Boris Vian
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Boris Vian (1920 – 1959), scrittore francese, ingegnere, trombettista jazz, cantautore, attore, traduttore.
- È molto meno indecente andare a letto insieme che guardarsi negli occhi. (inedito; citato in Elena Spagnol, Citazioni)
- La donna è quel che si è trovato di meglio per sostituire l'uomo quando si ha la scarogna di non essere pederasti. (da Textes et chansons; citato in Elena Spagnol, Citazioni, Garzanti, 2003)
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- La fantascienza è una nuova mistica, è la resurrezione della poesia epica: l'uomo e il suo superamento, l'eroe e le sue imprese, la lotta contro l'ignoto.
[modifica] L'autunno a Pechino
[modifica] Incipit
Svogliato Amadis Dudu camminava lungo la viuzza, la più lunga delle scorciatoie che portavano alla fermata dell'autobus 975. Ogni giorno, poiché scendeva prima della sua fermata mentre la vettura era in moto, doveva pagare tre scontrini e mezzo; tastò la tasca del gilè per sentire se ne aveva ancora. Sì. Sopra un mucchio di immondizie vide un uccello che, beccando tre scatole di latta vuote, ne cavava le note dei Battellieri del Volga; di fermò, ma l'uccello, dopo una nota falsa, schizzò via, indispettito, brontolando nel becco parolacce da uccello. Amadis riprese a camminare cantando il seguito, ma anche a lui sfuggì una stecca e buttò là una bestemmia.
[modifica] Citazioni
- Dupont, il servitore negro, stava preparando in cucina un barattolo di carne in conserva per la cena. Doveva, innanzi tutto, far bollire in acqua abbondante la carne fibrosa di mummia, col suo condimento cerimoniale; poi distillare la saldatura, riempire di ripieno la scatola di latta stagnata con la carne bollita in abbondante acqua, non senza prima aver vuotato l'acqua abbondante nel minuscolo lavandinio; infine saldare il coperchio e ecco pronto per la cena il barattolo di carne in conserva.
Dupont, figlio di laboriosi artigiani, li aveva assassinati perché potessero finalmente smettere di lavorare e riposare in santa pace. A evitare le inevitabili congratulazioni viveva appartato una vita di religione e di abnegazione, nella speranza di essere canonizzato dal Pontefice prima di morire, come padre de Foucault il banditore della crociata. - Il cagnolino travolto da Agathe Marion che, al solito, guidava senza guardare, aveva i polmoni di un verde strano. Così almeno poté constatare il netturbino la cui agile scopa precipitò la carogna dentro una chiavica. La fognatura poco dopo cominciò a vomitare, e si dovette dirottare la circolazione per alcuni giorni.
[modifica] Incipit di Sputerò sulle vostre tombe
Nessuno mi conosceva a Buckton. Clem aveva scelto la città per questo; e, d'altra parte, anche se avessi voluto cambiare idea non mi restava benzina sufficiente per risalire più a nord. Appena cinque litri. Un dollaro, e la lettera di Clem, era tutto quello che possedevo. La valigia, non ne parliamo neppure. Per quello che conteneva. Dimentico: avevo nel portabagagli il revolver del ragazzo, uno sparuto 6.35 a buon mercato; ce l'aveva ancora in tasca quando lo sceriffo era venuto a dirci di portarci a casa il cadavere per farlo seppellire. Devo dire che contavo più sulla lettera di Clem che su tutto il resto. Avrebbe dovuto funzionare, bisognava che funzionasse. Guardavo le mani sul volante, le dita, le unghie. Nessuno avrebbe trovato niente da ridire. Nessun rischio da quel lato. Forse me la sarei cavata...
[modifica] Bibliografia
- Boris Vian, L'autunno a Pechino, traduzione di Massimo Binazzi e Michele Maglia, Rizzoli, 1969
- Boris Vian, Sputerò sulle vostre tombe, traduzione di Stefano del Re, Interno Giallo Editore, Milano 1991.
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