Carlos Ruiz Zafón

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.

Carlos Ruiz Zafón (1964 – vivente), scrittore spagnolo.

[modifica] L'ombra del vento

  • Mi abbandonai a quell'incantesimo fino a quando la brezza dell'alba lambì i vetri della finestra e i miei occhi affaticati si posarono sull'ultima pagina. Solo allora mi sdraiai sul letto, il libro appoggiato sul petto, e ascoltai i suoni della città addormentata posarsi sui tetti screziati di porpora. Il sonno e la stanchezza bussavano alla porta, ma io resistetti. Non volevo abbandonare la magia di quella storia né, per il momento, dire addio ai suoi protagonisti. Un giorno sentii dire a un cliente della libreria che poche cose impressionano un lettore quanto il primo libro capace di toccargli il cuore. L'eco di parole che crediamo dimenticate ci accompagna per tutta la vita ed erige nella nostra memoria un palazzo al quale – non importa quanti altri libri leggeremo, quante cose apprenderemo o dimenticheremo – prima o poi faremo ritorno.
  • A volte è più facile confidarsi con un estraneo. Chissà perché. Forse perché un estraneo ci vede come siamo realmente, e non come vogliamo far credere di essere.
  • Davanti a un feretro ci ricordiamo solo le cose buone e vediamo solo ciò che ci garba.
  • È facile giudicare gli altri. Ma ci rendiamo conto di quanto è meschino il nostro disprezzo solo quando li abbiamo persi, quando ce li portano via. Sì, perché ci sono appartenuti.
  • Esercito, Matrimonio, Chiesa e Banca: i quattro cavalieri dell'apocalisse.
  • In genere il destino si apposta dietro l'angolo, come un borsaiolo, una prostituta o un venditore di biglietti della lotteria, le sue incarnazioni più frequenti. Ma non fa mai visita a domicilio. Bisogna andare a cercarlo.
  • Le coincidenze sono le cicatrici del destino. Le coincidenze non esistono, Daniel: siamo solo marionette mosse dalla nostra incoscienza. Per anni mi sono illusa che Juliàn fosse ancora l'uomo di cui ero innamorata, o ciò che ne restava ... Gli esseri umani sono disposti a credere a qualunque cosa tranne che alla verità.
  • Le donne, con rare eccezioni, sono più intelligenti di noi, o perlomeno, più sincere con se stesse rispetto a ciò che vogliono. Che poi te lo facciano sapere o meno è un altro paio di maniche. La femmina [...] è un enigma della natura. È una babele, un labirinto. Se lascia il tempo di pensare, non ha più scampo.
  • Le parole che hanno avvelenato il cuore di un figlio, pronunciate per meschinità o per ignoranza, si sedimentano nella memoria e lasciano un marchio indelebile.
  • Nel giro di tre o quattro generazioni la gente non sarà più nemmeno in grado di scorreggiare da sola e l'essere umano regredirà all'età della pietra, alle barbarie medievali, ad uno stadio che la lumaca aveva già superato all'epoca del pleistocene. Il mondo non verrà distrutto da una bomba atomica, come dicono i giornali, ma da una risata, da un eccesso di banalità che trasformerà la realtà in una barzelletta di pessimo gusto.
  • Nel momento in cui ti soffermi a pensare se ami o no una persona, hai già la risposta.
  • Parlare è da stupidi, tacere è da codardi, ascoltare è da saggi.
  • Se solo avessi riflettuto, avrei capito che quella dedizione assoluta era un'inesauribile fonte di pena; ma forse era proprio perché soffrivo tanto che la adoravo sempre di più, schiavo dell'eterna stupidaggine di stare dietro a chi ci fa del male.
  • Sono poche le ragioni per dire la verità. Mentre quelle per mentire sono infinite.
  • Solo allora – le dissi – avevo compreso che si trattava di una storia di solitudini e che proprio per questo vi avevo cercato rifugio, fino a confonderla con la mia vita. Che mi sentivo come chi fugge nelle pagine di un romanzo perché gli oggetti del suo amore sono soltanto ombre che vivono nell'anima di uno sconosciuto. (Daniel)
  • Miquel Moliner soffriva di una forma acuta di laboriosità e benché rispettasse e addirittura invidiasse l'ozio altrui, lo rifuggiva come la peste. Lungi dal vantarsi della propria etica del lavoro, scherzava su quella coazione a produrre definendola una forma di vigliaccheria. "Quando si lavora non si ha il tempo di guardare la vita negli occhi".
  • Non esistono lingue morte ma solo cervelli in letargo.
  • Continuiamo a vivere nel ricordo di chi ci ama. [...] ricordami, Daniel, anche se in segreto, in un angolo del tuo cuore. Non permettere che me ne vada per sempre. (Nuria Monfort)
  • Il folle è consapevole di esserlo? O i pazzi sono coloro che vogliono convincerlo della sua follia per salvaguardare la loro esistenza insensata?
  • Esistono carceri peggiori delle parole.
  • I libri sono specchi: riflettono ciò che abbiamo dentro.
  • Un racconto [...] è la lettera che un autore scrive a se stesso per mettere a nudo la propria anima.
  • "E conserva i tuoi sogni" disse Miquel. "Non puoi sapere quando ne avrai bisogno".

[Carlos Ruiz Zafón, L'ombra del vento, traduzione di Lia Sezzi, Mondadori, 2004]

[modifica] Altri progetti

[modifica] Opere

Strumenti personali
Altre lingue