Carlo Cassola
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Carlo Cassola (1917 – 1987), scrittore italiano.
- Gli uomini, hanno tutti cattive intenzioni: solo, che non bisogna dargli il pretesto... (da Il cacciatore, Einaudi)
- Nulla è più stupefacente di un'esistenza comune, di un cuore semplice. (da Gita domenicale, ne La visita)
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[modifica] La ragazza di Bube
[modifica] Incipit
Mara sbadigliò. Era una bella noia essere costretta a stare in casa per colpa del fratello! Le venne in mente che avrebbe potuto lo stesso andarsene fuori: Vinicio si sarebbe messo a strillare, e poi la sera lo avrebbe raccontato alla madre; ma lei avrebbe potuto sempre dire che non era vero, E, dopo, gliele avrebbe anche date, a Vinicio.
[modifica] Citazioni
- È cattiva la gente che non ha provato il dolore. Perché quando si prova il dolore, non si può più voler male a nessuno.
[modifica] Explicit
Alla prima curva, si scoprì la Valdelsa. C'era un mare di nebbia, laggiù: da cui emergevano come isole le sommità delle collinette. Ma il sole, attraversando coi suoi raggi obliqui la nebbia, accendeva di luccichii il fondovalle. Mara non distoglieva un momento gli occhi dallo spettacolo della vallata che si andava svegliando nel fulgore nebbioso della mattina.
[modifica] Un cuore arido
[modifica] Incipit
Il libeccio era durato fino alla notte prima, e un largo tratto di spiaggia era stato spianato e scurito dalla mareggiata. Anna camminava adagio, guardando in terra. Seguiva la traccia di due piedi nudi. Poi la sua attenzione fu attirata da un'orma composta da tre graffiature: pensò che l'avesse lasciata un gabbiano. Risalì il pendio e si mise a camminare lungo l'orlatura bianchiccia che segnava l'estremo limite della mareggiata. Con la punta del piede smuoveva le conchiglie e i sassolini che la furia delle onde aveva portato fin là. Notò un pesciolino morto; e una bava che sotto la carezza del vento sembrava volesse staccarsi da terra e prendere il volo. Le bastò sfiorarla, perché si sfacesse.
[modifica] Citazioni
- Bisognerebbe non conoscerlo mai, l'amore. Continuare a sperarci... Ma che non venisse mai.
- La felicità, quella gioia acuta che sconvolge il cuore, quella specie di spasimo dell'anima.
[modifica] Incipit di alcune opere
[modifica] La visita
Il colonnello Delfo viaggiava verso Collie, lungo il Fiume dei Cigni. Il paese era ricco di fiumi, laghi, ponti, e lo animavano comitive di cacciatori in calzoni rossi e giubbe azzurre: seguivano i servi portando fagiani dorati, lepri e cinghiali, e i cani si muovevano nei gruppi. Sullo sfondo le chiome degli alberi ricordavano le felci e le infiorescenze. A Collie Delfo scese in un grande prato dove alcune figure discorrevano con grazia a distanze progressivamente maggiori. L'ampio spazio d'aria era chiuso da un edificio a cupola intorno a cui svolavano gli uccelli come puntolini neri.
[modifica] Tempi memorabili
Erano sempre partiti ai primi di luglio. Il primo no, perché c'era troppa folla sui treni; il due o il tre, a volte anche dopo, se i fratelli erano impegnati con gli esami.
[modifica] Monte Mario
Mentre l'attendente sparecchiava, il capitano accese un'altra sigaretta. Buttò via il fumo e si guardò intorno soddisfatto. Con gli arretrati avrebbe finito di arredare il soggiorno. Avrebbe comprato un mobiletto-bar e un tappeto.
[modifica] Fausto e Anna
Era tutto buio. Non si udivano rumori di sorta. "Mio Dio, saranno appena l'una o le due", pensò Anna. Non poteva più pensare a dormire. La sera aveva rifiutato una coperta in più offertale dalla zia, senza considerare che tra Volterra e San Ginesio c'è uno sbalzo di trecento metri. Così, si era svegliata tutta infreddolita. E, a parte il freddo, non aveva più sonno. La mente era lucida e gli occhi si rifiutavano di tornare a chiudersi.
[modifica] L'uomo e il cane
Quella sera Alvaro tornò a casa di umore peggiore del solito. Chi ne fece le spese fu il cane, come vedremo subito.
[modifica] Una relazione
Una volta seduto, Mansani si allentò la sciarpa, perché la lana gli dava prurito al mento; si sfilò i guanti, buttò indietro il cappello, e tirò fuori il pacchetto di Macedonia dalla tasca interna della giacca. La prima sigaretta della giornata: la migliore. L'accese, l'aspirò profondamente, e ricacciò il fumo dalla bocca e dal naso.
[modifica] Gisella
I giovanotti del posto avevano l'abitudine di fare una passeggiata lungo i seicento metri di spiaggia tra il Bagno Vanni e il Bagno Pellegrini. Camminavano sul banco di ghiaia vicino riva, incuranti dei ciottoli puntuti. Quelli di Cecina si consideravano del posto perché tra Cecina e Marina ci sono solo due chilometri. Volendo, avrebbero potuto farla a piedi.
[modifica] Bibliografia
- Carlo Cassola, La ragazza di Bube, Rizzoli.
- Carlo Cassola, Un cuore arido, Einaudi Editore, 1975.
- Carlo Cassola, La visita, Einaudi Editore, 1982.
- Carlo Cassola, Tempi memorabili, Einaudi.
- Carlo Cassola, Monte Mario, Rizzoli.
- Carlo Cassola, Fausto e Anna, Einaudi.
- Carlo Cassola, L'uomo e il cane, Rizzoli.
- Carlo Cassola, Una relazione, Einaudi.
- Carlo Cassola, Gisella, Biblioteca Universale Rizzoli.
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