Caterina va in città
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Caterina va in città, film italiano del 2003 con Sergio Castellitto, Margherita Buy e Claudio Amendola, regia di Paolo Virzì.
Indice |
[modifica] Frasi
Citazioni in ordine temporale.
- Questo è il programma di quest'anno, ma come forse già saprete lo porterete all'esame con un altro insegnante perché il provveditorato di Roma – bontà sua – ha finalmente dato ascolto alla mia ennesima e credo sacrosanta richiesta di trasferimento del sottoscritto. Per congedarmi da voi, però, voglio dirvi una cosa: che tutte le ore passate insieme in quest'aula, tutte le giornate trascorse qui, sono state le più inutili e deprimenti della mia vita. Mi domando perché abbiate perso tanto tempo a venire in una scuola che di per sé non serve a niente, ma in particolare per voi, voi – venti, ventuno, quanti siete – che a mio modesto parere siete assolutamente e irrimediabilmente inadatti a qualsiasi tipo d'apprendimento. Concludendo, siete una delle peggiori e più avvilenti esperienze che si possano augurare a un insegnante, e se permettete voglio dirvi un'altra cosa: [suona la campanella e gli studenti si dileguano]. (Giancarlo)
[modifica] Dal diario di Caterina
- Venerdì 9 settembre 2002. Oggi ci siamo trasferiti nella casa dei nonni di Roma che sono morti. Ho calcolato che dal cartello arrivederci a Montalto a quello di benvenuti a Roma sono esattamente 97 chilometri e 712 metri, che abbiamo percorso in un'ora e 45 minuti, compresa una sosta-pipì alla stazione di servizio Iarrone ovest.
- Lunedì 12 settembre, primo giorno di scuola, la stessa che ha frequentato papà, che però c'è rimasto male che il forno dietro l'angolo è diventato una banca, i bidelli sono cambiati e i suoi insegnanti di trent'anni fa sono tutti in pensione.
[modifica] Dialoghi
Citazioni in ordine temporale.
- Giancarlo: In classe mia c'erano il figlio del direttore di un quotidiano, la figlia di un giudice costituzionale, e poi tre o quattro figli de medici primari, che ne so, registi, avvocati... comunque adesso penso che il livello si è molto molto abbassato, eh.
Caterina: [Entrando a scuola] Ah, bella però! 'Mappe!
Giancarlo: Ecco, io per esempio ammappe non lo direi, ecco, non è necessario che te fai riconosce da'n'do vieni, va bene? Comunque, fai come te pare.
Caterina: Ok.
Giancarlo: E ricordati il banco, eh.
Caterina: Né in fondo né davanti.
Giancarlo: Brava: no da ruffiani ma neanche da imboscati, diciamo terza-quarta fila un po' laterale sinistra, se possibile. Valuta pure tu, ecco.
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