Cesare Lombroso

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Cesare Lombroso

Cesare Lombroso (1835 – 1909), antropologo e criminologo italiano.

Citazioni di Cesare Lombroso[modifica]

  • Così un animaluccio come la termite, giunge a far crollare intere città e, viceversa, può edificare dei palazzi alti dieci metri, capaci di resistere alle inondazioni, alle pioggie più torrenziali. E le formiche giungono a fabbricarsi delle città, anzi degli imperi, tutti uniti tra loro da fratellanza strettissima, e manifestazioni singole di virtù sodali [...].
    Analogamente intendono molti animali il sistema monarchico, a un dipresso come lo intendevano gli antichi Chinesi, che veneravano i loro Re, ma seguendo la dottrina di Confucio, lo sopprimevano quando veniva meno ai suoi doveri. Così le api hanno adottato una pura forma monarchica.[1]
  • Io che passo dal tristo scalpello anatomico alla fredda e severa analisi della storia, mi sento tratto tratto scappare il proponimento inamovibile e mi vien voglia di abbandonare la vita del pensiero per quella del poeta.[2]
  • La riconoscenza non esiste in natura, è dunque inutile pretenderla dagli uomini.[3]
  • Nulla somiglia più ad un matto, sotto l'accesso, quanto un uomo di genio, che mediti e plasmi i suoi concetti.[4]
  • [Giovanni di Dio] Un riformatore poiché non mise che un solo malato per ciascun letto; egli fu il primo che pensò a dividere i malati in categorie; fu insomma il creatore dell'ospedale moderno; fu il primo a fondare il Workhouse aprendo nel suo ospizio una casa, dove i poveri senza tetto e i viaggiatori senza denari potevano dormire.[5]

L'uomo delinquente[modifica]

Incipit[modifica]

Non vi è delitto che non abbia radice in molteplici cause: che se queste molte volte s'intrecciano e si fondono l'una coll'altra, ciò non ci impedisce dal considerarle, obbedendo ad una necessità scolastica o di linguaggio, una per una, come si pratica per tutti i fenomeni umani, a cui quasi mai si può assegnare una causa sola, scevra di concomitanze. Nessuno dubita, ormai, che il colèra, il tifo, la tubercolosi s'originino da cause specifiche; ma pure, chi può negare che, oltre queste, vi influiscano tante circostanze – meteoriche, igieniche, individuali, psichiche, da lasciare, sulle prime, nel dubbio della influenza specifica anche i più provetti osservatori?

Citazioni[modifica]

  • Bartolo Longo, in omaggio alla Madonna e del Santuario di Pompei, seppe raccogliere 135 orfanelle e 70 figli dei carcerati addestrandoli in arti loro conformi e nell'agricoltura, mescolando all'ascetismo e al feticismo per la Madonna, la modernità nell'ampio uso di pubblicità e rendiconti e fotografie, e riescendo così a collocare anche alcune orfanelle in famiglie benevole ed oneste.
  • Don Bosco fu a 26 anni, nel 1841, nel convitto di S. Francesco d'Assisi; sotto la guida di don Cafasso, visitando le carceri di Torino, cominciò ad interessarsi della sorte dei giovani delinquenti, a riflettere che se in tempo si fosse presa cura di loro, almeno una parte di essi avrebbe potuto essere salvata, e a pensare che questo deve essere un altissimo ufficio per la religione e per la società.
  • Una sera nel 1847, vicino al corso Valdocco, si trovò circondato da una ventina di giovinastri, che lo beffeggiavano. Don Bosco non si perdette d'animo, e quando questi per burla gli proposero di pagar loro una pinta – Volentieri, ma voglio bere anch'io. E mantenne la parola.

[Cesare Lombroso, L'uomo delinquente in rapporto all'antropologia, alla giurisprudenza ed alla psichiatria: (cause e rimedi), Fratelli Bocca Editori, 1897]

Incipit di alcune opere[modifica]

L'uomo bianco e l'uomo di colore[modifica]

Una scienza affatto nuova, eppure gigante, è sorta ad un tratto, o Signore, dal germe fecondo delle scuole moderne, sui ruderi dei vecchi e dei nuovi pregiudizj. È la scienza dell'antropologia, che studia l'uomo col mezzo e coi metodi delle scienze fisiche, che ai sogni dei teologhi, alle fantasticherie dei metafisici, sostituisce pochi aridi fatti... ma fatti.
Uno dei più curiosi problemi, che si agitava insoluto prima della sua comparsa, è quello della origine e della pluralità delle stirpi umane: se, cioè, nelle razze umane esistano delle disuguaglianze profonde, che si manifestarono fino dall'origine loro, e perdurarono immutate sotto il variare dei tempi e dei climi, lasciando nella storia e nei destini dei popoli l'eterno loro conio.
Gli è un grave problema.

