Gautama Buddha

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Gautama Buddha

Siddhārtha Gautama, meglio conosciuto come Gautama Buddha o semplicemente Buddha (566 a.C. – 486 a.C.), monaco, filosofo e mistico indiano, fondatore del Buddhismo.

Citazioni di Buddha[modifica]

  • È meglio impedire a una bestia di soffrire, piuttosto che restare seduto a contemplare i mali dell'universo, pregando in compagnia dei sacerdoti.[1]
  • È normale per voi, o Kalama, avere dubbi e perplessità. Il dubbio si è generato in voi perché si tratta di argomenti controversi. Ora, ascoltate, o Kalama. Non fatevi guidare da dicerie, tradizioni o dal sentito dire. Non fatevi guidare dall'autorità delle sacre scritture né solo dalla logica o dall'inferenza né dalla considerazione delle apparenze né dal piacere della speculazione né dalla verosimiglianza né della considerazione "Il monaco è il nostro maestro". Ma, o Kalama, quando capite da voi stessi: "Queste cose non sono salutari (akusala), ma sono sbagliate e cattive, bandite dai saggi", allora abbandonatele... e quando capite da voi stessi: "Queste cose sono salutari (kusala) e buone, portano beneficio e felicità" allora accettatele e seguitele.[2]
  • Le creature senza piedi hanno il mio amore, e così lo hanno quelle a due piedi e anche quelle a molti piedi. Possano tutte le creature, tutte le cose che hanno vita, tutti gli esseri di qualunque specie, non avere mai nulla che possa danneggiarle. Possa non accadere loro mai nulla di male.[3]
  • Noi siamo quello che pensiamo.[4]
  • Non credete minimamente a ciò che dico. Non prendete nessun dogma o libro come infallibile.[5]
  • Per evitare di causare terrore agli esseri viventi, che il discepolo si astenga dal mangiare carne... Il cibo del saggio è quello che consumano i sadhu [gli uomini santi]; non è fatto di carne... Ci saranno alcuni sciocchi in futuro che diranno che io ho dato il permesso di mangiare carne, e che io stesso ne ho mangiata, ma... io non ho permesso a nessuno di mangiare carne, non lo permetto ora, non lo permetterò in nessuna forma, in nessun modo e in nessun luogo; è incondizionatamente proibito a tutti.[6]
  • [Ultime parole] Ricordate, o monaci, queste mie parole: tutte le cose composte sono destinate a disintegrarsi! Dedicatevi con diligenza alla vostra propria salvezza!
Handa dāni, bhikkave, āmantayāmi vo: "vayadhammā saṅkhārā appamādena sampādethā"ti.[7]
  • Se in battaglia un uomo ne vincesse mille, e un altro vincesse se stesso, il vero vincitore sarebbe il secondo.[8]
  • Viviamo nella paura, ed è così che non viviamo.[9]

Buddhacarita[modifica]

  • Quale essere razionale, consapevole di vecchiaia, malattia e morte, potrebbe starsene tranquillamente in piedi, o seduto, oppure sdraiato, o tanto meno ridere?
    Invece, chi rimane tranquillo e imperturbabile nel vedere un suo simile vecchio, ammalato o morto, è come un essere senza coscienza:
    infatti, se un albero viene privato di frutti e di fiori o cade tagliato, un altro albero non se ne affligge.
  • Impura e distorta: tale è la condizione naturale delle donne in questo mondo; ma l'uomo, ingannato da vesti e ornamenti, per le donne incorre nella passione.
  • Come gli uccelli, dopo essersi incontrati sull'albero che li ospita, si separano, così l'incontro delle creature finisce sempre con la separazione.
    E come le nubi si addensano e di nuovo si allontanano, così, credo, è l'unione e la separazione degli esseri viventi.
  • Quale saggio potrebbe procedere in base [alle convinzioni] di un altro, come un cieco guidato da un cieco nella cieca oscurità?
    Benché io non abbia ancora accertato la verità, nel dubbio tra bene e male la mia decisione è comunque per il bene: davvero è preferibile il dolore di chi, magari invano, è rivolto al bene, alla felicità di chi, fors'anche a ragione, è rivolto al male.
  • Come può l'inquieto, che è spossato da fame, sete e mortificazioni e la cui mente non si regge per lo sforzo, raggiungere quel risultato che la mente deve raggiungere?

