Costantino Rozzi
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Costantino Rozzi (1929 – 1994), imprenditore e dirigente sportivo.
- [dopo una vittoria fortunosa] Abbiamo vinto e basta. Abbiamo avuto fortuna perché la fortuna ci appartiene. [1]
- [al raduno della squadra nell'agosto 1968] Da voi esigo il massimo impegno: dovete vincere, come non importa, ma non dovete deluderci. [1]
- Occorre armarsi di grinta per restare a galla [1]
- [rivolto a Mazzone] Coccia pelata, mettiti il berretto, perché se mi prendi il raffreddore...[1]
- Fino ad oggi sono sempre andato a Coverciano per ritirare coppe per la classifica disciplina, per il settantennio di attività e così via. Quest'anno voglio andarci per ritirare la coppa spettante alla squadra che dalla serie C è promossa in B. [1]
- Il mio vizio inguaribile è quello di voler sempre vincere e se dobbiamo sopportare sacrifici per giungere a questo noi siamo qui. [1]
- [dopo Ascoli-Torino 1-1, prima partita casalinga in serie A] Abbiamo perso il primo punto nella massima serie.[1]
- [dopo Torino-Ascoli 1-0] Io ritiro la squadra. Se continua così la ritiro veramente. Farò uno scandalo nazionale [...]. In campo gli arbitri dirigono a senso unico [...]. Ma voglio chiedere per quale motivo a noi, squadre di provincia, fanno vincere i campionati per poi condannarci in questa maniera.[1]
- Se Mazzone decide di andarsene non gli sparo, ma lo faccio rapire, sequestrare.[1]
- Se ci salviamo ed io penso proprio che ci salveremo, se Mazzone resta, l'Ascoli forse non vincerà mai uno scudetto (e non è detto), ma rimarrà per sempre nella massima divisione.[1]
- Il calcio per noi non è soltanto un fatto sportivo. È un fatto sociale. È un fatto che rappresenta la pedina di lancio per una provincia che per troppo tempo era rimasta in disparte. Per questo faremo di tutto perché la bella favola continui.[1]
- [Carlo Mazzone al termine del campionato 1974/75 va ad allenare la Fiorentina] Quest'anno il programma è di arrivare prima della Fiorentina. E perché no, chi è poi questa Fiorentina, glielo faremo vedere noi. Prima avevamo un nemico, la Samb, dovevamo fare di più. E l'abbiamo fatto. Mi dicevano che ero matto quando affermavo che saremmo andati in serie A. Ci siamo andati e ci siamo rimasti. Adesso il nemico è la Fiorentina e voglio stare sopra alla squadra di Mazzone. Basta un punto avanti![1]
- [a Riccomini, appena arrivato] Compro tutti i giocatori che vuoi.[1]
- Voi forse non mi credete oppure vi metterete a ridere ma io non me ne vergogno: quando l'Ascoli perde mi vien da piangere. Quando la mia squadra esce battuta dal campo una tristezza mi assale e tutto mi precipita addosso.[1]
- Il pubblico mi commuove in maniera particolare. Quando ascolto l'incitamento collettivo di duemila e più voci, quando vedo i tifosi urlare e cantare tutta la loro passione un nodo mi percorre la gola.[1]
- [il giorno del 50° compleanno] Cinquanta non sono pochi ma non mi pesano sulla pelle. La famiglia, il lavoro, la squadra, tutte le mie attività mi aiutano a sentirmi giovane. Mi piace la vita ma non spero di vivere altro mezzo secolo. Spero piuttosto di salvare quest'Ascoli.[1]
- A lungo andare avremo un campionato europeo con le più grosse società di ciascun Paese e, parallelamente, un altro campionato a carattere nazionale se non addirittura regionale con le altre. Juve, Inter, Milan, Torino finiranno inevitabilmente nell'élite e le altre migliori si misureranno in un diverso torneo. Non c'è via d'uscita. Certo all'inizio avremo un trauma non indifferente ma quando ci saremo abituati tutto sembrerà più normale. [febbraio 1979][1]
- L'entusiasmo è il mio segreto.[1]
- La serie A è nostra e nessuno ce la toglierà mai più. Resterà in eredità ai figli dei nostri figli.[1]
- Quando si tratta di delinquenti, non ammetto che si nascondano sotto la bandiera bianconera. Contro il Bologna ho visto lo striscione con la foto di Mussolini e mi sono vergognato. Di questa gente non abbiamo bisogno.[1]
- [appena riconquistata la serie A, sfuma l'acquisto dell'argentino Borghi] Io questo Borghi non lo capisco. Preferisce fare il cameriere a Parigi che il direttore di banca in Italia.[1]
- Sarò un ignorante di calcio, ma ogni volta che incontriamo la Roma succede sempre qualcosa di strano.[1]
