Benedetto Croce

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Benedetto Croce (1866 – 1952), scrittore, filosofo e uomo politico italiano.

[modifica] Citazioni di Benedetto Croce

  • Il bisogno pratico, che è nel fondo di ogni giudizio storico, conferisce a ogni storia il carattere di "storia contemporanea", perché, per remoti e remotissimi che sembrino cronologicamente i fatti che vi entrano, essa è, in realtà, storia sempre riferita al bisogno e alla situazione presente, nella quale quei fatti propagano le loro vibrazioni. (da La storia come pensiero e come azione, Laterza)
  • Intimorito per le minacce fatteli dallo scrivano fiscale Not. Antonio di Sauro, con una crasta di piatto si aperse il ventre,; essendosi confessato, dopo sei ore morì, il dì 10 febbraio 1755, nelle carceri del Ponte di Tappia. (da La morte del commediografo P. Trinchera, citato in Enzo Grana, prefazione a Pietro Trinchera, La moneca fauza o La forza de lo sango, Attività Bibliografica Editoriale, Napoli 1975)
  • La critica è un fucile molto bello: deve sparare raramente! (citato in Gino Doria, Venticinque aneddoti crociani scelti e pubblicati in occasione del 75. compleanno dalla nascita di Benedetto Croce, SIEM, Napoli, 1936)
  • La giustizia vera è fatta di compassione. (da Etica e politica, G. Laterza & figli)
  • [Sulla rivoluzione di luglio francese] La inesperienza o la troppo breve pratica della vita libera non aveva permesso ancora la formazione di quel senso del cangiamento e della continuità ad una, che il popolo inglese possedeva, non certo per dono di natura, ma per la formazione storica. (da Storia d'Europa nel secolo decimonono (1932), Laterza, Bari, 1965, p. 142)
  • La libertà al singolare esiste soltanto nelle libertà al plurale. (da Storia d'Europa nel secolo decimonono)
  • La poesia solo in piccola parte si trova negli innumeri libri detti di poesia. (da La storia come pensiero e come azione)
  • La rappresentazione della realtà e la bellezza sono in arte la stessa cosa, e […], dove si sente che manca la bellezza, manca nient'altro che la perfezione stessa del rappresentare. (Balzac, da Poesia e non poesia)
  • La storia nostra è storia della nostra anima; e storia dell'anima umana è la storia del mondo. (da La storia come pensiero e come azione)
  • La violenza non è forza ma debolezza, né mai può essere creatrice di cosa alcuna, ma soltanto distruggerla. (da La storia come pensiero e come azione)
  • Non possiamo distaccarci dal bene e dal male della nostra Patria, né dalle sue vittorie né dalle sue sconfitte. (da Scritti e discorsi politici (1943-1947), Laterza)
  • Non possiamo non essere cristiani, anche se non seguiamo più le pratiche del culto, perché il cristianesimo ha modellato il nostro modo di sentire e di pensare in guisa incancellabile; e la diversità profonda che c'è fra noi e gli antichi [...] è proprio dovuta a questo gran fatto, il maggior fatto senza dubbio della storia universale, cioè il verbo cristiano. (da Storia dell'Idea di Europa, pp. 162-63)
  • Ogni vera storia è sempre autobiografica. (da Il carattere della filosofia moderna; citato in Leo Valiani, La filosofia della libertà, Edizioni di Comunità, 1963)
  • [Su John Ruskin] Temperamento d'artista, impressionabile, eccitabile, volubile, ricco di sentimento dava tono drammatico e forma apparente di teoria, in pagine leggiadre ed entusiastiche ai suoi sogni e capricci. (da Estetica come scienza dell'espressione e linguistica generale: Teoria e storia, Laterza, 1908)
  • Un velo di mestizia par che avvolga la Bellezza, e non è velo, ma il volto stesso della Bellezza. (da La poesia, Laterza)

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  • Ci sono persone colte persino tra i professori.
  • Non è vero, ma ci credo.
  • Non abbiamo bisogno di chissà quali grandi cose o chissà quali grandi uomini. Abbiamo solo bisogno di più gente onesta.