Dhammapada[modifica]

Incipit[modifica]

Gian Maria Annovi[modifica]

Gli elementi della realtà hanno la mente come principio, hanno la mente come elemento essenziale e sono costituiti di mente. Parlare o agire con mente corrotta è seguire la sventura come la ruota segue le zampe di una bestia da tiro.
[Citato in Michael Jordan, Buddha, traduzione di Gian Maria Annovi, Atlante, Monteveglio, 2003, p. 24. ISBN 88-7455-004-9]

Fruttero & Lucentini[modifica]

Tutte le cose hanno origine nella mente, la mente le produce, di mente sono fatte. Chi parla o agisce con mente corrotta, l'infelicità lo segue come la ruota segue il piede (del bue).
[citato in Fruttero & Lucentini, Íncipit, Mondadori, 1993]

Citazioni[modifica]

  • «Egli mi ha ingiuriato, picchiato, vinto e derubato»: in coloro che accolgono tali pensieri l'odio non si placa. «Egli mi ha ingiuriato, picchiato, vinto e derubato»: in coloro che non accolgono tali pensieri, si placa l'odio. (3-4; 2003, p. 169)
  • Mai, invero, si placano quaggiù gli odii con l'odiare: col non-odiare si placano. Questa è legge eterna. (5; 1994, p. 51)
L'odio non può mai fermare l'odio; solo l'amore può farlo, è legge antica.[8]
  • Come la pioggia entra in una casa mal coperta, così la passione penetra in una mente non abituata alla meditazione. Come una casa ben coperta rimane asciutta, così la passione non penetra nella mente che medita. (13-14; 2003, p. 147)
  • L'attenzione è il sentiero conducente all'immortalità, la disattenzione è il sentiero della morte; gli attenti non muoiono, i disattenti sono già come morti. (21; 1994, p. 53)
  • Come un pesce tolto dalla sua acquatica dimora e gettato sul pavimento, trema questo [nostro] pensiero, allorché deve rinunciare ad essere dominato da Māra. (34; 1994, p. 54)
  • Come un bel fiore smagliante [ma] privo di profumo, altrettanto belle ma prive di frutto sono le parole di colui che non agisca conforme a loro. (51; 1994, p. 56)
  • Il profumo dei fiori non va controvento, non [quello di] sandalo, tagara, o gelsomino; il profumo dei buoni va controvento, in tutti i sensi lo effonde il virtuoso. (54; 1994, p. 56)
  • Non è un'azione ben fatta quella che, una volta compiuta, cagiona pentimento, il cui compenso si riceve con volto lacrimoso e pianto. (67; 1994, p. 57)
  • Come un lago profondo, calmo e trasparente, così sereni divengono i saggi, che hanno ascoltato la verità del dharma. (82; 2003, p. 162)
  • Migliore di un discorso di mille parole prive di senso, è una sola frase sensata, udita la quale l'uomo si calma. (100; 2003, p. 172)
  • Vale più un giorno di vita di colui che vive saggio e meditante, di chi vive cent'anni vizioso e distratto. (111; 2003, p. 249)
  • Si affretti l'uomo verso il bene, custodisca la mente dal male. Di chi fa il bene fiaccamente, la mente si delizia nel male. (116; 1994, p. 62)
  • Se qualcuno compie il bene, continui a farlo e ne gioisca. La conservazione del bene porta vera felicità. (118; 2003, p. 237)
  • L'acqua, cadendo goccia a goccia, riempie anche una giara. L'uomo saldo si colma di bene, anche se lo accumula poco a poco. (122; 1994, p. 63)
  • Come di un mercante che, avendo molte ricchezze e poca scorta, evita la strada pericolosa, e come chi ama la vita evita il veleno, così si deve evitare il peccato.