- Sono fatto così, dico quello che penso. Mi dispiace...[1]
- Parlano degli stranieri, dei giocatori che costano miliardi. Io Casagrande l'ho pagato poco più di un miliardo e lo avete visto tutti.[1]
- [dopo l'acquisto di Bruno Giordano] Basta col Napoli! Non voglio più saperne. Per me il Napoli Società Sportiva non esiste più![1]
- Io non critico il gioco o il comportamento della squadra sotto il profilo tecnico: io critico la mancanza di attaccamento ai colori sociali.[1]
- [L'Ascoli è in crisi di risultati] Non sono il tipo che si avvilisce, anzi queste situazioni di difficoltà mi danno la carica, mi affascinano.[1]
- Non sono disposto a vedere l'Ascoli all'ultimo posto della classifica. L'Ascoli è un qualcosa che sta al di sopra degli uomini che la rappresentano.[1]
- La verità è che in provincia un allenatore più di due anni non può stare. Semplice la ragione: stando molto insieme ai giocatori, vivendo e soffrendo con loro, si stabilisce una forma di compromesso. Si instaura un clima di rilassamento anche inconscio e si perdono certi stimoli. E quando si perdono gli stimoli, per una provinciale che deve salvarsi sono dolori.[1]
- Se può servire sono pronto a chiamare anche una fattucchiera: sarei anche disposto ad un compromesso col padreterno pur di salvare l'Ascoli.[1]
- Bisogna riconoscere le proprie capacità ed i propri limiti per poter riuscire nella vita.[1]
- Oggi non è come un tempo, quando ognuno tirava l'asino della discussione per la sua cavezza, tanto non c'era la riprova di quel che si asseriva in fatto di rigori, falli e via dicendo: oggi c'è la TV, ci sono le moviole e, bene o male, certi errori marchiani si evidenziano.[1]
- Giocatori? Brutta razza.[1]
- A fine stagione agirò come si usa fare quando si pesca il tonno: la mattanza.[1]
- La vita riserva attimi di gioia e anni di sofferenze. L'importante è trasformare gli attimi in ore e gli anni in minuti.[1]
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- L'Ascoli è come una malattia: quando ti si attacca non ti lascia più
- Se Zico è Zico, allora Novellino chi è? Zigo Zago? Ma vogliamo scherzare? Novellino li ha ammazzati tutti, in difesa, in attacco, ha costruito, ha fatto tutto! [in un intervista dopo un Ascoli-Udinese, dopo che per una settimana si era parlato soltanto di Zico]
- [in occasione della presentazione del nuovo stemma del Picchio] Avevamo un picchietto un po' femminile, un pulcino... [adesso invece] un picchio rapace, alla Mazzone!
- Voi sapete che prima di essere presidente dell'Ascoli io sono un ascolano, e fare qualcosa per la nostra città è qualcosa che mi da fascino e mi da veramente tanta gioia.
- Se dovessimo fare un referendum sulla simpatia, sicuramente lo scudetto della simpatia lo vinceremmo noi.
- Questo spettacolo per chi lo facciamo? Per gli spettatori. [..] Lo spettacolo è degli ascolani. L'Ascoli Calcio è degli ascolani.
- Qui si confonde la dimensione cittadina anagrafica della città, con la dimensione della società sportiva. Noi siamo una grande società che sta in una piccola e meravigliosa città. [..] E questo fatto, oltre che della società, è soprattutto merito vostro [rivolto ai tifosi]
- Due anni fa, proprio all'ultima partita, è retrocesso ad Ascoli il Brescia, l'anno scorso è toccato al Bologna... quest'anno tocca al Cagliari.
- La nostra squadra in casa non perdona nessuno.
- Ci vuole quel bandierone, questi fumogeni colorati, perché la partita è folclore, è formata da tutto, non è solamente il gioco.
- Prima e dopo non serve, durante la partita è importante [tifare]
- Stando in panchina mi rendo conto di quanto fa piacere quando c'è un'incitazione della curva Sud, perché ti senti più forte.
- Io mi sento giocatore, perché lotto pure io con gli arbitri, tra me e Mazzone sembra una guerra. Ma ci sentiamo pure noi incitati da queste canzoni, da questo gridare, da questo sventolare di bandiere.
[modifica] Note
- ↑ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah ai citato nel numero speciale dedicato alla morte di Costantino Rozzi del periodico Forza Ascoli di Alberto Crementi, precisamente nell'articolo Le frasi più significative di Costantino Rozzi, dicembre 1994
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