Colleen McCullough

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Colleen McCullough (1937 – vivente), scrittrice australiana.

Le donne di Cesare[modifica]

Incipit[modifica]

«Bruto, la tua pelle ha qualcosa che non mi piace», disse Servilia. «Vieni qui alla luce, per favore.»
Il ragazzo quindicenne non diede segno di aver sentito e restò impassibile, curvo su un foglio.
«Vieni qui, Bruto. Immediatamente», ripeté con calma una madre.
Lui non ne aveva una gran paura, ma non intendeva dispiacerle. Posò subito il calamo, si alzò e andò da lei che stava in piedi accanto alla finestra. Le imposte erano spalancate perché Roma era oppressa da una canicola precoce in quella stagione.

Citazioni[modifica]

  • [...] quando le persone si piacciono, diventano incapaci di agire come dovrebbero. Per esempio, esitano a dirsi alcune verità lampanti, forse per timore che possano ferire. Per contro, l'amore e l'odio permettono di dire la verità. (p. 65)
  • Sì, noia. L'unico sentimento al quale nessun matrimonio può sopravvivere. (p. 221)
  • Forse l'assenza totale di ragionamento e di logica può apparire al pubblico come una manifestazione del bene. Gli uomini pensano che il male debba essere ragionato, logico. Il fanatico deve essere una forza del bene mentre l'individuo che pensa sembra distaccato e, di conseguenza, cattivo. Ma non è tutto assurdo?

Uccelli di rovo[modifica]

Incipit[modifica]

L'8 dicembre 1915, Meggie Cleary festeggiò il quarto compleanno. Dopo la colazione, sua madre sparecchiò, e senza una parola, le mise sulle braccia un pacco avvolto in carta marrone; poi le ordinò di uscire. E così, Meggie si inginocchiò dietro il cespuglio di ginestra, accanto al cancello principale, e diede strattoni impazienti. Le dita erano goffe, la carta era robusta; sapeva vagamente dell'emporio di Vahinè, e questo le disse che, qualsiasi oggetto potesse trovarsi entro il pacco, miracolosamente era stato comperato, e non fatto in casa, o regalato da altri.

Citazioni[modifica]

  • Le appoggiò il mento alla spalla, appoggiò la gota alla morbidezza di quella di lei e si abbandonò all'impulso, che fa impazzire ed esaspera, di un uomo alle prese con il fato.
  • L'uccello con la spina nel petto segue una legge immutabile; è spinto da non sa cosa a trafiggersi, e muore cantando. Nell'attimo stesso in cui la spina lo penetra, non ha consapevolezza della morte imminente; si limita a cantare e a cantare, finché non rimane più vita per emettere una sola altra nota. Ma noi, quando affondiamo le spine nel nostro petto, sappiamo. E lo facciamo ugualmente. Lo facciamo ugualmente.

Bibliografia[modifica]

  • Colleen McCullough, Le donne di Cesare (Caesar's Women), traduzione di Piero Spinelli, Rizzoli, 1995 (ISBN 8817202452)
  • Colleen McCullough, Uccelli di rovo (The Thorn Birds), traduzione di Bruno Oddera, Valentino Bompiani, Milano 1977.

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Opere[modifica]