Clive Cussler
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Clive Cussler (1931 – vivente), scrittore statunitense.
- OK, usare i comandi non deve essere difficile, ma con il vento contrario, come faremo a tenere in volo questo scroto areostatico? (Albert Giordino, rivolto a Dirk Pitt, riferendosi al dirigibile Prospeeter) (da Cyclops)
Indice |
[modifica] Incipit di alcune opere
[modifica] Salto nel buio
I lampi che si susseguivano all'orizzonte con crescente frequenza annunziavano un violento temporale mentre il Manhattan Limited divorava fragorosamente la strada ferrata che tagliava la parte più settentrionale dello Stato di New York. La densa colonna di fumo nero che usciva dalla locomotiva lasciava trasparire a malapena le stelle che ponteggiavano il cielo notturno. Nella cabina, il macchinista levò dalla tasca della tuta un cipollone d'argento e strizzò le palpebre per leggere l'ora al riverbero del forno. Non era il temporale imminente a preoccuparlo, ma l'inesorabile scorrere del tempo, che minacciava di non fargli rispettare l'orario.
[modifica] Iceberg
Il sonno indotto dalla droga svanì nel nulla e la ragazza iniziò una lotta tormentosa per riprendere i sensi. Una luce fioca e nebbiosa accolse gli occhi che si schiudevano lentamente e un lezzo atroce di putredine le penetrò nelle narici. La ragazza era nuda, e stava appoggiata con la schiena contro una parete umida, coperta di mucillagine giallastra. Era tutto irreale, impossibile, si disse al momento del risveglio. Doveva essere un incubo orrendo. All'improvviso, prima che avesse la possibilità di lottare contro il panico che ingigantiva dentro di lei, il viscidume giallo sul pavimento salì, salì sulle cosce del corpo indifeso. In preda a un terrore folle, la ragazza prese a urlare mentre l'orrore continuava a salirle sulla pelle nuda e sudata. Gli occhi quasi le schizzavano dalle orbite. Spinta dalla forza della disperazione cominciò a dibattersi. Fu inutile... i polsi e le caviglie erano saldamente incatenati alla superficie viscida della parete. A poco a poco, la mucillagine ripugnante salì all'altezza dei seni. E poi, mentre l'orrore indescrivibile le sfiorava le labbra, un ruggito vibrante e una voce fantasma echeggiarono nella camera buia.
«Scusa se interrompo il tuo periodo di studio, tenente, ma il dovere ti chiama.»
[modifica] Missione Eagle
Oceano Pacifico
Facendosi schermo con una mano dal fulgore del sole, la ragazza fissò gli occhi nocciola sullo spettacolo della procellaria che planava elegantemente nella scia del bastimento, volteggiando sopra il picco carico poppiero. Ammaliata, rimase diversi minuti a contemplare l'ineguagliabile grazia con cui l'uccello marino si librava in volo, finché, con moto subitaneo d'impazienza, non si drizzò a sedere sulla malandata sedia a sdraio, consunta dalla salsedine, e sulla schiena abbronzata apparvero i segni rossi, distanziati a intervalli regolari, impressi dalle stecche dello schienale.
Si guardò intorno, ma del personale addetto al ponte di comando neanche l'ombra, perciò ne approfittò per riassettarsi pudicamente il reggiseno a balconcino del succinto bikini e mettersi così più a suo agio.
[modifica] Tesoro
Una terra sconosciuta
Una luce fioca e palpitante guizzava bizzarramente nella tenebra della galleria. Un uomo vestito d'una tunica di lana che gli scendeva sotto il ginocchio si fermò ed alzò sopra la testa una lampada a olio. Il chiarore fievole illuminò una figura umana racchiusa in una bara d'oro e cristallo e gettò un'ombra grottesca e tremula contro la parete levigata. L'uomo dalla tunica fissò per qualche attimo gli occhi ciechi, quindi abbassò la lampada e si voltò.
Studiò la lunga fila delle figure immobili immerse in un silenzio di morte, così numerose che sembravano allinearsi all'infinito prima di sparire nell'oscurità della grande caverna.
[modifica] L'oro dell'inca
Un mare dimenticato
Vennero dal sud con il sole del mattino, baluginanti come fantasmi in un miraggio del deserto, mentre avanzavano sull'acqua accesa dai riflessi del sole. Le vele rettangolari di cotone delle imbarcazioni erano afflosciate, inerti, sotto il placido cielo azzurro. Non echeggiava neppure un comando mentre, in uno strano silenzio, gli uomini affondavano e spingevano i remi. In alto, un falco scendeva e risaliva come se giudicasse i timonieri verso un'isola brulla che s'innalzava al centro del mare interno.
[modifica] Onda d'urto
Mar di Tasman
Fra i quattro clipper costruiti nel 1854 nei cantieri navali di Aberdeen, in Scozia, uno si distingueva dagli altri. Era il Gladiator: aveva una stazza di 1256 tonnellate, con una lunghezza di sessanta metri, una larghezza di dieci e tre alberi imponenti che svettavano verso il cielo con una giusta inclinazione. Era uno dei clipper più veloci che fossero mai scesi in mare, ma risultava anche difficile da governare in condizioni di tempo avverse, a causa delle sue linee troppo fini. Gli affibbiarono il soprannome di ghoster, riservato alle navi che erano in grado di sfruttare anche il minimo alito di vento; in effetti era assai improbabile che il Gladiator facesse una traversata lenta a causa della bonaccia.
Eppure, per un destino maledetto ed imprevedibile, era condannato all'oblio.
