Borís Leonídovič Pasternàk
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Borís Leonídovič Pasternàk (1890 – 1960), scrittore russo.
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[modifica] Citazioni di Borís Leonídovič Pasternàk
- L'arte [...] è una spugna [...] deve succhiare e lasciarsi impregnare [...]. Deve sempre essere in mezzo agli spettatori e guardare ogni cosa con una purezza, una ricettività, una fedeltà sempre più grandi. (da Alcune posizioni)
- L'arte è realistica come l'attività, e simbolica come il fatto. (da Il salvacondotto)
- Quanto coraggio ci vuole per recitare nei secoli, come recitano i burroni, come recita il fiume. (citato in Enzo Biagi, In Russia)
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- L'arte non è pensabile senza rischio e sacrificio spirituale di sé.
- Sei l'ostaggio dell'eternità, un prigioniero del tempo.
[modifica] Il dottor Živago
[modifica] Incipit
Andavano e sempre camminando cantavano eterna memoria, e a ogni pausa era come se lo scalpiccio, i cavalli, le folate di vento seguitassero quel canto.
I passanti facevano largo al corteo, contavano le corone, si segnavano. I curiosi, mescolandosi alla fila, chiedevano: "Chi è il morto?" La risposta era: "Živago." "Ah! allora si capisce." "Ma non lui. La moglie." "È lo stesso. Dio l'abbia in gloria. Gran bel funerale."
[modifica] Citazioni
- Io non amo la gente perfetta, quelli che non sono mai caduti, non hanno inciampato. La loro è una virtù spenta, di poco valore. A loro non si è svelata la bellezza della vita.
- L'uomo nasce per vivere, non per prepararsi alla vita.
- La politica non mi dice nulla. Non mi piacciono gli uomini indifferenti alla verità.
- Vivere significa sempre tendere in avanti, verso l'alto, verso la perfezione, e raggiungerla.
[modifica] Explicit
Agli amici ormai invecchiati, seduti presso la finestra, pareva che quella libertà dell'anima fosse giunta, che proprio quella sera il futuro si fosse tangibilmente calato in quelle vie, là sotto, che loro stessi fossero entrati nel futuro e ivi si trovassero d'ora in poi. Una gioiosa, commossa sicurezza per quella sacra città e per tutta la terra, per i personaggi di questa storia giunti fino a quella sera e per i loro figli, li penetrò e li afferrò con una sommessa musica di felicità, che si effondeva lontano, tutt'attorno. Il piccolo quaderno tra le loro mani sembrava sapesse tutto questo e desse ai loro sentimenti un sostegno e una conferma.
[modifica] Bibliografia
- Borís Leonídovič Pasternàk, Il dottor Živago, traduzione di Pietro Zveteremich, Feltrinelli, 1989. ISBN 8807804441
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