Cornell Woolrich

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Cornell Woolrich, nome completo Cornell George Hopley-Woolrich, noto anche con gli pseudonimi William Irish e George Hopley (1903 – 1968), scrittore statunitense.

Incipit di alcune opere[modifica]

L'alibi nero[modifica]

Era l'ora del passeggio elegante e lei era seduta dinanzi allo specchio, indecisa se appuntarsi sull'abito un grappolo di uva di cristallo o una gardenia, quando qualcuno bussò alla porta dell'appartamento.
Qualsiasi decisione avesse preso, Kiki sapeva che sarebbe stata imitata in tutta la città; nelle settimane successive, centinaia di giovani donne avrebbero portato grappoli d'uva di cristallo o gardenie.

La sposa in nero[modifica]

«Julie, Julie mia.» Le parole seguirono la donna giù per le quattro rampe di scale. Era il sussurro più tenero, il grido più potente che potesse uscire da labbra umane. Non valsero a fermarla, né a farla esitare. Quando Julie uscì nella luce del giorno, il suo viso era di un pallore mortale.
E questo fu tutto.

Citazioni su Cornell Woolrich[modifica]

  • L'autore, Cornell Woolrich, era un timidissimo mammone. Dalle sue pagine sono nati però film come «La finestra sul cortile» di Hitchcock e «La mia droga si chiama Julie». Truffaut, che adorava quel romanzo, per comprarne i diritti giunse a farsi prestare i soldi da Jeanne Moreau. (Antonio Debenedetti)
  • Se Spillane è feroce, se King è un manierista del terrore, Woolrich sa essere ineguagliabilmente violento e tenero. (Antonio Debenedetti)

Bibliografia[modifica]

  • Cornell Woolrich, L'alibi nero, traduzione di Tina Honsel, Mondadori, 2006.
  • Cornell Woolrich, La sposa in nero, traduzione di Fenisia Giannini, Mondadori, 2009. ISBN 9788804592280

Film[modifica]

Altri progetti[modifica]

Opere[modifica]