Colette
Colette, pseudonimo di Sidonie Gabrielle Claudine Colette (1873 – 1954), scrittrice francese.
- È saggio applicare l'olio di una raffinata gentilezza ai meccanismi dell'amicizia. (da Le Pur et l'Impur, 1932)
- Farai delle sciocchezze, ma falle con entusiasmo. (rivolta a sua figlia; citato da Hope Johnson sul New York World-Telegram & Sun, 28 aprile 1961)
- Niente invecchia una donna quanto vivere in campagna. (da L'Envers du music hall, 1913)
- Non si dovrebbe mai andare a letto con qualcuno che si ama, perché altrimenti si rovina tutto. (da Le Pur et l'Impur, 1932)
- Una delle cose migliori dell'amore è riconoscere il passo dell'uomo che sale le scale. (da Journal à rebours, 1941)
Indice |
Incipit di alcune opere [modifica]
La gatta [modifica]
Erano le dieci e i giocatori del poker familiare cominciavano a dar segni di stanchezza. Camilla lottava contro la fatica di rimaner desta come si lotta a diciannove anni: vale a dire che, a tratti, ritornava chiara e fresca, poi sbadigliava dietro le mani congiunte e ricompariva pallida, col mento bianco, con le guance un po' nere sotto la cipria color d'ocra e una lagrimuccia all'angolo degli occhi.
Sette dialoghi di bestie [modifica]
SENTIMENTALISMI
Una terrazza assolata. Siesta pomeridiana. Toby, cane, e Kiki, gatto, giacciono sulla pietra ardente. Silenzio domenicale. Toby non può dormire, tormentato dalle mosche: poi, ha mangiato troppo. Si trascina sul ventre, appiattendo a guisa di ranocchio il treno posteriore, fino a Kiki, immobile pelliccia tigrata.
Toby: Dormi?
Kiki: Rrr, rrr, rrr.
Toby: Sei vivo? Come sei piatto! Sembri una pelliccia di gatto vuota.
Kiki: con voce morente
Lasciami...
Toby: Non ti senti bene?
Kiki: No... lasciami. Dormo. Non so più nemmeno se ho un corpo... Che tormento vivere con te! Ho mangiato, sono le due... dormiamo.
L'ingenua libertina [modifica]
Incipit [modifica]
«Minnie... Tesoro, hai finito il tema? Minnie, ti rovinerai gli occhi!»
Minnie ha un moto d'impaziemza. Ha già risposto tre volte: «Sì, mamma» alla mamma che sta ricamando dietro lo schienale della grande poltrona...
Minnie mordicchia il cannello d'avorio della penna, è talmente china sul quaderno che le si vedono solo i capelli argentei e la punta del nasino tra due spioventi.
Il fuoco brontola piano, la lampada ad olio scandisce lenta i secondi, la mamma sospira, Sulla tela incerata del ricamo – un grande collo per Minnie – l'ago inciampa ad ogni punto. Fuori, i platani di boulevard Berthier sgrondano di pioggia, e i trams del viale esterno cigolano musicali sulle rotaie.
Citazioni [modifica]
- Non è la morte l'estrema speranza di una vita cui si è rifiutato un amore? (p. 190)
Bibliografia [modifica]
- Colette, La gatta (La chatte), traduzione di Enrico Piceni, I libri del pavone, Arnoldo Mondadori Editore 1959.
- Colette, Sette dialoghi di bestie (Sept Dialogues de bétes), traduzione di Enrico Piceni, I libri del pavone, Arnoldo Mondadori Editore 1959.
- Colette, L'ingenua libertina, (L'ingénue libertine), traduzione di Dianella Selvatico Estense, Edizioni dell'Albero, Torino 1965.