[modifica] Alta marea
Acque sconosciute
Le onde, già violente, diventavano più forti a ogni assalto del vento, e a tarda sera la bonaccia del mattino si era trasformata, come il dottor Jekyll, nella furia di Mister Hyde. Le creste di spuma bianca in cima alle onde alte come torri si rifrangevano in cortine di spruzzi salmastri, mentre le acque in tempesta e le nubi nere si fondevano sotto la sferza di una tormenta di neve in arrivo. Ormai era impossibile riconoscere il confine fra le acque ed il cielo. Gli uomini a bordo del transatlantico Princess Dou Wan, impegnato nella lotta contro le onde che s'innalzavano come montagne prima di abbattersi sulla nave, erano ignari del disastro incombente su di loro, a pochi minuti di distanza.
[modifica] La città perduta
Librandosi al di sopra delle maestose vette incappucciate di neve, Jules Fauchard lottava per la propria vita. Qualche minuto prima, il suo aereo si era schiantato contro un invisibile muro d'aria con una forza tale da fargli scricchiolare i denti. Le correnti ascensionali e discendenti scuotevano il leggero velivolo come un aquilone legato a un filo. Lo stomaco in subbuglio, Fauchard si opponeva alla turbolenza con la perizia acquisita grazie ai severi istruttori di volo francesi. D'un tratto, superata la zona perturbata, si abbandonò sollevato alla dolce brezza, ignaro di essere sull'orlo del disastro.
[modifica] Recuperate il Titanic!
Il passeggero che occupa la cabina 33 del Ponte A si agitava e rigirava nella angusta cuccetta; era tutto sudato e la sua mente era come perduta in un oscuro incubo. Era un individuo piuttosto basso, non raggiungeva neppure il metro e sessanta, aveva radi capelli bianchi e una fisionomia scialba, la cui unica caratteristica di rilievo era un paio di sopracciglia folte e scure. Teneva le mani incrociate sul petto, le dita contratte in uno spasimo ricorrente. Dimostrava una cinquantina d'anni, la pelle avvizzita aveva il colore e la grana del cemento dei marciapiedi, le rughe sotto gli occhi erano incavate e formavano dei solchi profondi. Eppure fra dieci giorni avrebbe compiuto appena trentaquattro anni.
[modifica] Dragon
Isola di Shemya, Alaska
Il diavolo stringeva una bomba nella mano sinistra, un forcone nella destra, e sogghignava compiaciuto. Sarebbe apparso minaccioso se non fosse stato per le sopracciglia esageratamente folte e gli occhi a mezzaluna. Gli davano l'aspetto di un folletto addormentato per l'espressione malvagia che ci si sarebbe aspettata dal padrone dell'inferno, benché indossasse il consueto vestito rosso e gli spuntassero le corna regolamentari e una lunga coda cuspidata. Stranamente le unghie dei piedi, simili ad artigli, erano avvinghiate a un lingotto d'oro marcato 24 carati.
[modifica] Sahara
Richmond, Virginia
Sembrava galleggiare sopra la nebbia spettrale della sera come un mostro minaccioso che sorgesse dal limo primordiale. La sagoma bassa spiccava nera e lugubre contro lo sfondo degli alberi della riva. Come fantasmi, immagini indistinte d'uomini si muovevano sui ponti sotto l'inquietante chiarore giallo delle lanterne, mentre rivoli di umidità scorrevano lungo le fiancate grigie e cadevano nella corrente torpida del fiume James.
[modifica] Virus
gennaio 1954
Il Boeing C-97 Stratocruiser sembrava una cripta. Forse l'immagne era suggerita dalla gelida notte invernale, forse dalle folate di neve che si ammucchiava sulle ali e sulla fusoliera in una coltre di ghiaccio. Le luci tremule della cabina di pilotaggio che filtravano attracerso il parabrezza e le ombre fuggevoli degli specialisti addetti alla manutenzione contribuivano ad accentuare la sensazione di disagio.
[modifica] Bibliografia
- Clive Cussler, Salto nel buio, traduzione di Lydia Magliano, Rizzoli, Milano 1985
- Clive Cussler, Iceberg (Iceberg), traduzione di Roberta Rambelli, Longanesi, Milano 1995
- Clive Cussler, Missione Eagle, traduzione di Giuseppe Settanni, TEA, Milano 1987
- Clive Cussler, Tesoro (Treasure), traduzione di Roberta Rambelli, Longanesi, Milano 1992
- Clive Cussler, L'oro dell'inca (Inca Gold), traduzione di Roberta Rambelli, Longanesi, Milano 1994
- Clive Cussler, Onda d'urto, traduzione di Lidia Perria, Longanesi, Milano 1996
- Clive Cussler, Alta marea, traduzione di Lidia Perria, TEA, Milano 1998
- Clive Cussler, Cyclops, traduzione di G. Settanni, Longanesi, Milano 1998. ISBN 9788830413979
- Clive Cussler, La città perduta, traduzione di Paola Mirizzi Zoppi, Longanesi, Milano, 2007. ISBN 978-88-304-2414-2
- Clive Cussler, Recuperate il Titanic! (Raise The Titanic!) traduzione di Paola Montagner, Euroclub, Milano 1980
- Clive Cussler, Dragon (Dragon) traduzione di Orietta Fiordelli e Silvana Fiori, TEA DUE, Milano 2000
- Clive Cussler, Sahara (Sahara), traduzione di Roberta Rambelli, Superpocket, Milano 1997. ISBN 88-462-0007-1
- Clive Cussler, Virus (Vixen 03), traduzione di Roberta Rambelli, CDE, Milano 1995.
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[modifica] Opere
-
Salto nel buio 1985 -
Iceberg 1995 -
Missione Eagle 1987 -
Tesoro 1992 -
L'oro dell'inca 1994 -
Onda d'urto 1996 -
Alta marea 1998 -
Cyclops 1996