Nuovi studii sul Genio[modifica]

È cosa notissima che i contemporanei di Colombo (ripeto le parole del miglior suo storiografo, il De Lollis), tanto i dotti che gl'ignoranti, non s'erano potuto rendere una chiara ragione del modo con cui egli era giunto alla grande scoperta. Né meglio vi approdarono i posteri per quante indagini vi accumulassero; sicché giustamente Correnti (Discorso su Colombo, Milano 1863) sentenziava: che né la storia né la filosofia valsero finora a risolvere degnamente quel quesito.

Tre tribuni studiati da un alienista[modifica]

All'amico ignoto,

Non ho il coraggio di dedicare questo libro a un amico provato, come aveva fatto per l'altro; quando si lotta per verità poco note o poco accette non si deve legare alla catena dolorosa della propria impopolarità l'amico che a voi si affidava.
Ma ve n'è uno, al quale chi lotta per un'idea può sempre abbandonarsi senza ritegno.
È l'amico ignoto, spesso più caldo del compagno d'infanzia, che non rifugge mai dalle idee generose per quanto combattute, anzi perché combattute.
E a lui che mi rivolgo.

Citazioni su Cesare Lombroso[modifica]

  • Il Prof. Lombroso ha visto nei fenomeni spiritici un semplice affare di psichiatria per il solo motivo ch'egli è psichiatra, alla stessa guisa che un teologo ci vede chiara come il sole l'azione del demonio. (Giovanni Battista Ermacora)
  • «Lombroso è un emerito coglione». Il compagno Ossipon sostenne l'urto di questa bestemmia con un impressionante sguardo vuoto. E l'altro, i cui occhi spenti e offuscati facevano apparire più nere le ombre profonde sotto la fronte ampia e ossuta, mugugnò, afferrandosi ogni due parole la punta della lingua fra le labbra come se la masticasse con rabbia: «Ma voi un idiota simile lo avete mai visto? Per lui, il criminale è il detenuto. Semplice, no? E quelli che lo hanno messo in prigione, che lo hanno costretto ad entrarvi? Proprio così. Costretto a entrarvi. e il crimine, che cos'è? Lo sa lui cos'è, quest'imbecille che si è fatto strada in questo mondo di idioti rimpinzati di cibo guardando le orecchie e i denti di un mucchio di poveri diavoli sfortunati? Sarebbero i denti e le orecchie a imprimere il marchio al criminale? Ma davvero? E la legge allora, che gli imprime il marchio ancora meglio, questo grazioso strumento per marcare a fuoco inventato dai supernutriti per proteggersi dagli affamati? Applicazioni col ferro rovente sulla loro pelle vile, eh? Non lo sentite anche da qui l'odore e il rumore della pellaccia del popolo che brucia e sfrigola? Ecco come si fabbricano i criminali, perché i tuoi Lombroso ci possano scrivere su le loro baggianate.» (Joseph Conrad)
  • Una volta mostrarono a Lombroso una foto di detenuti e gli chiesero chi fosse quello che mostrava più nettamente i caratteri del criminale. Lombroso mise il dito su una testa che stava al centro della foto, dietro agli altri. Era il cappellano. Lombroso si giustificò poi affermando che non tutti realizzano le proprie inclinazioni... «Astra inclinant, non necessitant.» (Mario Canciani)

Note[modifica]

  1. Citato in Enrico Alleva, La mente animale, Einaudi, Torino, 2007, p. 42. ISBN 978-88-06-18914-3
  2. Da una lettera a Ettore Righi, 1854; citato in L. Bulferetti, Cesare Lombroso, UTET, Torino, 1975.
  3. Citato in Gina Lombroso-Ferraro, Cesare Lombroso. Storia della vita e delle opere narrate dalla figlia, Bocca, Torino, 1915.
  4. Da Genio e follia.
  5. Da L'uomo di genio in rapporto alla psichiatria, alla storia ed all'estetica, Torino, 1894; citato in Igino Giordani, Il Santo della Carità ospedaliera.

Bibliografia[modifica]

Altri progetti[modifica]