Caspar Schoppe

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Caspar Schoppe (1576 – 1649), umanista e grammatico tedesco.

  • Un esempio memorabile dell'ostinazione derivante dall'odio mi è capitato di vedere a Roma, 10 anni fa, in Giordano Bruno Nolano. Egli infatti piuttosto che ritrattare le assurdità [...] preferì essere bruciato vivo.
    [Nella stessa fonte] Essendo infatti grande il suo odio contro i Cardinali Inquisitori, sia che derivasse dall'insopportabile austerità di alcuni un po' rustici e dalla loro asprezza, sia che, cosa che nell'uomo d'animo fiero e inflessibile è più probabile, dal proprio orgoglio e dall'avversione all'obbedienza, temette, in caso di mutamento di sentenza, di far cosa grata a quelli e di sembrare soccombere, dopo essere stato sconfitto. Ma se invece avesse preferito aver salva la vita gli sarebbe parso di uscirne vincitore o perlomeno in parità. Infatti, come dice Ennio, nessuno è il vincitore se non è chiaro chi è il vinto.[1]
  • Oggi infine è stato condotto al rogo; egli volse il viso pieno di disprezzo quando, oramai morente, gli venne posta innanzi l'immagine di Cristo crocifisso. Così morì bruciato miseramente, credo per annunciare negli altri mondi che si è immaginato in che modo i Romani sono soliti trattare gli empi ed i blasfemi.[2]

Note[modifica]

  1. Da Ecclesiasticus auctoritate serenissimi D. Jacobi Magnae Britanniae Regis oppositus...; citato in Immagini di Giordano Bruno 1600-1725, Procaccini, Napoli 1996.
  2. Da una lettera a Konrad Rittershausen, 17 febbraio 1600; citato in Immagini di Giordano Bruno 1600-1725, a cura di Simonetta Bassi, Procaccini, Napoli, 1996, pp. 35-36.

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