Costantino XI di Bisanzio
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Costantino XI di Bisanzio, noto anche come Costantino XI Paleologo o Costantino Dragases (1405 – 1453), imperatore bizantino.
- Dove ti ritiri? La tua ferita è leggera e l'incalzare dei nemici pressante! Abbiamo bisogno di te! (a Giovanni Giustiniani, dopo la caduta della Porta San Romano; citato in Declino e caduta dell'Impero romano di Edward Gibbon)
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- Miei signori, miei fratelli, miei figli, l'ultimo onore dei Cristiani è nelle nostre mani. (citato in Imperobizantino.it)
- So che avrei vantaggi se abbandonassi la città, ma via non posso andare... Non vi lascerò mai. Ho deciso di morire con voi! (citato ibidem)
- So che l'ora è giunta, che il nemico della nostra fede ci minaccia con ogni mezzo... Affido a voi, al vostro valore, questa splendida e celebre città, patria nostra, regina d'ogni altra. (citato ibidem)
- Darti la città, non è decisione mia né di alcuno dei suoi abitanti; abbiamo infatti deciso di nostra spontanea volontà di combattere, e non risparmieremo la vita. (Quando Maometto II gli chiese di consegnarli la città: in cambio l'avrebbe nominato governatore)
- Miei signori, miei fratelli, miei figli, l'ultimo onore dei Cristiani è nelle nostre mani. (ultimo discorso ai cittadini di Costantinopoli prima della caduta della città)
- Ci sono quattro grandi cause per cui vale la pena di morire: la fede, la patria, la famiglia e il basileus. Ora voi dovete essere pronti a sacrificare la propria vita per queste cose, come d'altronde anch'io sono pronto al sacrifico della mia stessa vita (sempre parte del suo ultimo discorso)
- Da oggi latini e romani sono lo stesso popolo, uniti in Dio, e con l'aiuto di Dio salveremo Costantinopoli. (Proclamazione della riunione delle due chiese)
[modifica] Citazioni su Costantino XI
- Ed allora questo principe, degno dell'immortalità, si tolse le insegne imperiali e le gettò via e, come se fosse un semplice privato, con la spada in pugno si gettò nella mischia. Mentre combatteva valorosamente per non morire invendicato, fu infine ucciso e confuse il proprio corpo regale con le rovine della città e la caduta del suo regno. (Giorgio Sfranze)
- Il mio signore e imperatore, di felice memoria, il signore Costantino, cadde ucciso, mentre io mi trovavo in quel momento non vicino a lui, ma in altra parte della città, per ordine suo, per compiervi un'ispezione: ahimè ahimè!. (Giorgio Sfranze)
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