Baltasar Gracián
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Baltasar Gracián y Morales (1601 – 1658), scrittore spagnolo.
- Non si contenta l'ingegno, come il giudizio, della pura e semplice verità, ma aspira alla bellezza. (da L'acutezza e l'arte dell'ingegno)
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- A vent'anni un uomo è un galletto, a trenta un leone, a quaranta un cammello, a cinquanta un serpente, a sessanta un cane, a settanta una scimmia, e ad ottanta non è più niente.
[modifica] Oracolo manuale
- A volte la sapienza più grande consiste nel non sapere o nel fingere di non sapere.
- All'uomo prudente giovano più i nemici che allo sciocco gli amici.
- Bisogna adattarsi al presente, anche se ci pare meglio il passato.
- Bisogna parlare come si parla quando si fa testamento: meno parole, meno contestazioni.
- Bisogna vedere e udire, ma saper tacere.
- C'è chi stima i libri dal loro peso, quasi che si scrivesse per fare esercizio di braccia più che di ingegno.
- C'è sempre tempo per lanciare una parola, ma non sempre per riprenderla.
- Chi comunica i suoi segreti ad un altro ne diventa schiavo.
- Chi poco sa, vada sempre per la strada maestra.
- Chi raggiunge il suo scopo non perde mai la reputazione.
- Ci sono uomini che si lasciano convincere sempre dall'ultimo che parla; e questo è il colmo della stupidità.
- Ciò che costa poco vale anche poco.
- È assai facile farsi cattiva fama, perché il male è sempre credibile e si fatica molto a cancellarlo.
- È meglio scoprire di essere stati ingannati sul prezzo che sulla qualità della merce.
- È meno dannoso sbagliare nell'agire che essere indecisi e tergiversare sempre.
- Grande infelicità è non servire a nulla, ma non minore infelicità è servire a tutto.
- I difetti non si avvertono soltanto in chi si fa notare poco.
- I doveri dell'amicizia ammettono una sola eccezione: quella di non confidare all'amico i propri difetti, che, se fosse possibile, non dovrebbero essere confidati neppure a se stessi.
- I metalli si riconoscono dal suono, le persone dalle parole e, soprattutto, dalle azioni.
- I segreti non s'hanno né da dire né da ascoltare.
- Il buon nome si fonda più sulla apparenza che sui fatti. Perciò se uno non è casto, sia almeno cauto.
- Il diritto spinto all'eccesso diviene torto, e l'arancia troppo strizzata sprizza umore amaro.
- Il disprezzo è la più politica delle vendette.
- Il medico saggio deve essere esperto tanto per prescrivere un rimedio quanto per non prescrivere nulla.
- Il peso materiale rende prezioso l'oro, quello morale l'uomo.
- Il saggio sa farsi dell'avversione altrui uno specchio più fedele che quello dell'affetto.
- Il successo nelle imprese è assicurato dalla padronanza di sé con cui si compiono.
- Infelice è il cavallo il cui padrone non ha occhi, perché non ingrasserà mai.
- L'amore è più temerario che l'odio.
- L'artificio offre rimedio al brutto e perfeziona il bello.
- L'invidioso non muore mai una volta sola, ma tante volte quante l'invidiato vive salutato dal plauso della gente.
- L'uomo prudente va con i piedi di piombo e preferisce peccare per difetto che per eccesso.
- L'uomo saggio rifugge tanto dall'essere contraddetto quanto dal contraddire.
- La consuetudine sminuisce l'ammirazione.
- La cultura non sostenuta dal buon senso è raddoppiata follia.
- La diligenza mette in atto rapidamente ciò che l'intelligenza ha maturamente pensato.
- La fantasia giunge più lontano della vista.
- La fortuna si desidera e talvolta perfino si aiuta; la fama, bisogna sudarsela.
- La lingua è una belva che, se una volta si scioglie, è poi difficilissimo che si possa rimettere in catene.
- La passione tinge dei propri colori tutto ciò che tocca.
- La speranza è la più grande falsificatrice della verità.
- La troppa confidenza ingenera e facilita il disprezzo.
- Le cose non si considerano per quel che sono, ma per quel che appaiono.
- Le cose, per essere apprezzate, debbono costare.
- Le verità che più ci importano ci vengono sempre dette a mezza bocca.
- Molti uomini sono fatti come il vasellame nuovo, che si impregna del primo odore, buono o cattivo che sia.
- Nella vita, come nel gioco delle carte, è un grande vantaggio quello di essere i primi a giocare, perché a carte uguali si vince.
- Nessuno è tanto perfetto da non aver bisogno qualche volta di ammonimenti o consigli.
- Nessuno può fissare il sole mentre risplende, ma tutti lo guardano durante l'eclissi.
- Non c'è deserto peggiore che una vita senza amici: l'amicizia moltiplica i beni e ripartisce i mali.
- Non c'è nessuno al mondo che non possa diventare maestro di un altro in qualche cosa.
- Non ci si vendica mai bene ricorrendo al male.
- Non è sciocco chi ostenta di essere tale, ma colui che davvero lo è.
- Non mostra di essere veramente grande chi bada ad ogni piccolezza.
- Non saper rimediare a un errore è cosa peggiore dell'errore stesso.
- Ottiene di più una mente mediocre grazie all'applicazione che un ingegno eccellente senza di essa.
- Per acquistare stima, bisogna accostarsi ai più eminenti; una volta acquistata, bisogna stare fra i mediocri.
- Pochi sono gli amici di un uomo in sé, molti quelli della sua buona sorte.
- Quanto più una torcia fa luce, tanto più si consuma e tanto meno dura.
- Se tutti affermano una cosa, o è vera o vuol diventar tale.
- Sebbene molti muoiano da sciocchi, sono pochi gli sciocchi che muoiono.
- Sono più numerosi i giorni che le buone occasioni.
- Tutti gli sciocchi sono audaci.
- Una bugia ne rende necessarie molte altre.
- Uno dei grandi privilegi della saggezza è quello di non scomporsi mai.
- Vincere turpemente non è vincere.
[modifica] Bibliografia
- Baltasar Gracián y Morales, Oracolo manuale, traduzione di A. Gasparetti, Rizzoli, Milano, 1967.
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