Camille Flammarion
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Nicolas Camille Flammarion (1842 – 1925), astronomo francese.
- Cieco chi guarda il cielo senza comprenderlo: è un viaggiatore che attraversa il mondo senza vederlo; è un sordo in mezzo a un concerto.
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[modifica] Per la scienza dell'anima
[modifica] Incipit
Signore, signori, cari colleghi,
Sarebbe stato mio vivo desiderio quello di recarmi personalmente presso di voi per presentarvi i miei profondi e simpatici ringraziamenti dell'onore fattomi dalla celebre Società delle Ricerche Psichiche; ma era difficile allontanarmi nel presente momento da Parigi e da Juvisy e tengo ad esprimervene il mio rincrescimento. Fortunatamente noi possiamo conversare insieme da lontano come da vicino a voi ed, in realtà, io mi sento vicino a voi in ispirito e col cuore.
[modifica] Citazioni
- Lo scopo della scienza non è la credenza, ma l'investigazione. (p. 18)
- L'uomo è un atomo pensante in seno dell'infinito e dell'eternità, vivente sulla Terra tra l'infinitamente grande e l'infinitamente piccolo. (p. 28)
- Che diviene l'anima dopo la vita terrestre? Esiste essa intrinsecamente? Ovvero essa è, come pretendono i materialisti, una funzione del cervello che nasce e cresce con esso e si estingue all'ultimo respiro? (p. 41)
- Che divengono le anime? Come esse vivono? Dove esse sono? La pluralità delle esistenze è il corollario normale della pluralità dei mondi? Nel 1865 un filosofo francese, Andrea Pezzani, laureato all'Istituto, pubblicò un'opera: La Pluralità delle esistenze dell'anima, facendo seguito nel suo pensiero alla mia opera: «La pluralità dei mondi abitati» – e in questo libro, al Capitolo intitolato «Jean Reynard, Henri Martin, Flammarion» egli presenta tale dottrina come scientificamente stabilita. Eccoci presso a sessant'anni da allora, vi ho sempre pensato dopo e mi pare che la dimostrazione non siasi ancora raggiunta. (p. 43)
[Camille Flammarion, Per la scienza dell'anima, traduzione di Francesco Zingaropolo, Società Editrice Partenopea, Napoli, 1923.]
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