Carlo Innocenzo Frugoni
Carlo Innocenzo Frugoni (1692 – 1768), noto anche con lo pseudonimo di Comante Eginetico, librettista e poeta italiano.
- [Commentando il Mattino di Giuseppe Parini] Poffar Dio! conosco ora di non aver mai saputo fare versi sciolti, benché me ne reputassi maestro. (citato in Francesco De Sanctis, Saggi critici, p. 92, EDIPEM, Novara 1974)
- Son de le Muse amico | Ligure illustre ingegno: | Ravvisami a l'alloro, | e al sacro plettro d'oro. (citato in Parnaso Italiano, Tomo II, 1791)
- Io veggo un mare, che in crudele aspetto | Freme in un dì, che al Sole i rai scolora: | Nave lo solca tutta cedro eletto | I ben difesi fianchi, e l'alta prora. (Sonetto, p. 7)[1]
- Che smisurato mar, dove non hanno | Freno gì'irati venti, e dove l'onda | Turgida spuma, ed implacabil s'erge! (Sonetto, p. 7)[1]
- Canto, o divina Madre, il tuo rammarico, | Che in sette guise sì profondo fiedere | Ti seppe l'alma eccelsa e il petto nobile, | Che rimanesti a piè del figlio immobile. (da Ottave rime, p. 8)[1]
- Madre, le rime mie languenti, e povere, | Deh! fa che del tuo duol tutte s'accendano : | Deh! fa che i pianti, che ti veggo piovere | Dalle pupille, nel mio canto scendano. (da Ottave rime, p. 8)[1]
- Ahi! Questi è l'Uòmo vero, in cui s'occultano | Tutte di Dio le vere doti altissime? (da Ottave rime, p. 11)[1]
- Ah! mi potessi anch'io, Vergine, assidere | A piè del sacro legno, onde partirono | Confusi gli empj, che la Vita uccidere, | E svenar ciechi l'Innocenza ardirono! Meco ah! volesse, o Madre, amor dividere | I santi affanni, che il tuo cor ferirono! | Potessi i falli antichi in petto frangere! | Arder teco potessi, e teco piangere! (da Ottave rime, p. 13)[1]
- Muggi fremendo il mare, e i duri monti | Per la pietà del suo Signor tremaro | Dalle radici alle sassose fronti; | E l'Angeliche in ciel dolenti squadre | Chine starsi fur viste in pianto amaro. | Ma qual fu il tuo dolor, misera Madre? (da Sonetto, p. 14)[1]
Indice |
[modifica] Alla B. V. di S. Luca di Bologna
[modifica] Incipit
Se nocchier d'aspra procella | Col suo legno salvo usci, | E a veder tornò la stella, | Che fra i nembi già sparì; | Non si tosto l'infedele | Torbid'onda superò, | E nel porto l'ampie vele | A le antenne alto legò; | Che il soffiar d'Euro e di Noto | Pur membrando con orror, | Scioglie il passo, e porta il voto | Al buon Dio liberator.
[modifica] Citazioni
- E a te canto inno votivo, | Qual già un di Mosè cantò, | Quando il popol salvo e vivo | Pel diviso mar guidò: | E su l'altra sponda affiso | Riunirsi vide il mar, | E sommerse a l'improvviso | Aste e carri e schiere andar. (p. 2)
- Questo dì sempre onorato | Per me fia finché vivrò, | Ed ogn'anno su l'aurato | Sacro plettro il canterò. (p. 3)
[Carlo Innocenzo Frugoni, Alla B. V. di S. Luca di Bologna, Poesie, da Parnaso Italiano, Tomo II, Antonio Zatta e figli, Venezia 1791]
[modifica] Incipit di alcune opere
[modifica] Chè non vieni, Aglauro, bella
Chè non vieni, Aglauro, bella,
Valorosa Pastorella
All'Adriaca Città,
Chè del Mare nata in seno
Di sé posto ha l'aureo freno
Nelle man di Libertà?
[modifica] D'Adria il mar, d'Adria le belle
D'Adria il mar, d'Adria le belle
Rive amiche a Liberiate
D'alti tetti incoronate
Cittadina avranti ognor?
Peregrina t'ebber elle,
Che ad Ottobre pampinoso
Già Novembre freddo acquoso
Scuotea tutto il verde onor.
[modifica] Per la festa dell'Immacolata Concezione
O sommo onore del femmineo sesso,
Madre miglior dei riparati Figlj,
Vergine pura, a cui men pure appresso
Sembran le intatte nevi e i bianchi giglj
[modifica] Note
- ↑ a b c d e f g citato in Il Parnaso mariano, a cura di Vincenzo Tranquilli, Tipografia Perego-Salvioni, Roma 1832
[modifica] Bibliografia
- Carlo Innocenzo Frugoni, Alla B. V. di S. Luca di Bologna, Poesie, da "Parnaso Italiano", Tomo II, Antonio Zatta e figli, Venezia, 1791.
- Carlo Innocenzo Frugoni, Chè non vieni, Aglauro, bella e D'Adria il mar, d'Adria le belle, in "Rime dell'avvocato Gio. Batt. Felice Zappi e di Faustina Maratti, sua consorte, sulla XV edizione veneta espurgata ed accresciuta d'altre rime de' più celebri Arcadi di Roma", Giuseppe Cioffi (ed.), Napoli, 1833.
- Carlo Innocenzo Frugoni, Per la festa dell'Immacolata Concezione, in "Poesie scelte dell'Abate Carlo Innocenzo Frugoni", Tomo I, Brescia, per Daniel Berlendis, 1782.
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