    Colui nella cui mano non sia ferita può prendere con la mano il veleno: il veleno non penetra ove non c'è ferita, né vi è peccato per chi non lo commetta. (123-124; 1994, p. 63)
  • Riconosci te stesso in ogni essere, e non dare dolore, non dare la morte. (130; 1981, p. 186)
  • Non parlare aspramente ad alcuno: coloro ai quali tu parli ti potrebbero rispondere: le contumelie sono sgradevoli: potrebbero coglierti, in cambio, bastonate su bastonate! (133; 1994, p. 63)
  • Ho corso lungo innumerevoli esistenze, cercando il costruttore della casa, né lo ho trovato: eppure è doloroso tornare a nascere ogni volta! O costruttore! Sei stato scoperto, non costruirai di nuovo la casa! Tutte le travi sono spezzate, la capriata è crollata; lo spirito, cancellata ogni concezione, ha estinto la sete! (153-154; 2003, p. 45)
  • Avendo domato se stesso si acquista un padrone difficile da conquistare. (160; 1994, p. 66)
  • Chi agisce male, come un albero soffocato da rampicanti, rende se stesso come desidera il suo nemico. (162; 2003, p. 227)
  • Facili sono a farsi le cose non buone, dannose per noi stessi: ciò che, invece, è benefico, ciò che è buono, questo è davvero estremamente difficile a compiersi. (163; 1994, p. 66)
  • Questo mondo è coperto di tenebre, pochi vi possono veder chiaro: raro è chi si alza in volo verso il cielo come un uccello sfuggito dalla rete. (174; 2003, p. 176)
  • Difficile è raggiungere lo stato di uomo, difficile è vivere come mortale, arduo è che sorgano dei buddha. (182; 2003, p. 12)
  • Viviamo dunque felici, noi che non possediamo nulla: nutrendoci della gioia come i risplendenti dèi. (200; 2003, p. 18)
  • La vittoria alimenta inimicizia, perché chi è vinto giace dolente. Chi ha abbandonato vittoria e sconfitta, costui ristà tranquillo e felice. (201; 1994, p. 69)
  • Liberate la mente da ciò che piace o non piace. Negarsi ciò che piace è doloroso così come la presenza di ciò che non ci piace. (210; 2003, p. 213)
  • Dal piacere nasce il dolore, dal piacere nasce la paura: per chi è libero dal piacere non esiste dolore: di che cosa dovrebbe aver paura? (212; 2003, p. 158)
  • Vinci l'ira con la delicatezza, la cattiveria con la bontà, l'avarizia con la generosità, la menzogna con la verità. (223[10])
  • Non c'è mai stato, non ci sarà, né c'è adesso un uomo che sia sempre biasimato o un uomo che sia sempre lodato. (228; 1994, p. 72)
  • L'intelligente soffi via da sé le impurità poco a poco, un momento dopo l'altro, come l'argentiere dall'argento. (239; 1994, p. 73)
  • […] la pigrizia è la ruggine della bellezza, la distrazione è la ruggine del guardiano. (241; 1994, p. 73)
  • Facile a scorgere è l'errore altrui, difficile è, invece, il proprio. (252; 1994, p. 74)
  • Chi scorge le mancanze altrui ed è sempre pronto ad irritarsi, di costui crescono le passioni ed egli è ben lungi dalla loro distruzione. (253; 1994, p. 74)
  • Dall'ascesi nasce la saggezza: mediante la non-ascesi si perde la saggezza. Avendo conosciuto questa duplice via, ognuno si disponga in modo tale da accrescere la saggezza. (282; 2003, p. 22)
  • Colui il quale non si identifica col proprio nome-e-forma, che non si affligge per ciò che non è più, costui è chiamato bhikkhu. (367; 1994, p. 84)
  • Colui il quale pronuncia parole veraci, prive di asprezza ed istruttive, con le quali non si offende alcuno, costui io chiamo brāhmaṇa. (408; 1994, p. 88)

Citazioni sul Dhammapada[modifica]

