Montesquieu

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Montesquieu

Charles-Louis de Secondat barone de La Brède et de Montesquieu (1689 – 1755), filosofo, giurista, storico e pensatore politico francese.

Citazioni di Montesquieu[modifica]

  • Di solito coloro che hanno un grande spirito l'hanno ingenuo. (da Cahiers)
  • Giustizia ritardata è giustizia negata.[1]
  • Napoli ha una bellissima posizione. Le strade sono larghe e ben pavimentate con grossi e larghi massi di pietra squadrata. Le case, tutte grandi e pressappoco della stessa altezza. Molte piazze grandi e belle; e cinque castelli o fortezze, che non si finisce di ammirare. [...]
    Da quando hanno pensato di costruire le fortezze dentro le città, non si ha più bisogno di avere popoli fedelissimi: li hanno resi obbedienti. Perciò prima scoppiava una rivoluzione al giorno, come in Italia. È quasi impossibile che i Napoletani si ribellino, con le cinque cittadelle che hanno. (da Viaggio in Italia, a cura di G. Macchia e M. Colesanti, Laterza, 1990, pp. 212-213)
  • Se sapessi una cosa utile alla mia nazione ma che fosse dannosa per un'altra, non la proporrei al mio principe, poiché sono un uomo prima di essere un francese o, meglio, perché io sono necessariamente un uomo, mentre sono francese solo per combinazione.[2]

Attribuite[modifica]

Ce qui manque aux orateurs en profondeur, ils vous le donnent en longueur.
It is rare to find learned men who are clean, do not stink and have a sense of humour.

Considerazioni sulle cause della grandezza e decadenza dei Romani[modifica]

  • La tirannia di un principe non porta uno Stato più vicino alla sua rovina di quanto l'indifferenza per il bene comune non vi porti una repubblica.
  • Non è il caso a dominare il mondo: ne sono testimoni i Romani, che ebbero un continuo susseguirsi di prosperità quando si governarono secondo un certo piano, e un seguito ininterrotto di avversità quando si comportarono secondo un altro. Vi sono cause generali, sia morali sia fisiche, che agiscono in ogni monarchia, che la elevano, la mantengono o la rovesciano; tutti gli accidenti sono subordinati a queste cause; e se l'esito di una battaglia, cioè una causa particolare, ha rovinato uno Stato, vi era una causa generale per cui quello Stato doveva perire per una sola battaglia. In una parola, l'andamento generale porta con sé tutti gli accidenti particolari.
  • Un impero fondato dalle armi deve reggersi con le armi.

Lettere persiane[modifica]

  • È una disgrazia non essere amati, ma è un affronto non esserlo più. (3)
  • Il papa è il capo dei cristiani. È un vecchio idolo, che viene incensato per abitudine. Una volta incuteva paura persino ai principi; li deponeva infatti così facilmente [...]. Ma ora non lo si teme più. Egli si dice successore di uno dei primi cristiani, che si chiama [[San Pietro]; ed è certo una ricca successione perché ha dei tesori immensi ed un grande paese sotto il suo dominio. (29)
  • È stato detto benissimo che se i triangoli facessero un dio, gli attribuirebbero tre lati. (59)
  • È vero che per una stranezza, che nasce piuttosto dallo spirito umano, talvolta è necessario cangiare certe leggi. Ma il caso è raro, e quando capita, occore aver mano leggera nel toccarle: bisogna osservare tale solenne procedura e usare tante precauzioni che il popolo ne deduca naturalmente che le leggi sono veramente sante, dato che ci vogliono tante formalità per abrogarle. (129)

Lo spirito delle leggi[modifica]

