Charles-Louis Philippe

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Charles-Louis Philippe

Charles-Louis Philippe (1874 – 1909), scrittore francese.

Croquignole[modifica]

Incipit[modifica]

La finestra aveva la forma di un semicerchio; doveva essere così per via di chi la guardava dall'esterno, per ragioni architettoniche. Si divideva in un certo numero di riquadri, non senza fantasia, come sono certe finestrine di antichi palazzi; d'altronde solo due di essi potevano aprirsi. Per fortuna il naso umano è in rilievo, giacché chi voleva ficcarci la testa ne era impedito all'altezza delle tempie dagli spigoli stessi del riquadro. Due soli sportelli potevano aprirsi, ma almeno le due narici esposte all'aria, alla vera aria della strada, ne assorbivano una parte, o, come si diceva, una tazza, e la versavano nel petto di chi respirava. L'aria entrava generosamente nei polmoni dell'uomo, ampia, felice, simile a un liquore. Poi, prima di sedersi, l'uomo chiudeva lo sportello, perché c'era alle spalle un'atmosfera diversa che non bisognava turbare.

Citazioni[modifica]

  • [...] è stupido che una donna vada a lavorare, quando ci son tanti uomini che non chiedono altro che di lavorare per lei. (p. 45)

Bubu de Montparnasse[modifica]

Incipit[modifica]

Giacinto Spagnoletti[modifica]

L'indomani del quattordici luglio, alle nove e mezzo di sera, il boulevard Sébastapol conserva tutta la sua vivacità. Le lambade ad arco, con il loro biancore fulgido in mezzo alle file degli alberi, ritagliano luci e ombre, o vanno a perdersi in mezzo al fogliame. Chiusi i negozi: alla base di palazzoni neri, Pygmalion, i Petits Agneax, la Cour batave, il Meiller Marché du monde intristiscono adesso con le loro buie vetrine il marciapiede che poco fa inondavano di luce. Le grandi insegne dorate, risplendenti al sole del giorno sui balconi del primo, del secondo e via via di tutti gli altri piani, confondono nell'oscurità le lettere di legno giallo e sembrano addormentate come il commercio. Sul boulevard Sébastopol fiori e piume, liquidazioni, alimentari, tessuti, tutti hanno chiusi i battenti, ammutolendo.

Vasco Pratolini[modifica]

L'indomani del Quattordici Luglio, nel boulevard Sebastopol. Le nove e mezzo di sera. Le lampade ad arco, d'un bianco chiassoso, creano spiazzi di luce lungo il filare degli alberi, o si celano tra il fogliame. I negozi sono chiusi: Pigmalione, gli Agnellini, la Corte batava, il Miglior mercato del mondo — le grandi case che li sovrastano, poc'anzi illuminate dalle loro luci, appaiono nere, gli sporti oscurati pare conferiscano ai marciapiedi un che di tetro. Le alte insegne dorate, ai balconi dei primi e dei secondi piani, e altrove, che durante il giorno brillano sotto il sole, arretrano ora nel buio: è sera, ed anche le insegne dalle lettere di legno giallo sembrano riposare, come il commercio. Fiori e piume, «liquidazioni», generi alimentari e tessuti hanno chiuso i battenti, nel boulevard Sebastopol.

Citazioni[modifica]

  • Così Berthe Méténier diventò una prostituta e Maurice uno sfruttatore. Sciocco non era, e poi viveva a Parigi, una città dove il piacere è come un latrato di un cane che ti sta addosso. Molto semplicemente, dapprima era andato a lavorare, poi aveva capito che la fatica e il dolore si addicono agli stupidi. Diventò un magnaccia perché la società in cui viveva, piena di rischi e di potenti, decide da sé le vocazioni. Chi ha i soldi vuole donne, e occorre ovviamente che i magnaccia gliele procurino. (p. 148)

Citazioni su Charles-Louis Philippe[modifica]

  • [...] in tutte le espressioni esistenziali di Philippe s'inserisce qualcosa di idilliaco. (György Lukács)
  • La sua visione tragica della vita (ricordiamo che Croquignole si chiude con due suicidi) è frenata da un'accorata vena sapienziale di origine contadina, da un soffio di misticismo crepuscolare, e infine, quando meno lo si aspetta, dall'immagine della gioia. Era alla gioia e non alla rassegnazione e alla tristezza che lo scrittore di Cérilly puntava: una gioia disperata, un bisogno, come dice André Gide, di felicità da conquistare ad ogni costo. (Giacinto Spagnoletti)

Bibliografia[modifica]

  • Charles-Louis Philippe, Croquignole (Croquignole), a cura di Giacinto Spagnoletti, Armando Curcio Editore, 1979.
  • Charles-Louis Philippe, Bubu de Montparnasse (Bubu de Montparnasse), a cura di Giacinto Spagnoletti, Armando Curcio Editore.
  • Charles-Louis Philippe, Bubu de Montparnasse, trad. di Vasco Pratolini, Einaudi, 1989.

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