come ogni mattina, finché sentì sotto i piedi i ciottoli della riva. Si asciugò con il telo che aveva appeso a un tronco portato dal mare, si infilò camicia e ciabatte e risalì lo stretto sentiero che conduceva dalla caletta fino alla torre di avvistamento. Lì si preparò un caffé e si mise al lavoro, aggiungendo azzurro ai grigi per definire l'atmosfera adeguata.
[modifica] Citazioni
- Erano sottili e ben strani, pensava, i collegamenti che si potevano stabilire tra cose in apparenza non connesse: dipinti, parole, ricordi, orrore. Sembrava che tutto il caos del mondo, disseminato in qualche modo sulla Terra dal capriccio di dèi ubriachi o imbecilli – una spiegazione valeva l'altra – o di spietate fatalità, potesse vedersi di colpo ordinato, trasformato in un insieme dalle proporzioni precise, sotto la chiave di un'immagine inaspettata, una parola detta per caso, un sentimento, un quadro contemplato insieme ad una donna morta dieci anni prima, ricordato adesso e ridipinto alla luce di una biografia diversa da quella di chi l'aveva concepito. Di uno sguardo che forse lo arricchiva e lo spiegava. (pag. 93)
- Fece un mezzo giro. Con un gesto abbracciò la gente seduta nei bar all'aperto e i turisti che passeggiavano sul molo, con le loro abbronzature e i loro calzoncini corti e i loro bambini e i loro cani.
"Li guardi. Così civilizzati nei limiti del possibile e finché non gli costa troppo sforzo. Chiedendo le cose per favore, quelli che ancora lo fanno... Li metta in una stanza chiusa, li privi del necessario e li vedrà sbranarsi fra di loro." (pag. 106)
[modifica] Incipit di alcune opere
[modifica] La tavola fiamminga
Una busta è un enigma che racchiude altri enigmi. Quella era grande, gonfia, di carta di Manila, con il timbro del laboratorio impresso nell'angolo inferiore sinistro. E mentre la soppesava tra le mani cercando contemporaneamente un tagliacarte tra pennelli e barattoli di colori e vernici, Julia era molto lontana dall'immaginare fino a che punto aprirla avrebbe cambiato la sua vita.
[modifica] Una questione d'onore
Era la Cenerentola più carina che avessi mai visto. Aveva sedici anni, un libro di pirati sotto il cuscino e, come nelle favole, una sorellastra cattiva che aveva venduto la sua verginità al portoghese Almeida, che a sua volta pretendeva di rivenderla a don Máximo Larreta, proprietario delle Costruzioni Larreta e delle pompe funebri Hasta luego.
[modifica] L'ussaro
La lama della sciabola lo affascinava. Frederic Glüntz non riusciva a staccare gli occhi dall'arma d'acciaio brunito che splendeva fuori dal fodero, tra le sue mani, mandando bagliori rossastri ogni volta che una corrente d'aria agitava la fiamma della candela. Ci ripassò sopra lo smeiriglio, provando un brivido nel constatare la perfezione della lama affilata.
[modifica] Note
- ↑ L'uomo è un animale pericoloso in un territorio pericoloso, intervista di Grazia Casagrande
[modifica] Bibliografia
- Arturo Pérez-Reverte, Il club Dumas (1993), traduzione di I. Carmignani, Tropea, 1997. ISBN 8843800965
- Arturo Pérez-Reverte, La pelle del tamburo (1995), traduzione di I. Carmignani, Net, 2003. ISBN 8851521042
- Arturo Pérez-Reverte, La carta sferica (2000), traduzione di Roberta Bovaia e Silvia Sichel, Marco Tropea Editore, 2000. ISBN 8843802623
- Arturo Pérez-Reverte, Il maestro di scherma (1988), traduzione di Paola Tomasinelli, Marco Tropea Editore, 1998. ISBN 8843801678
- Arturo Pérez-Reverte, La tavola fiamminga (1990), traduzione di Roberta Bovaia e Silvia Sichel, Marco Tropea Editore, edizione EST, 1999. ISBN 884380166X
- Arturo Pérez-Reverte, Una questione d'onore (1995), traduzione di Pino Cacucci, Marco Tropea Editore, 2004. ISBN 8843804715
- Arturo Pérez-Reverte, La Regina del Sud (2002), traduzione di Roberta Bovaia, Marco Tropea Editore, 2003. ISBN 8843804049
- Arturo Pérez-Reverte, L'ussaro (2005), traduzione di Silvia Sichel, Marco Tropea Editore, 2006. ISBN 8843805789
- Arturo Pérez-Reverte, Il pittore di battaglie (2006), traduzione di Roberta Bovaia, Marco Tropea Editore, 2007. ISBN 9788855800143
[modifica] Altri progetti
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[modifica] Opere
-
Il club Dumas (1993) -
Il maestro di scherma (1988) -
La tavola fiamminga (1990)

