Bruno Forte

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Bruno Forte

Bruno Forte (1949 – vivente), teologo, professore universitario, saggista ed arcivescovo cattolico italiano.

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[modifica] Citazioni di Bruno Forte

  • Chi avesse perso il gusto di porsi la domanda sul senso d'esistere, chi fosse divenuto incapace di scandalizzarsi davanti al male che devasta la terra e al dolore dei poveri e degli innocenti, chi non soffrisse più dell'intollerabilità dell'ultimo addio, chi non avesse più il coraggio di interrogarsi fino in fondo, non dovrebbe accostarsi alla ricerca della Verità, perché non troverebbe altro che una selva di enigmi inesplicabili. (da La vera domanda e il prezzo della Verità omelia del 20 novembre 2008)
  • Il tempo è la perenne novità del dono che l'Eterno fa alla creatura dell'esistenza, dell'energia e della vita, l'atto della continua creazione, l'eternità che si proietta nello spazio: esso è la partecipazione allo spazio creato del dinamismo dell'amore eterno, l'inserzione dell'esteriorità del mondo nell'interiorità di Dio, l'atto sempre nuovo per il quale ciò che è avvenuto nel primo mattino degli esseri si compie ed è accolto in ogni istante del loro esistere. (da Tempo splendore di Dio in Il Sole-24 Ore, 19 Maggio 2002)
Quale avvenire per il cristianesimo? , in Zenit, 9 febbraio 2008
  • La condizione post-moderna, cui è approdato il viaggio dell'Occidente, consiste insomma nel nuotare da naufraghi in mezzo al mare della vita, cercando di costruire una zattera su cui rifugiarci.
  • Proprio dalla dimensione religiosa e trascendente dell'esistenza umana siano nati alcuni dei processi più radicali di trasformazione e di crisi degli universi totalizzanti delle ideologie.
  • La decadenza priva l'uomo della passione per la verità, lo spoglia di quelle motivazioni forti che l'ideologia ancora sembrava offrirgli.
  • C'è un primato inalienabile del bene e del vero, cui nessun potere di questo mondo ha diritto di sostituire altri primati.
  • L'alternativa che la fede oppone alle ideologie sta precisamente nella possibilità di sperimentare un rapporto personale con la Verità, nutrito di ascolto e di dialogo con il Dio vivo.
  • L'avvenire del cristianesimo o sarà più marcatamente spirituale e mistico o potrà ben poco contribuire al superamento della crisi e al cambiamento in atto nel mondo.
  • La "folla delle solitudini" è il prodotto tipico del nichilismo della postmodernità.
  • L'avvenire del cristianesimo o sarà sempre più marcato dal primato della carità, e quindi dall'impegno per la giustizia e per la pace, o non sarà.
Il "villaggio globale" cerca Dio , in Zenit, 26 febbraio 2008
  • Nel nord, come nel sud del mondo, di fronte al villaggio postmoderno, come di fronte al rovescio della storia e alla sfida delle varie religioni, alla teologia cristiana si chiede di continuare a vivere la doppia e unica fedeltà, al tempo e all'Eterno, al presente degli uomini e al domani di Dio, in compagnia del popolo scelto dal Signore per essere in mezzo ai popoli la Chiesa dell'amore, la comunità della speranza più forte del dolore e della morte.
  • Nel clima di decadentismo, tutto cospira per portare gli uomini a non pensare più, a fuggire dallo sforzo e dalla passione del vero, per abbandonarsi a ciò che si può godere immediatamente.
  • Mantenendo ferma la necessità di Cristo e della sua mediazione, si prende sul serio la possibilità universale della salvezza.
L'assordante silenzio di Eluana, in Il Messaggero, 4 febbraio 2009
  • Che qualcuno gridi qui alla vittoria dello Stato di diritto, proprio non riesco a capirlo: ciò che nei prossimi giorni sarà sotto gli occhi di tutti è una casa di cura – un centro deputato a promuovere, custodire e curare la vita – dove una giovane Donna [Eluana Englaro] è lasciata morire di inedia.
  • L'amore comunica dove altrimenti non c'è che solitudine e rinuncia: l'amore intesse dialoghi non verbali, fatti anche soltanto del contatto di una mano sull'altra, di una prossimità attenta e discreta, di un essere accanto con la tenerezza infinita che si ha verso la creatura amata, anche quando questa vive in uno stato solo vegetativo.
  • L'amore ti fa sentire la musica che le orecchie non odono, e dire le parole che le labbra non sanno pronunciare.
  • Se una sentenza può decidere di togliere acqua e cibo a qualcuno per farlo morire, stabilendo che questo è legale, mi sembra che una voragine si apra davanti a noi, un buco nero nella nostra convivenza civile.
La parabola dell'umanesimo ateo, in Avvenire, 19 agosto 2009
  • Il bene c'è ed è assoluto; esso si i­dentifica anzi con l'Assoluto stesso, di cui è il volto attraente, lo splendo­re irradiante, l'esigenza amabile, il dono perfetto.
  • Fra il male e il bene la scelta non sarebbe allora che una: con Dio o contro Dio; per l'Assoluto o per le onnivore fauci del nulla.
  • La coscienza dell'impossibilità di un'etica tutta soggettiva si impone alla riflessione dei moderni: che be­ne sarebbe il bene che fosse tale solo per me?
  • Non può esserci agire morale, lì do­ve non ci sia l'altro, riconosciuto in tutto lo spessore irriducibile della sua alterità.
  • Chi afferma se stesso al pun­to da negare consapevolmente o di fatto ogni altro su cui misurarsi, nell'atto stesso di questa afferma­zione sazia, idolatrica, nega se stes­so come soggetto morale, nega anzi la possibilità stessa di una scelta etica fra bene e male, perché annega o­gni differenza nell'oceano asfissian­te della propria identità.
  • La lezione di Kant conserva tutta la sua verità: l'imperativo mo­rale o è categorico, e dunque incon­dizionato, o non è.