[modifica] Breviario di estetica

  • Alla domanda: – Che cosa è l'arte? – si potrebbe rispondere celiando (ma non sarebbe una celia sciocca): che l'arte è ciò che tutti sanno che cosa sia.
  • Io dirò subito, nel modo più semplice, che l'arte è visione o intuizione. L'artista produce un'immagine o fantasma; e colui che gusta l'arte volge l'occhio al punto che l'artista gli ha additato, guarda per lo spiraglio che colui gli ha aperto e riproduce in sé quell'immagine.
  • L'errore non è mai puro, ché, se fosse tale, sarebbe verità.
  • L'errore parla con doppia voce, una delle quali afferma il falso, ma l'altra lo smentisce.
  • [L'arte], poiché non nasce per opera di volontà, si sottrae altresì a ogni discriminazione morale, non perché le sia accordato un privilegio di esenzione, ma semplicemente perché la discriminazione morale non trova modo di applicarlesi. [...]. Altrettanto varrebbe giudicare immorale la Francesca di Dante o morale la Cordelia di Shakespeare [...], quanto giudicare morale il quadrato o immorale il triangolo.
  • Un'aspirazione chiusa nel giro di una rappresentazione, ecco l'arte.

[modifica] Incipit di alcune opere

[modifica] Ariosto, Shakespeare e Corneille

[modifica] Ariosto

La fortuna dell'Orlando furioso si può comparare a quella di una donna leggiadra e sorridente, che tutti guardano con letizia, senza che l'ammirazione sia impacciata da alcuna perplessità d'intelletto, bastando, per ammirare, aver occhi e volgerli al grato oggetto. Limpidissimo com'è quel poema, nitidissimo in ogni particolare, facilmente apprendibile da chiunque possieda una generale cultura, non ha mai presentato seri ostacoli d'interpretazione, e perciò non ha avuto bisogno delle industrie dei commentatori e non è stato aduggiato dalle loro litiganti sottigliezze; né poi è andato soggetto, o assai lievemente, alle intermittenze che, per le varie disposizioni culturali dei vari tempi, hanno pur sofferto altre insigni opere di poesia. Grandi uomini e comuni lettori si sono trovati intorno ad esso in pieno accordo, come appunto intorno alla bellezza, poniamo di una signora Récamier; e nella folla di coloro che furono presi dal suo fascino, si notano un Machiavelli e un Galilei, un Voltaire e un Goethe.

[modifica] Shakespeare

Potrà sembrare superfluo, ma in effetto giova a procedere spediti, porre subito qui in principio l'avvertenza, che ciò che forma oggetto di studio pel critico e lo storico dell'arte, non è la persona pratica dello Shakespeare, ma la persona poetica; non il carattere e lo svolgimento della sua vita, ma il carattere e lo svolgimento dell'arte sua.

[modifica] Corneille

Una critica d'intonazione negativa circa le tragedie corneliane non è più da fare, perché si trova già in molti libri; e, d'altronde, se c'è un poeta estraneo al gusto e all'interessamento odierni (per lo meno fuori di Francia), questi è Corneille, e i più degli amatori di poesia e d'arte confessano senza ritegno di non reggere alla lettura di quelle tragedie, e che esse «non dicono loro niente».

[modifica] Storia d'Europa

[modifica] Incipit

Alla fine dell'avventura napoleonica, sparito quel geniale despota dalla scena che tutta occupava, e mentre i suoi vincitori s'intendevano o procuravano d'intendersi fra loro e di procedere d'accordo per dare all'Europa, mercé restaurazioni di vecchi regimi e opportuni rimaneggiamenti territoriali, uno stabile assetto che sostituisce quello fortemente tenuto per sempre precario dell'Impero della nazione francese, – in tutti i popoli si accendevano speranze e si levavano richieste d'indipendenza e di libertà. E queste richieste si facevano più energiche e frementi quanto più si opponevano repulse e repressioni; e le speranze presto si ravvivavano, e i propositi si rafforzavano, attraverso le delusioni e le sconfitte.

