Carl Schmitt
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Carl Schmitt (1888 – 1985), giurista e filosofo tedesco.
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[modifica] Le categorie del politico
- L'umanità è uno strumento particolarmente idoneo alle espansioni imperialistiche ed è, nella sua forma etico-umanitaria, un veicolo specifico dell'imperialismo economico.
- Maledire la guerra come assassinio e poi pretendere dagli uomini che essi facciano la guerra e in guerra uccidano e si lascino uccidere, affinché "non vi sia mai più una guerra" è un inganno manifesto.
- Ogni contrasto religioso, morale, economico, etnico o di altri tipo si trasforma in un contrasto politico, se è abbastanza forte da raggruppare effettivamente gli uomini in amici e nemici.
[modifica] Teoria del partigiano
- La guerra dell'inimicizia assoluta non conosce alcuna limitazione. Trova il suo senso e la sua legittimità proprio nella volontà di arrivare alle estreme conseguenze. La sola questione è dunque questa: esiste un nemico assoluto, e chi è in concreto?
- Il partigiano moderno non si aspetta dal nemico né diritto né pietà. Egli si è posto al di fuori dell'inimicizia convenzionale della guerra controllata e circoscritta, trasferendosi in un'altra dimensione: quella della vera inimicizia, che attraverso il terrore e le misure antiterroristiche cresce continuamente fino alla volontà di annientamento.
- Con la lotta partigiana sorge un nuovo spazio di azione strutturato in maniera complessa, perché il partigiano combatte non in campo aperto e non sullo stesso piano della guerra combattuta al fronte.
- Una collettività esiste come res publica, come cosa pubblica, ed è messa in discussione quando in essa si forma uno spazio estraneo alla cosa pubblica, che contraddice efficacemente quest'ultima.
[modifica] Citazioni su Carl Schmitt
- Carl Schmitt [...] riprendendo l'affermazione di Clausewitz secondo la quale appunto la guerra non è che "la continuazione della politica con altri mezzi", giungeva a conclusioni ancora più estreme sostenendo che la guerra è addirittura l'essenza o il presupposto della politica. Carl Schmitt in qualche modo configurava la relazione tra guerra e politica come una sorta di circolarità sulla base della quale a periodi di guerra, e cioè, per ricondurci alla definizione che davamo prima, a periodi di soluzione violenta dei conflitti, succedono fasi di soluzione pacifica dei conflitti, che sono appunto fasi di politica. (Umberto Curi)
[modifica] Bibliografia
- Carl Schmitt, Teoria del partigiano: integrazione al concetto del politico, traduzione di Antonio De Martinis, Adelphi, Milano, 2005.
- Carl Schmitt, Le categorie del politico, traduzione di Pierangelo Schiera, Il Mulino, Bologna, 1972.
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