[modifica] Cresimarsi perché

  • Ci sono momenti in cui – se ti fidi di Dio e usi intelligenza e buona volontà – puoi guadare anche il torrente più impervio e avanzare libero e sereno nel cammino della vita.
  • [La cresima è] Lo Spirito viene a prendere possesso del nostro cuore.
  • Quando lo Spirito viene ad abitare in noi, agisce al tempo stesso come vincolo di unità e sorgente di libertà: unisce il nostro cuore al Padre, vi rende presente Gesù e ci spinge a darci agli altri nell'amore, valorizzando in pieno la nostra libertà.
  • Basta, però,avere un po' di conoscenza della vita per renderci conto di quanto abbiamo bisogno di forza dall'alto per vincere l'egoismo e la paura di amare.

[Bruno Forte, Cresimarsi perché? La confermazione e la bellezza di Dio, San Paolo, 2009]

[modifica] La pietas del pensiero

  • Agonia è l'altro volto dell'esperienza dell'alterità: se l'Altro è altro il rapporto all'altro è lotta.
  • Dove è tolta la differenza il potere dell'identità è assoluto e brutale.
  • Dove l'essere trascendente è debole o oscurato, la soggettività si sente in diritto di governare il mondo e la vita con despotismo totale.
  • Dove non si fa esperienza dell'interruzione, la coscienza resta assopita in una sorta di assente letargo, sazio di sé, vuoto di vita.
  • Il destino dell'ideologia è di divorare se stessa, di celebrare la sua fine celebrando il suo trionfo, di alienare totalmente l'uomo, che pure voleva liberarlo dall'alienazione.
  • Il pensiero nasce dal dolore. Ogni non negligente pensare muove dalla lacerazione.
  • La croce è la suprema teologia: ma non di meno essa è per il filoso della tradizione occidentale il luogo della provocazione più alta, con cui non può che confrontarsi, non per una sorta di pretesa d'assolutezza del cristianesimo, ma per la storia degli effetti della rivelazione cristiana sull'etohs, di cui tutti siamo figli in Occidente.
  • Lottare con Dio è al tempo stesso la debolezza e la forza del teologo, ma è anche la forza e la debolezza del filoso, che non siano negligenti.
  • Pretendendo di spiegare tutto e di cambiare il mondo in maniera conseguente alla spiegazione totale, l'ideologia si vede costretta a forzare la realtà, che le appare ottusa e resistente.