[modifica] Citazioni

  • La libertà (ripeteva Luigi Blanc) è una «parola», è un'«esca per gli ingenui», non essendovi altra libertà che quella che si ottiene nello Stato con l'«organizzazione del lavoro». (p. 126)

[modifica] Citazioni su Benedetto Croce

  • Al cerchio ristretto dei discepoli e amici di Croce – composto per lo più di uomini che rappresentano la cultura ufficiale (la scuola, le università, le accademie) io non ho mai appartenuto. Ma ho invece respirato l'aria di altri ambienti in cui l'insegnamento di Croce era penetrato per vie forse indirette. (Eugenio Montale)
  • «Da sempre», ho detto: perché, venuto su in ambiente di cultura e crescendo in età di ragione quando a Napoli il nome di Benedetto Croce si diffondeva occupando ogni anno più spazio nella mente dei suoi coetanei, mi è impossibile di risalire ad un momento in cui a me quel nome fosse ignoto. Anzi posso dire di averlo fin da ragazzo, cogliendolo sulle labbra di altri (forse di Vittorio Spinazzola, forse di Francesco Saverio Nitti), sentito come un bellissimo nome, esprimente già nel suono e nella connessione delle due parole l'alta personalità di chi lo portava. (Vincenzo Arangio-Ruiz)
  • Di quei tristi anni Benedetto Croce fu veramente il faro e la guida. (Barbara Allason)
  • I suoi libri e i suoi articoli erano per me – come per tanti altri – quello che gli scritti dei poeti, filosofi e storici di una volta erano stati per la generazione del Risorgimento. Quello che sentivamo, Croce ce lo diceva in parole chiare e diritte... Quando lo scoraggiamento – come talvolta avveniva – s'impadroniva di me, bastava pensare... (Massimo Salvadori)
  • Il Croce evitò con cura i tecnicismi d'ogni sorta: lo "aborrimento del gergo filosofico, che spesso cela l'incertezza e l'oscurità del pensiero" e la sua inclinazione a "servirsi del linguaggio ordinario" sono da lui esplicitamente dichiarate [...] giova non poco a conferire limpidezza alla pagina crociana. (Tullio De Mauro)
  • Il Croce, per conto suo, fu meno crociano di molti suoi seguaci per il fatto che in lui il temperamento, il gusto, non furono quasi mai sopraffatti dai suoi schemi teorici. (Leo Valiani)
  • [...] il Croce si è sempre trovato a suo agio di fronte ad artisti pienamente «sliricati», totalmente aderenti a un motivo fondamentale, a uno stato d'animo unitario. Artisti come Ariosto e Verga perevano nati apposta per lui perché ogni loro pagina li contiene per intero. (Leo Valiani)
  • Innanzi alla corsa della maggior parte degli uomini di cultura di ogni paese a porre la scienza a servizio dei compiti della guerra, Croce fu allora tra i pochissimi che tenne fede al dovere verso la Verità, ed il solo, in Italia, a scrivere e a combattere apertamente le nuove storture mentali e morali. (Vittorio de Caprariis)
  • [...] la più efficace difesa della civiltà e della cultura... si è avuta in Italia, per opera di Benedetto Croce. Se da noi solo una frazione della classe colta ha capitolato di fronte al nemico... a differenza di quel che è avvenuto in Germania, moltissimo è dovuto al Croce. (Guido De Ruggiero)

[modifica] Bibliografia

  • Benedetto Croce, Breviario di estetica, G. Laterza e Figli, Bari, 1912.
  • Benedetto Croce, Storia d'Europa nel Secolo Decimonono, Laterza, Bari 1965.
  • Benedetto Croce, Ariosto, Shakespeare e Corneille, Laterza, Bari 1968.
  • John Ruskin, Le pietre di Venezia (The Stones of Venice), traduzione di A.Tomei, Vallecchi 1974.

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