Cassandra Clare
Cassandra Clare (1973 – vivente), scrittrice statunitense.
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[modifica] Shadowhunters
[modifica] Città di ossa
[modifica] Incipit
«Stai scherzando, vero?» disse il buttafuori incrociando le braccia davanti al petto massiccio. Guardò dall'alto in basso il ragazzo col giubbotto rosso e scosse la testa rasata. «Non puoi portare dentro quella roba.»
La cinquantina di ragazzi in coda fuori dal Pandemonium Club si sporsero in avanti per origliare. L'attesa per entrare in quel locale era lunga, soprattutto il sabato, e in coda non succedeva quasi mai niente di interessante. I buttafuori erano tosti e calavano subito in picchiata su chiunque aveva l'aria di voler fare casini. La quindicenne Clary Fray, in coda con Simon, il suo migliore amico, si chinò in avanti come tutti gli altri, sperando in una piccola distrazione.
[modifica] Citazioni
- «[...] essere diversi non è una passeggiata. Vuoi sapere com'è quando i tuoi genitori sono delle brave persone che vanno in chiesa e tu nasci con addosso il marchio del Diavolo?» Si indicò gli occhi con le dita contratte. «Quando tuo padre rabbrividisce solo a vederti e tua madre si impicca nel fienile, impazzita alla vista di suo figlio?» (Magnus)
- «Non è stata colpa tua» disse. «Non si può decidere come nascere.» (Alec)
- [...] ho capito che non avevo smesso di credere in Dio. Avevo solo smesso di credere che gliene importasse qualcosa di noi. Dio forse esiste, Clary, o forse no, ma non credo che abbia importanza. In ogni caso ce la dobbiamo cavare da soli. (Jace)
- Si dice che i Nephilim siano i figli degli uomini e degli angeli. Tutto ciò che ci ha lasciato questa discendenza dagli angeli è una maggiore altezza da cui precipitare quando cadiamo. (Hodge)
- Odorava di sale e sangue, e solo quando la sua bocca si avvicinò all'orecchio di lei, Clary capì cosa stesse dicendo, cosa aveva sussurrato prima, ed era la litania più semplice di tutte: il suo nome, solamente il suo nome. (Clary)
[modifica] Città di cenere
[modifica] Incipit
La formidabile struttura di vetro e acciaio su Front Street si ergeva dalle fondamenta come un ago scintillante che trafigge il cielo. Il Metropole, la più costosa delle nuove torri di Downtown Manhattan, contava cinquantasette piani. L'ultimo ospitava l'appartamento più lussuoso: l'attico del Metropole, un autentico capolavoro di elegante design bianco e nero. Troppo nuovi per avere già raccolto polvere, i suoi nudi pavimenti di marmo, lucidissimi, riflettevano le stelle del cielo notturno attraverso le enormi finestre a parete. Le vetrate, perfettamente trasparenti, davano l'incredibile illusione che nulla si frapponesse tra l'osservatore e la vista, che faceva venire le vertigini anche a chi non aveva paura dell'altezza.
[modifica] Citazioni
- Non tutto quello che Jace faceva era folle e suicida, [...] Lo sembrava soltanto. (Clary)
- Non possono mentire, ma adorano giocare a dire la verità in maniera creativa. Scopriranno ciò che vuoi più di ogni altra cosa al mondo e te lo offriranno... nascondendoci dentro un'insidia che ti farà rimpiangere di averlo mai desiderato. (Jace)
- L'amore rende bugiardi. (Regina della corte Seelie)
- Pensò per la prima volta che, tutto sommato, forse i morti non erano così sfortunati. (Clary)
- Jace, lo sapeva, non aveva la stessa sensazione. Simon era stato a guardarlo con un senso di malessere allo stomaco, incapace di distogliere lo sguardo, quando aveva preso Clary tra le braccia e l'aveva baciata con un tale slancio che aveva temuto che uno dei due o entrambi potessero andare in frantumi. L'aveva stretta come se potesse annientarla in se stesso, come se potessero fondersi in un'unica persona. (Simon)
- Ho la sensazione che tu preferisca struggerti per qualcuno con cui non potrai mai stare piuttosto che provare a stare con qualcuno con cui potresti. (Simon)
- – A volte sparisci completamente nella tua testa. Mi piacerebbe poterti seguire.
Lo fai, avrebbe voluto dire Clary. Sei continuamente nella mia testa. (Jace e Clary) - Ogni volta che tu stai per morire, sto per morire anch'io. (Jace)
[modifica] Città di vetro
[modifica] Incipit
L'ondata di freddo della settimana precedente era passata e il sole brillava allegramente mentre Clary attraversava in fretta il giardino polveroso davanti alla casa di Luke, col cappuccio del giubbotto tirato su per impedire al vento di soffiarle i capelli in faccia. Faceva caldo, ma il vento che veniva dall'East River sapeva essere ancora feroce: portava con sè un lieve odore chimico, mescolato a quello di Brooklyn di asfalto e benzina e a un sentore di zucchero bruciato che veniva da una fabbrica abbandonata, in fondo alla via.
[modifica] Citazioni
- Sai, ci sono ferite che un cacciatore può rivevere, ferite causate dal veleno di un demone: non ti rendi neanche conto cosa c'è che non va in te, ma dentro stai lentamente sanguindo a morte. Ecco, essere solo un fratello per te mi da la stessa sensazione. (Jace)
- – Io non sono un angelo Jace. Scarico illegalmente musica da internet, non restituisco i libri in biblioteca, racconto balle a mia madre. Sono assolutamente normale.
–Non per me. (Jace e Clary)
- Io ti amo e ti amerò fino alla morte e, se c'è una vita dopo la morte, ti amerò anche allora. (Jace)
[modifica] Bibliografia
- Cassandra Clare, Shadowhunters. Città di cenere, traduzione di Raffaella Belletti, Mondadori.
- Cassandra Clare, Shadowhunters. Città di ossa, traduzione di Fabio Paracchini, Mondadori.
- Cassandra Clare, Shadowhunters. Città di vetro, traduzione di M.C. Leardini, Mondadori.
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