[in Aa.vv., Comunicare la fede, Jaca book, Milano, 1994]

[modifica] La Torre di Babele del nostro tempo

  • Perdute le certezze che le ideologie ci avevano offerto, siamo diventati noi stessi i naufraghi.
  • Mancando punti di riferimento certi, tutto appare fluido, giustificato o giustificabile in rapporto all'onda che passa.
  • La fiducia assoluta nell'autonomia dell'uomo porta alla perdita di ogni riferimento trascendente: la persona finisce con l'annegare nella propria solitudine, e il sogno dell'emancipazione si infrange nei rivoli del totalitarismo.
  • L'illusione di una purezza dell'identità o della razza è follia ideologica.
  • Se una cultura è viva e vitale, essa è anche in grado di avviare un processo di mutuo scambio e di reciproca comprensione con l'identità altrui che venga ad abitarla.
  • Rispettare la dignità di ogni essere personale è il primo impegno cui chiama la Costituzione, in piena sintonia con l'idea cristiana dell'assolutezza, singolarità e pari dignità di ogni uomo o donna davanti a Dio e alla storia.
  • Non sarà l'omologazione delle differenze il futuro dell'umanità, ma la loro convivialità, il loro reciproco riconoscersi e accettarsi, sul fondamento comune della dignità assoluta di ogni persona umana e del diritto di ciascuno all'uguaglianza, formale e sostanziale.

[Bruno Forte, La Torre di Babele del nostro tempo , in Il Sole-24 Ore, 18 aprile 2009]

[modifica] La Parola per vivere

  • Il Signore dice ciò che fa e fa ciò che dice.
  • La Chiesa è la casa della Parola, la comunità dell'interpretazione, garantita dalla guida dei pastori a cui Dio ha voluto affidare il Suo gregge.
  • Se capisci che la Bibbia è questa lettera di Dio, che parla proprio al tuo cuore, allora ti avvicinerai ad essa con la trepidazione e il desiderio con cui un innamorato legge le parole della persona amata.
  • Solo Dio poteva rompere il silenzio dei cieli e irrompere nel silenzio del cuore: solo Lui poteva dirci – come nessun altro – parole d'amore.
  • Solo il Dio che è Amore può dirci che non siamo soli in questo mondo e che la nostra casa è nella città celeste, dove non ci sarà più né dolore né morte.

[Bruno Forte, La Parola per vivere, San Paolo Edizioni, Milano, 2007]

[modifica] Maria, la donna icona del Mistero

  • Le grandi cose avvenute nella giovane di Nazareth [Maria] non rivelano processi universali o leggi cosmiche, ma presentano il carattere di eventi di grazia, di storie di salvezza, segnate dall'oscurità anzitutto per colei che le ha vissute.
  • Maria soffrirà moralmente e spiritualmente per causa nostra e diverrà la Madre dei dolori, ma questa sofferenza non proverrà da uno squilibrio interiore, bensì dalla malizia degli uomini e dal suo amore per loro.
  • Non diversamente da tutte le generazioni anche la nostra è chiamata a parlare di Maria, la serva del Signore.
  • Parlare di lei [Maria] è innanzitutto un atto di obbedienza alla volontà dell'Eterno.

[Bruno Forte, Maria, la donna icona del Mistero: saggio di mariologia simbolico-narrativa, San Paolo Edizioni, 1989]

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