Carlo Michelstaedter

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Carlo Michelstaedter

Carlo Raimondo Michelstaedter (1887 – 1910), scrittore, filosofo e letterato italiano.

  • Un giovane educato in un collegio religioso si volge per reazione a tutto quanto sa di ribelle alle leggi umane, e matura il cervello nelle speculazioni della psiche dell'uomo e del mistero della natura. Egli troppo vede e nel suo animo amareggiato la fonte del sentimento inaridisce. Egli lo sente e ne prova dolore, vuole perciò lanciarsi nella vita per eccitarne con le sensazioni più forti le fibre paralizzate dell'animo suo. E lo fa. Ma non può riacquistare la spontaneità perduta e si accorge d'essere sempre il medesimo. E con la crudele, abituale sincerità verso se stesso, esamina il proprio intento, lo analizza, quindi con calma e ragionata risoluzione si uccide restituendo alla madre terra le energie che in lui combattono inutili. (da Il dialogo della salute, in Opere, a cura di Gaetano Chiavacci, Sansoni, Firenze 1958)
  • [Henrik Ibsen] Dopo Sofocle, è l'artista che più m'è penetrato e m'ha assorbito. (da Epistolario, a cura di S. Campailla, Adelphi, Milano 1983)

La persuasione e la rettorica[modifica]

  • Chi teme la morte è già morto.
  • Chi vuol avere un attimo solo sua la vita, esser un attimo solo persuaso di ciò che fa – deve impossessarsi del presente; vedere ogni presente come l'ultimo, come se fosse certa dopo la morte; e nell'oscurità crearsi da sé la vita.
  • Il diritto di vivere non si paga con un lavoro finito, ma con un'infinita attività.
  • Il giusto è buono a ogni cosa; chi a nessuna cosa sia ingiusto sa fare ogni cosa.
  • Il peso non può mai esser persuaso.
  • La persuasione non vive in chi non vive solo di se stesso.
  • La via della salute non si vede che con gli occhi sani e fin dove l'animo giunga.
  • Ognuno gira intorno al suo pernio, che non è suo, ed il pane che non ha non può dare agli altri.
  • Tutti i progressi della civiltà sono regressi dell'individuo. Ogni progresso nella tecnica istupidisce per quella parte il corpo dell'uomo... Così ai nostri giorni sono istupiditi ad esempio i fabbri, che un tempo da un blocco di ferro sapevano a forza di fuoco, di martello e di scalpello foggiare qual si volesse oggetto, che oggi sanno appena adattare e congiungere con le viti pezzi fatti che arrivano dalle fabbriche o dalle fonderie... E al loro posto sono subentrate le masse di tristi e stupidi operai delle fabbriche che non sanno che un gesto, che sono quasi l'ultima leva delle loro macchine.
  • Un bue non becca mai grano, ma rumina sempre fieno: così lo guida il piacere.
  • Un inciampo fa cessare il triste gioco… quando la trama dell'illusione s'affina, si disorganizza, si squarcia, gli uomini, fatti impotenti, si sentono in balia di ciò che è fuori della loro potenza, di ciò che non sanno: temono senza sapere di che temano. Si trovano a voler fuggire la morte senza più avere la via consueta che finge cose finite da fuggire, cose finite cercando.

Sfugge la vita[modifica]

  • Filosofo ed Artista nel loro fondamento sono una sola cosa.
  • Gli uomini galleggiano alla superficie della società come un ago sulla superficie dell'acqua – per l'equilibrio delle forze molecolari; ma un lieve soffio basta a farli sommergere per sempre e a far veder loro com'era malsicuro il loro fondamento di fronte alla necessità, ch'essi s'illudevano d'aver superato.
  • Il filosofo non riposa – non vive quoquo modo secondo i dettami del rito questa vita, nella speranza d'un'altra eterna in Dio, ma vuole la sua propria vita libera – la vita della conoscenza.
  • Lo schizzo mette l'anima dell'artista molto più a nudo che l'opera d'arte.
  • L'uomo è il nucleo individuale più vasto, in lui la materia (tutto il tempo e tutto lo spazio) vede sé stessa.
  • Socrate è il filosofo: Aristotele professa il sistema della propria filosofia.
  • Solo nella morte egli avrà la libertà solo nella morte egli avrà la vera attività in quanto avrà riconosciuto che la vera attività non esiste cioè che la vera attività è il nulla.
  • Tintoretto mi sembra grande […] Egli manca però completamente della vera espressione.
  • Vana cosa è la filosofia se esce dalla vita – è l'ultima illusione, e l'ultimo gioco del vecchio rimbambito – è l'ultimo ottimismo che arresta la vita nel suo glorioso svolgimento verso l'universale.

Incipit di alcune opere[modifica]

Poesie[modifica]

Se camminando vado solitario
per campagne deserte e abbandonate
se parlo con gli amici, di risate
ebbri, e di vita,
se studio, o sogno, se lavoro o rido
o se uno slancio d'arte mi trasporta
se miro la natura ora risorta
a vita nuova,
Te sola, del mio cor dominatrice
te sola penso, a te freme ogni fibra
a te il pensiero unicamente vibra
a te adorata.

Volo per altri cieli è la mia vita[modifica]

Cade la pioggia triste e senza posa
a stilla a stilla
e si dissolve. Trema
la luce d'ogni cosa. Ed ogni cosa
sembra che debba
nell'ombra densa dileguare e quasi
nebbia bianchiccia perdersi e morire
mentre filtri voluttüosamente
oltre i diafani fili di pioggia
come lame d'acciaio vibranti.

Citazioni su Carlo Michelstaedter[modifica]

  • Egli, al pari di pochissimi e rarissimi pensatori che lo hanno preceduto, s'è ucciso per accettare fino all'ultimo, onestamente e virilmente, le conseguenze delle sue idee — s'è ucciso per ragioni metafisiche. (Giovanni Papini)

Bibliografia[modifica]

  • Carlo Michelstaedter, La persuasione e la rettorica, in Opere, a cura di Gaetano Chiavacci, Sansoni, Firenze, 1958.
  • Carlo Michelstaedter, Poesie, a cura di Sergio Campailla, Adelphi Edizioni, Milano, 1987.
  • Carlo Michelstaedter, Sfugge la vita. Taccuini e appunti, a cura di A. Michelis, Aragno, Torino, 2004.
  • Carlo Michelstaedter, Volo per altri cieli è la mia vita, Fara Editore s.a.s., Santarcangelo di Romagna (RN).

Altri progetti[modifica]