Bologna

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Bologna, le torri

Citazioni su Bologna.

  • Bella e dolce Bologna! Vi ho passato sette anni, forse i più belli... (Pier Paolo Pasolini)
  • Bologna è una vecchia signora dai fianchi un po' molli col seno sul piano padano ed il culo sui colli... (Francesco Guccini)
  • Bologna era bella, amabile, degna di essere goduta con l'anima e la carne. Dietro le luminose vetrine della libreria Zanichelli aleggiava ancora lo spirito eternamente corrucciato del Carducci. (Rino Alessi)
  • È Bologna una delle principali città d'Italia e, come si suol dire, della prima bussola, piena di popolo, di arti e di ricchezze, e abbondante di tutte le cose appartenenti alla vita umana. Nella città sono le strade belle con palazzi superbissimi, dei quali si veggono alcune entrate convenienti più. a castelli di Principi che a palazzi di gentiluomini privati. Sono di belle e grandi Chiese; la principale, ch'è sulla piazza, è dedicata a S. Petronio, padrone e protettore della città. È posta in piano sotto la costa di alcuni colli, sopra uno dei quali è con un ricco monastero, la Chiesa detta di s. Michele del bosco, onde si può vedere distintamente tutta la città, la quale è di forma quadrata, se bene non è quadra per l'appunto. (Andrea Minucci)
  • Il suo Teatro Comunale è fra i migliori d'Italia per le stagioni liriche di altissimo livello e per aver creato attorno a sé il primo grande pubblico wagneriano della penisola. (Chino Alessi)
  • In Bologna si facciano salsicciotti i migliori che mai si mangiassero; mangiansi crudi, mangiansi cotti, e a tutte l'ore ne aguzzano l'appetito. (Ortensio Lando)
  • La "grassa" Bologna, come con vena sarcastica viene definita, è tale certamente per la ricchezza, per l'abbondanza, per lo spirito godereccio della sua gente. Ma è anche un centro di grande cultura, di eleganza, di bello stile di vita, di valore universitario mondiale. (Chino Alessi)
  • La "grassa Bologna" era tutt'altro che quel dedalico mondo conventuale che Ugo Foscolo aveva visto forse in un momento di cattivo umore. (Rino Alessi)
  • Le grandi date di Bologna erano le «prime» della stagione lirica al Teatro Comunale, in autunno (il pubblico bolognese si vantava, a giusta ragione, wagneriano dopo una famosa prima del Lohengrin diretto da Angelo Mariani) e a carnevale, il «veglione dei fiori». (Rino Alessi)
  • Or chi pria leverà d'Italia il grido | Spezzando il vario, infame, antico freno? | Di martiri e d'eroi famoso nido, | Voi Modena e Bologna. Oh al dì sereno || Di libertà cresciute, anime altere | Tra i ceppi sanguinanti e gli egri esigli | E gli orrendi martòri in prigion nere, || Voi ne' tedeschi e ne' papali artigli | Chi più mai renderà, poi che un volere | Raccoglie alfin de la gran madre i figli? (Giosuè Carducci)
  • Per finir poi di parlarvi di Bologna, dirò che vi si viveva allora e vi si vive sempre allegramente, lautamente, con grandi agevolezze di buone amicizie, e di festive brigate. La città dà mano alla villa e la villa alla città: belle case, bei giardini, e grandi commodi senza le stirecchiature di quel lusso provinciale che dice: «rispettatemi perché costo troppo e devo durare assai!...» (Ippolito Nievo)
  • Qual pare a riguardar la Garisenda | 'sotto 'l chinato, quando un nuvol vada | sovr'essa sí, che ella incontro penda | tal parve Anteo a me che stava a bada |di vederlo chinare (Dante Alighieri)
  • Qualche anno fa sono tornato a Bologna. L'avevo lasciata all'età di due anni ed era come se la vedessi per la prima volta. Avevo allora dodici anni, ma non seppi scoprire le bellezze decantate dai miei genitori. Un cielo grigio faceva da cappa quel giorno a Bologna. La gente invadeva portici e strade, rumorosa, eppur quieta, sicura. Avevo immaginato altrimenti. Una città di utopia, un paese spensierato e felice, dove corre a fiumi il denaro, si incontra ad ogni passo il teatro, da ogni caffè giunge musica da operetta. La gente, sempre un po' brilla danza sotto trionfi di mortadella. Pensai deluso: – Qui sono nato? In questo grigio palazzo? In queste umide strade che vidi con l'immaginazione innaffiare con il vino? (Michele Valori)
  • Qualora le Città nobili usassero far doni ai poeti, che mai avrebbe potuto donare Bologna all'estremo Omeride se non la testa dell'Athena Lemnia? (Gabriele D'Annunzio)
  • Quella che lei chiama Bologna, è un cosa grande, che va da Parma fino a Cattolica ... dove davvero la gente vive a Modena, lavora a Bologna e la sera va a ballare a Rimini ... è una strana metropoli ... che s'allarga a macchia d'olio tra il mare e gli Appennini. (Carlo Lucarelli)
  • Si usava dire la "grassa Bologna" volendo alludere più che al peso degli abitanti, alla loro carnalità, al loro amore per la buona tavola e alle sane conseguenze fisiologiche di questo amore. (Rino Alessi)
  • Surge nel chiaro inverno la fosca turrita Bologna, | E il colle di sopra bianco di neve ride. (Giosuè Carducci)
  • Vigna, nel mio cortil nereggia un fico | L'albero sarto del gran padre Adamo: | Io pranzo all'ombra de' suoi rami e dico: | – Vecchia Bologna, t'amo! (Memorie Bolognesi, da Postuma, Olindo Guerrini)

Proverbi italiani[modifica]

  • Bologna la grassa, ma Padova la passa.

Voci corelate[modifica]

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