  • Mi reputerei il più felice dei mortali se potessi far sì che gli uomini guarissero dei loro pregiudizi. Chiamo qui "pregiudizio" non ciò che porta ad ignorare alcune cose, ma ciò che porta ad ignorare se stessi. (prefazione)
  • Il suffragio a sorte è proprio della natura della democrazia; il suffragio a scelta lo è di quella dell'aristocrazia. (libro II, cap. II)
  • Le leggi non devono essere meno relative al principio di ogni governo che alla sua natura. (libro III, cap. I)
  • La natura dell'onore è di richiedere preferenze e distinzioni. (libro III, cap. VII)
  • Il governo è come tutte le cose di questo mondo: per conservarlo, bisogna amarlo. (libro IV, cap. V)
  • L'amore della democrazia è quello dell'uguaglianza. (libro V, cap. III)
  • È proprio della natura di una repubblica di avere soltanto un piccolo territorio: senza di ciò essa non può mantenersi. (libro VII, cap. XVI)
  • Un grande impero presuppone un'autorità dispotica in colui che governa. (libro VIII, cap. XIX)
  • La libertà è il diritto di fare tutto quello che le leggi permettono. (libro XI, cap. III)
  • Una costituzione può esser tale che nessuno sia costretto a fare le cose alle quali la legge non lo obbliga, e a non fare quelle che la legge permette. (libro XI, cap. IV)
  • Tutto sarebbe perduto se lo stesso uomo, o lo stesso corpo di maggiorenti, o di nobili, o di popolo, esercitasse questi tre poteri: quello di fare le leggi, quello di eseguire le decisioni pubbliche, e quello di giudicare i delitti o le controversie dei privati. (libro XI, cap. VI)
  • Se toccasse a me di sostenere il diritto che abbiamo avuto di rendere schiavi i negri, ecco quello che direi:
    I popoli dell'Europa, avendo sterminato quelli dell'America, hanno dovuto mettere in schiavitù quelli dell'Africa onde servirsene per coltivare tante terre. (libro XV, cap V)
  • Non ci si può capacitare che Dio, il quale è un essere saggissimo, abbia messo un'anima, soprattutto un'anima buona, in un corpo nerissimo. (libro XV, cap V)
  • La ragione vuole che la potestà del padrone non si estenda oltre le cose pertinenti al servizio; bisogna che la schiavitù sia fatta per l'utilità, e non per la voluttà. Le leggi della pudicizia appartengono al diritto naturale, e devono essere riconosciute da tutte le nazioni del mondo. (libro XV, cap XII)
  • Non bisogna meravigliarsi [...] se la viltà dei popoli dei climi caldi li ha resi quasi sempre schiavi, e se il coraggio dei popoli dei climi freddi li ha mantenuti liberi. È un effetto che deriva dalla sua causa naturale. (libro XVII, cap. II)
  • Qualche elemosina fatta a un uomo nudo per le strade non basta ad adempiere agli obblighi dello Stato, il quale a tutti i cittadini la sussistenza assicurata, il nutrimento, un abbigliamento decente, e un genere di vita che non sia dannoso alla salute. (libro XXIII, cap. XXIX)
  • Molte cose governano gli uomini: il clima, la religione, le leggi, le massime del governo, gli esempi dell'antichità, i costumi, le usanze; se ne forma uno spirito generale che ne è il risultato. A misura che, in ogni nazione, una di queste cause agisce con maggior forza, le altre le cedono in proporzione. La natura e il clima dominano quasi esclusivamente i selvaggi; le usanze governano i Cinesi; le leggi tiranneggiano il Giappone; i costumi davano un tempo il tono in Sparta, i principi del governo e i costumi antichi lo davano in Roma. (libro XIX, cap. IV)
  • Le leggi inutili indeboliscono le leggi necessarie. (libro XXIX, cap XVI)

Pensieri[modifica]