  • Nel Dhammapada si raccomanda, per ottenere la liberazione, di scrollare la doppia catena del Bene e del Male. Che il Bene stesso sia un ostacolo, siamo troppo arretrati spiritualmente per poterlo ammettere. Perciò non siamo liberati. (Emil Cioran)

Citazioni su Buddha[modifica]

  • Budda non rinnegò mai l'Induismo, ma ne ampliò la base. (Mahatma Gandhi)
  • Il Buddha, come Cristo, non ebbe il proposito di fondare una religione. Il suo fine fu la salvazione personale di un gruppo di monaci che credevano nella reincarnazione e volevano sfuggire ad essa. (Jorge Luis Borges)
  • Il Buddha credeva negli dei perché essi appartenevano al suo bagaglio culturale, ma non credeva che essi fossero di grande aiuto agli uomini. Anch'essi facevano parte di un mondo di dolore e di insicurezza, non avevano aiutato nemmeno lui a raggiungere l'illuminazione [...]. Il Buddha, dunque, insegnò ai suoi discepoli non ad affidarsi a un dio, ma a salvare se stessi. (Karen Armstrong)
  • Il Buddha era promotore di un insegnamento semplice e diretto, finalizzato alla liberazione e privo di fronzoli teorici: il suo intento era puramente pragmatico. È ben nota la sua diffidenza nei confronti delle varie posizioni speculative, riducibili a mere opinioni. (Leonardo Vittorio Arena)
  • Quando nacque il maestro della Liberazione degli esseri viventi, il mondo divenne oltremodo pacifico come se, essendo in uno stato di disordine, avesse trovato un sovrano. (Aśvaghoṣa)

Note[modifica]

  1. Citato in Mario Canciani, Gli animali e le religioni, in Stefano Apuzzo e Monica D'Ambrosio, Anche gli animali vanno in paradiso: Storie di cani e gatti oltre la vita, Edizioni Mediterranee, Roma, 2007, p. 20. ISBN 88-272-1417-8
  2. Da Kalama Sutta, traduzione di Maria Angela Falà; citato in buddhadharma.it.
  3. Citato in Franco Libero Manco, Biocentrismo. L'alba della nuova civiltà, Nuova Impronta Edizioni, Roma, 1999, p. 31.
  4. Citato in Claudio Scalco, Gianluca Gambirasio, Atteggiamenti mentali e azioni per il successo, FrancoAngeli, Milano, 2012, p. 28. Citato anche in Osho, La mente che mente: Commenti al Dhammapada di Gautama il Buddha, Feltrinelli, 2006, p. 6: «Siamo ciò che pensiamo...».
  5. Citato in Gandhi, Buddismo, Cristianesimo, Islamismo, traduzione di Lucio Angelini, Tascabili Economici Newton, Roma, 2000, p. 30, ISBN 88-7983-259-X
  6. Citato in Steven Rosen, Il vegetarismo e le religioni del mondo, traduzione di Giulia Amici, Gruppo Futura – Jackson Libri, 1995, p. 129, ISBN 88-256-0826-8
  7. Da Mahāparinibbānasuttanta, Dīgha Nikāya, 16.
  8. a b Citato in Jorge Luis Borges, Cos'è il buddismo, a cura di Francesco Tentori Montalto, Grandi Tascabili Economici Newton, Roma, 2012, p. 99. ISBN 978-88-541-3510-9
  9. Citato in Rossella Canevari, No panic, Newton Compton editori, Roma, 2012, epigrafe. ISBN 978-88-541-4386-9
  10. Citato in dhammapada, saibaba.it.

Bibliografia[modifica]

  • Buddha, Dhammapada, in Aforismi e discorsi, a cura di Pio Filippani-Ronconi, Tascabili Economici Newton, Roma, 1994. ISBN 88-7983-439-8
  • Michael Jordan, Buddha, traduzione di Gian Maria Annovi, Atlante, Monteveglio, 2003. ISBN 88-7455-004-9
  • Amedeo Rotondi, Saggezza dell'Oriente. Massime, sentenze, aforismi, pensieri, proverbi, Astrolabio, Roma, 1981.

Voci correlate[modifica]

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