Daniel Picouly
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Daniel Picouly (1948 – vivente), scrittore francese.
- Meno male che qui tutto si asciuga in fretta, anche le emozioni. (da L'ultima estate)
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[modifica] Incipit di alcune opere
[modifica] Il ragazzo leopardo
Il grosso marinaio rubicondo picchia sul tavolo con il pugno guantato. Pare voglia svegliarsi di soprassalto.
"Cittadina! Stasera ho l'uzzolo di tagliar la gola a un negretto. Ne ho abbastanza di aristocratici". La Marmotta capisce subito che è lui il negretto. Verifica. Null'altro che vi somigli nella bettola quasi vuota. La cittadina sembra che lo faccia apposta a essere rosea e bionda. Sta leggendo una gazzetta alla luce di una candela, appoggiata con i gomiti su una botte, e non alza nemmeno lo sguardo verso il marinaio. Nella sala, ci sono soltanto dei patrioti ai tavoli, intenti a bere vino caldo, e una stufa solitaria accesa. Il tutto ricoperto da un silenzio stanco da bivacco che fa gravare il soffitto sulle teste. Nessun dubbio, l'unico negretto, lì, è lui.
Il ragazzino rimpiange di essere entrato in quella taverna all'inizio di rue de la Monnaie. Ma è tardi e aveva bisogno di un po' di acqua e di una scodella per far bere la fottuta pozione al dannato cagnolino.
[Daniel Picouly – Il Ragazzo leopardo – Edizioni Ponte alle Grazie, traduzione di Fabrizio Ascari]
[modifica] La luce della follia
Che bolgia!
Il pienone di mezzogiorno. Un inferno al banco e in sala. La ressa, l'abboffata, e il chiasso a più non posso. Una gara a chi strilla, smandibola e sforchetta di più. Un brulicame cotto a pressione. Da non ritrovarci i propri denti di dietro, ammesso di averli ancora. Qui, a ciascuno la sua piccola fetta: un'ora da imbottire come un naso. Sniffa a tutto menu. La carta per i prìncipi. Ci si rimpinza la pancia e verrebbe da ruttare a bocca aperta ogni amarezza. Ma è già ora di sgombrare. Le sedie restano umidicce, le tovaglie fan fagotto al di sopra delle teste... Caldo lassù!... Le due cameriere s'infilano nella calca. Gli uomini si accalcano, per concedersi una dolcezza al passaggio... Una sfiorata di fortuna. Come un calvados non segnato sul conto dal padrone. Scioglie i grassi e lubrifica il commercio.
[Daniel Picouly – Il Ragazzo leopardo – Feltrinelli, traduzione di Annamaria Ferrero]
[modifica] L'ultima estate
Patapumfete!
Cado all'indietro. I miei occhi fanno tilt. Un pezzo di azzurro mi passa tra le gambe. Che ci fa lì, il cielo? Non è quello il suo posto. E i miei piedi nudi tra i rami del fico. È normale? Mi fioriranno gli alluci. Petali caffellatte. Non molto serio, come mazzo... Attento, figliolo! Qui tutto cresce da sé. Non sei in un posto qualsiasi. Sei a Fort de l'Eau. Il giardino del paradiso! Bell'accoglienza. Capisco che Adamo ed Eva se ne siano andati. Il giardino del paradiso. Di solito è così. Ma oggi l'aria è pesante. Eppure non c'è scirocco... La prova, figliolo: pianti qui una scarpa di corda e ti spunta un paio di stivali da cavallerizzo... Figuriamoci! Ho provato sulla spiaggia con le mie infradito. Non ho trovato niente, né gli stivali né il cavallo. In questo paese tutti esagerano.
[Daniel Picouly – L'ultima estate – Feltrinelli, traduzione di Yasmina Melaouah]
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