Carlo Lizzani

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Carlo Lizzani (1922 – 2013), regista, sceneggiatore, attore e produttore cinematografico italiano.

  • [Gian Maria Volonté] Era un grandissimo attore, e un uomo estremamente sensibile, pronto a fare qualsiasi sacrificio per le cause e i film in cui credeva. (citato in Corriere della sera, 26 ottobre 1998)
  • [Tullio Kezich] È stato un grande intellettuale. Non sapevo che fosse stato decisivo per l' esordio di Lina Wertmüller, quello che ha fatto per Franco Giraldi e per i Taviani o l' esperienza sul set di Rosi per Salvatore Giuliano che si trasformò in un libro.
  • Lancio un appello ai dirigenti della nostra tv pubblica, esprimendo sorpresa, stupore e delusione: signori, mandate finalmente in onda Roma imago urbis. Si tratta di un' autentica enciclopedia sulla civiltà di Roma antica, un kolossal colto composto da quindici documentari girati in 24 Paesi e tre continenti. Io ho fatto da consulente cinematografico, perché non avevo il tempo di seguire sul campo le riprese: la regia è di Luigi Bazzoni. (citato in Corriere della sera, 17 dicembre 2009)
Nazione debole, cultura forte, Corriere della sera, 28 settembre 2009
  • È patrimonio nostro, è anche cultura italiana, tutto l'universalismo rinascimentale, tutto quell'immenso repertorio di immagini e parole creato nei tanti secoli in cui l'Italia non fu nazione ma crocevia decisivo di tutta la civiltà occidentale.
  • Leone è scomparso prima di poter realizzare il suo più grande sogno: un film sull'assedio di Leningrado, basato sul grande libro di Harrison Salisbury. Pensate che cocktail. Una storia russa raccontata da uno scrittore americano e filmata da un italiano. Eppure, chi ha letto la sceneggiatura, dice che sarebbe stato il suo capolavoro.
  • Nel mio lavoro storiografico ho sempre sottolineato il carattere di rivoluzione formale, non solo di contenuti, del Movimento Neorealista. In questo, il suo contributo al rinnovamento dello stesso linguaggio cinematografico, (valore riconosciutogli soprattutto dalla critica straniera). È grazie a questa nuova declinazione estetica che si deve la penetrabilità dell'Italia popolare e addirittura dialettale del XX secolo sugli schermi di tutto il pianeta.
  • Nessun regista francese o tedesco, russo o americano o giapponese si sarebbe immaginata un' impresa di straordinaria mimetizzazione culturale come quella di Bertolucci con L' ultimo imperatore!

Film[modifica]

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