Arturo Toscanini

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Arturo Toscanini

Arturo Toscanini (1867 – 1957), direttore d'orchestra italiano.

Citazioni di Arturo Toscanini[modifica]

  • [In seguito all'affidamento della direzione orchestrale ad un giovane accompagnatore al pianoforte]. Margarita Wallman: Maestro non ha mai diretto niente! Come possiamo correre un rischio simile?
    Toscanini: Ma anche per me è esistita una prima volta!
    Wallmann: Già, ma non tutti si chiamano Toscanini!
    Toscanini: E lui si chiama Erich Leinsdorf.[1]
  • Margarita Wallmann: Come mai, Maestro, ha concesso un autografo a uno sconosciuto, quando lo rifiuta ai più devoti ammiratori?
    Toscanini: Ma come, non ha visto? Era un gobbo: porta fortuna toccare la sua gobba![1]
  • [Rivolgendosi a Margarita Wallmann]. Ricordi il giorno in cui ho detto a Furtwängler che dirigeva la Nona Sinfonia [Ludwig van Beethoven] molto, troppo lentamente? E lui mi ha risposto: Forse è Toscanini che la dirige troppo in fretta?[1]
  • Suonare «pressappoco» è orribile. Tanto vale suonare male![1]
  • [Rivolgendosi a un giornalista che gli aveva chiesto cosa ne pensasse dell'opera fatta all'aperto]. All'aperto si gioca a bocce.[1]

Citazioni su Arturo Toscanini[modifica]

  • Arturo Toscanini incise la musica di Gershwin non per stima all'autore, per disprezzo agli altri compositori, giusta moto psichico a Lui consueto. (Paolo Isotta)
  • Arturo Toscanini? Una fabbrica di note. (Sergiu Celibidache)
  • Come Toscanini aveva ridato la verità verdiana a Verdi, così egli ridette la verità wagneriana a Wagner. (Guglielmo Barblan)
  • Il direttore d'orchestra difendeva a spada tratta la sua esecuzione, tanto è vero che un giorno, dopo aver ascoltato gli interpreti che egli aveva istruito, esclamò tutto fiero: «Questo è il vero Falstaff, non quello del Colòn. Finalmente!» E tutto soddisfatto trasferì nel piccolo teatro di Busseto la sua interpretazione (1926) della quale rimase così soddisfatto che – allorché si aprì la Piccola Scala – sognava di dare là, ancora, l'opera prediletta. (Mario Rinaldi)
  • Ogni prova è come un concerto e ogni concerto è come un debutto. (citato in Howard Taubman, Music en My Beat, Simon & Schuster)
  • Quando Toscanini dirigeva, era come il destino che colpisce, infallibile, inesorabile. Il suo senso innato del ritmo, la sua memoria erano prodigiosi. Opere, o concerti, li dirigeva tutti a memoria, senza partitura. (Margarita Wallmann)
  • Toscanini è stato un artista audace, che ha aperto le porte al repertorio contemporaneo, che ha formato le orchestre. Ma anche un uomo politicamente impegnato. Fino alla fine ha mantenuto lo slancio e il temperamento per cui era famoso, senza mai arretrare di un centimetro. Di solito invecchiando si diventa più inclini al compromesso, ma per i creativi vale il contrario: con il passar del tempo danno il meglio di sé, spendono le energie migliori. (Daniel Barenboim)
  • Toscanini non deve tali importanti esperienze giovanili solo alla musica di Wagner. Anche gli scritti del compositore tedesco, soprattutto il Trattato sull'arte di dirigere l'orchestra pubblicato nel 1869, ebbero sulla sua futura attività un'influenza decisiva. Quando qualcuno si trovò a chiedergli di raccogliere i principi della sua arte di direttore d'orchestra in una specie di trattato, Toscanini rispose che un libro del genere sarebbe stato inutile in quanto per lui il testo di Wagner sulla direzione d'orchestra conteneva tutto l'essenziale. (Willy Reich)
  • Toscanini teneva molto alla perfezione dell'esecuzione e anche alla bontà degli strumenti, tanto è vero che una volta, cercando le parole adatte a fare una severa osservazione a un'orchestra straniera, si arrabbiò per non riuscire a trovarle e si dete perfino uno schiaffo da se stesso. Poi condannò tutti con queste parole: «Cattivi suonatori... cattivi strumenti!» (Mario Rinaldi)

Note[modifica]

  1. a b c d e Citato in Margarita Wallmann, Balconate del cielo (Les balcons du ciel), traduzione di Luciana Peverelli, Garzanti, 1976.

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