  • Bisognerebbe convincere gli uomini della felicità ch'essi ignorano, anche quando ne godono.
  • Ci sono molte persone che considerano necessario soltanto il superfluo.
  • Difficoltà di tradurre. Occorre innanzitutto conoscere bene il latino; poi bisogna dimenticarlo.
  • È assai sorprendente che le ricchezze degli ecclesiastici abbiano tratto origine dal principio di povertà.
  • È indubbio che l'amore abbia un carattere diverso dall'amicizia: quest'ultima non ha mai mandato nessuno in manicomio.
  • Ho la malattia di scriver libri e di vergognarmene una volta che li ho scritti.
  • Ho sempre visto che, per riuscire al meglio nel mondo, bisognava avere un'aria stupida, ma esser saggi.
  • L'amicizia è un contratto con il quale c'impegniamo a rendere piccoli favori a qualcuno perché ce li contraccambi con favori grandi.
  • L'amore vuol ricevere quanto dà: è il più personale di tutti gli interessi: si fanno confronti e conti; la vanità è diffidente e mai abbastanza sicura.
  • La guerra di Spartaco fu la più legittima che mai sia stata intrapresa.
  • Lo studio è stato per me il rimedio sovrano contro i dispiaceri della vita, giacché non ho mai avuto un dolore tale che non mi sia passato con un'ora di lettura.
  • Lodiamo le persone in proporzione alla stima ch'esse hanno per noi.
  • Omero è stato teologo soltanto per essere poeta.
  • Non stupisce che si provi tanta antipatia per le persone che hanno troppa considerazione di sé: non c'è gran differenza fra lo stimar molto se stessi e il disprezzare molto gli altri.
  • Per scriver bene, occorre tralasciare le idee intermedie, al fine di non apparire noiosi, ma senza esagerare, onde non incorrere nel rischio di non essere intesi.
  • Si vorrebbe non morire. Ogni essere umano è propriamente un susseguirsi d'idee che non si vorrebbe interrompere.
  • Tutte le persone timorose minacciano con facilità: sentono che le minacce avrebbero un grande effetto su di loro.
  • Un uomo non è infelice perché ha dell'ambizione, ma perché ne è divorato.
  • Una prova dell'incostanza degli uomini è stata la necessità d'istituire il matrimonio.

Saggio sulle cause che possono agire sugli spiriti e sui caratteri[modifica]

  • L'ignoranza [...] è la madre delle tradizioni.
  • Meno si ha da riflettere, più si parla.
  • Un insegnante può diventare facilmente testardo, poiché esercita il mestiere di uno che non ha mai torto.

Citazioni su Montesquieu[modifica]

  • In questo secolo la face della filosofia incominciò a rischiarare le tenebre del foro. Il primo si fu l'autore dello Spirito delle leggi, cioè il celebre Presidente di Montesquieu a gittare lo sguardo filosofico sulla giurisprudenza criminale. (Francesco Mario Pagano)
  • Mentre di Voltaire e di Diderot sopravvive, presso i comuni lettori, una specie di antologia dei loro lavori più personalmente incisivi, di Montesquieu l'opera intera galleggia ancora sui marosi dei tempi. (Giuseppe Tomasi di Lampedusa)

Note[modifica]

  1. Citato in Il Cardinale e il Magistrato, Corriere della sera, 24 agosto 1998.
  2. Citato in Albino Luciani, Illustrissimi, Edizioni APE Mursia, 1979, p. 36.

Bibliografia[modifica]

  • Montesquieu, Considerazioni sulle cause della grandezza e decadenza dei Romani, traduzione di Gigliola Pasquinelli, Boringhieri, 1960.
  • Charles-Louis de Montesquieu, Lettere persiane, a cura di Chiara Agostini, Feltrinelli, 1981.
  • Montesquieu, Lo spirito delle leggi (1748), traduzione di Betrice Boffito Serra, Rizzoli, Milano, 1967.
  • Montesquieu, Pensieri, a cura di Domenico Felice e ‎Davide Monda, BUR, 2013.
  • Montesquieu, Saggio sulle cause che possono agire sugli spiriti e sui caratteri, a cura di Domenico Felice, ETS, 2004.
  • Charles-Louis Montesquieu, Oeuvres complètes, a cura di Roger Caillois, 2 voll., Gallimard, Paris, 1949-51.

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